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Comunità virtuali e Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC) in Senegal e Perù

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Aguzzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Elisabetta Basile
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 126

Il dibattito sulla partecipazione dei paesi in via di sviluppo (PVS) alla società dell’informazione ha ispirato la ricerca condotta in questa tesi, in particolar modo le problematiche indotte dall’emergere di un divario digitale fra Nord e Sud del mondo sono state il punto di partenza per elaborare una prospettiva in cui inserire il tema dell’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Information and Communication Technologies) in paesi in condizioni socioeconomiche disagiate e in ritardo tecnologico rispetto all’occidente. La prospettiva adottata è stata innanzitutto di prendere atto del fatto che l’impiego delle ICT nei PVS è una realtà sorretta da numerosi riscontri e che pertanto l’attenzione deve essere concentrata sulle modalità di utilizzo della tecnologia piuttosto che sulle argomentazioni pro o contro la diffusione della stessa. L’analisi condotta sulle due aree oggetto di studio, Senegal e Perù, ha rivelato come l’introduzione delle ICT sia stata preceduta da una serie di interventi mirati ad eliminare le posizioni monopolistiche nei mercati delle telecomunicazioni, la liberalizzazione di questi mercati è stata considerata un passo indispensabile per facilitare l’appropriazione della tecnologia da parte del settore privato locale e promuovere quindi dei processi di sviluppo endogeni. I risultati conseguiti non sono stati tuttavia in linea con questi obiettivi perché tanto in Senegal (con SONATEL), quanto in Perù (con Telefonica de Perù) i principali operatori nazionali nel campo delle telecomunicazioni sono diventati succursali locali di multinazionali straniere (France Télécom e il gruppo spagnolo Telefonica) e l’effetto ultimo di questi interventi è stato quello di sostituire monopoli nazionali con monopoli stranieri. È anche vero tuttavia che il settore privato locale se non ha potuto trarre vantaggio dalla liberalizzazione dei mercati, ha potuto affermarsi nella gestione dei punti di accesso pubblici alla rete. In Senegal e Perù cybercafè e telecentri si sono sviluppati con una rapidità maggiore che in molti altri PVS mettendo in luce la vitalità della piccola imprenditoria locale. Il focus della ricerca non riguarda tuttavia le condizioni materiali che impediscono l’accesso alla rete, ma le forme attraverso cui l’utilizzo del web si trasforma in partecipazione attiva degli utenti. I PVS che fanno il loro ingresso nella società in rete si scontrano con una situazione caratterizzata dalla concentrazione dei nodi della rete in poche aree del mondo, la struttura del web ha acquisito ormai dei caratteri consolidati per cui non saranno i problemi di adeguamento tecnologico a rappresentare la causa della marginalizzazione di questi paesi nella rete. Data la concentrazione dei nodi negli USA e in Europa la maggior parte dei contenuti sono in lingua inglese e riguardano la cultura occidentale, per cui una volta superati i problemi nell’accesso i PVS si troverebbero a dover condividere risorse estranee alla loro cultura. Il riconoscimento della propria identità culturale è una condizione indispensabile per fruire effettivamente della conoscenza, pertanto nelle risorse della rete deve riflettersi la cultura degli utenti e questo può avvenire solamente se l’utilizzo del web si esplica in forme di partecipazione attiva, cioè nella produzione di contenuti. Perché la produzione di contenuti possa realmente coinvolgere gli individui è necessario che avvenga nell’ambito di una comunità di utenti che condivida il medesimo sostrato culturale. La comunità virtuale può rappresentare quindi il contesto adatto per promuovere un uso del web funzionale alle esigenze dei suoi utenti, sia per il potenziale di aggregazione legato allo svilupparsi di una sottocultura propria della comunità, sia per la capacità di coinvolgere i partecipanti legati da affinità culturali. L’esame sulle dinamiche relative all’interazione fra i partecipanti a comunità virtuali ha evidenziato infatti come il recepimento dei contenuti scambiati al loro interno avvenga in un contesto creato dagli stessi utenti in mancanza degli abituali riferimenti esistenti nell’interazione fisica fra le persone.
Gli esempi riportati nella tesi hanno preso in considerazione le risorse esistenti nei domini senegalese e peruviano che supportano l’attività dei gruppi on line riferita alle seguenti tematiche: forme di espressione della persona, tutela dei diritti, accesso all’informazione, sostegno alle comunità territoriali.

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4 INTRODUZIONE Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) 1 vengono percepite come strumenti che possono ampliare le possibilità comunicative e di accrescimento della conoscenza per ogni individuo, esse rappresentano un mezzo di comunicazione potenzialmente universale, suscettibile di adattarsi alle esigenze di ognuno. Il loro impiego in una molteplicità di applicazioni ha avviato il capitalismo nella sua fase di maggiore maturità portando ad un’economia dematerializzata e interconnessa in cui la principale risorsa è rappresentata dalla conoscenza; nel campo delle relazioni interpersonali ha prodotto nuove forme di rapportarsi fra gli individui e una attitudine all’interscambio fondata sull’affinità di interessi, determinando il nascere di comunità non localizzabili fisicamente in alcun luogo. Il terreno sottostante a questi cambiamenti è costituito dall’affermarsi di una struttura organizzativa reticolare in cui la concentrazione dei nodi è indice di maggiore circolazione di informazione e quindi di ricchezza. Nella periferia di questo sistema a rete si trovano i paesi in cui lo sviluppo dell’economia secondo le direttive del capitalismo si è arrestato. Oggi il dibattito internazionale sulla partecipazione di questi paesi ai benefici dell’era digitale deve bilanciare i rischi connessi allo sfruttamento dei loro mercati da parte delle multinazionali e alla disgregazione del loro patrimonio culturale investito dalla cultura di massa dell’occidente, con le opportunità legate all’accesso alla conoscenza diffusa sul web. In realtà non esiste un problema di scelta fra partecipazione o non alla società in rete perché diversi passi verso la prima alternativa sono già stati compiuti e le forze economiche dell’occidente premono verso questa direzione. Esiste invece il problema di individuare i benefici ed il corretto utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in un contesto, quello dei paesi in via di sviluppo (PVS), in cui il loro impiego deve tener conto dei peculiari caratteri sociali di queste comunità ed in particolare delle realtà profondamente diverse dell’area urbanizzata e dell’area rurale, che convivono separate da divergenze economiche e culturali. 1 Information Comunication Technologies

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