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Equivalenza Ricardiana: Teoria ed Evidenza Empirica

L’equivalenza ricardiana è un tema che ha suscitato fra gli economisti un enorme dibattito e rappresenta ancora uno dei punti controversi della macroeconomia.
L’equivalenza ricardiana riguarda le modalità di finanziamento della spesa pubblica. Uno Stato che, in un breve lasso di tempo, incorre in una rilevante spesa pubblica, come quella derivante da uno sforzo bellico oppure da un importante programma di infrastrutture, può decidere di finanziare la spesa in diversi modi: una possibilità è quella di aumentare le imposte in modo deciso e utilizzare il gettito fiscale per coprire la spesa pubblica; oppure esso può decidere di non agire dal lato delle entrate fiscali e lasciare, invece, che si formi un deficit finanziandolo con l’emissione di titoli del debito pubblico; una terza via, infine, è quella di ricorrere alla creazione di moneta tramite la banca centrale.
L’equivalenza ricardiana afferma che le prime due modalità sono di fatto equivalenti, ponendosi in forte contrasto con la teoria keynesiana e neoclassica secondo le quali, invece, gli effetti sul sistema economico di queste due opzioni sono differenti.

Gli obiettivi di questa tesi sono:
a)illustrare il modello ricardiano da un punto di vista teorico, con particolare attenzione alle ipotesi sulle quali è basato;
b)verificare se il modello sia confermato dall’evidenza empirica, passando in rassegna i principali contributi presenti nella letteratura economica;
c)proporre una verifica empirica, basata sull’articolo di Modigliani, Jappelli e Pagano (1985), su un campione di dati relativo all’ultimo trentennio in Italia.......
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Nel quinto e conclusivo capitolo si applica il modello teorico sviluppato in Modigliani, Jappelli e Pagano (1985) ad un campione di dati più recente, dal 1975 al 2002. Questo campione è stato raccolto da me, attingendo principalmente dai Conti Economici Nazionali (1970-2004) pubblicati dall’ISTAT e dall’Appendice Statistica dell’Assemblea Generale dei Partecipanti della Banca d’Italia. Si è fatta particolare attenzione nella scelta delle fonti per garantire l’omogeneità e la comparabilità dei dati.
La specificazione usata è una funzione del consumo aggregato che prevede come variabili esplicative il reddito disponibile, la ricchezza delle famiglie, il deficit pubblico, il debito pubblico e gli interessi sul debito. Si propone anche una specificazione alternativa che introduce separatamente i componenti del deficit pubblico, cioè la spesa del settore pubblico e le entrate fiscali, in modo da valutare se alcuni vincoli posti implicitamente nella specificazione originaria siano confermati dai dati. Si propone anche una verifica sull’illusione monetaria, in particolare sull’illusione da inflazione, per indagare se gli individui basino le proprie decisioni di consumo sugli interessi nominali percepiti, piuttosto che su quelli reali. Si propongono, infine, anche alcune verifiche basate sull’equazione di Eulero.
Le stime sono prima effettuate seguendo il metodo di stima dell’articolo originario, in modo da ottenere dei risultati, che pur riferendosi a periodi temporali diversi, sono comparabili. Per tenere conto del miglioramento delle conoscenze econometriche degli ultimi anni, si indaga poi sulla presenza di radici unitarie nelle serie storiche e sulla presenza di cointegrazione, con i test ADF e EG. Si ripetono quindi le stime, lavorando sulle differenze prime delle variabili invece che sui livelli.

I principali risultati raggiunti sono:
a)l’evidenza empirica della verifica sulla funzione aggregata del consumo è nel complesso favorevole all’equivalenza ricardiana, a differenza dell’articolo originario, dove i risultati sono coerenti con la teoria del ciclo vitale;
b)la questione dell’illusione da inflazione non si pone, poiché il consumo degli individui non risente dell’influenza degli interessi nominali e reali;
c)l’evidenza empirica delle verifiche sull’equazione di Eulero è favorevole all’equivalenza ricardiana, ma non in modo netto.

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4 Introduzione L equivalenza ricardiana Ł un tema che ha suscitato fra gli economisti un enorme dibattito e rappresenta ancora uno dei punti controversi della macroeconomia. ¨ un tema certamente non recente, che affonda le su e radici agli inizi del 1800. Dal punto di vista storico, infatti, la paternit di qu esta teoria viene attribuita all economista inglese David Ricardo, che fu tra i primi a trattarlo. L equivalenza ricardiana riguarda le modalit di fi nanziamento della spesa pubblica. Uno Stato che, in un breve lasso di tempo, incorre in una rilevante spesa pubblica, come quella derivante da uno sforzo bellico oppure da un importante programma di infrastrutture, pu decidere di finanz iare la spesa in diversi modi: una possibilit Ł quella di aumentare le imposte in modo deciso e utilizzare il gettito fiscale per coprire la spesa pubblica; oppure esso pu deci dere di non agire dal lato delle entrate fiscali e lasciare, invece, che si formi un deficit finanziandolo con l emissione di titoli del debito pubblico; una terza via, infine, Ł quella di ricorrere alla creazione di moneta tramite la banca centrale. L equivalenza ricardiana afferma che le prime due modalit sono di fatto equivalenti, ponendosi in forte contrasto con la teoria keynesiana e neoclassica secondo le quali, invece, gli effetti sul sistema economico di queste due opzioni sono differenti. Gli obiettivi di questa tesi sono: a) illustrare il modello ricardiano da un punto di vista teorico, con particolare attenzione alle ipotesi sulle quali Ł basato; b) verificare se il modello sia confermato dall evidenza empirica, passando in rassegna i principali contributi presenti nella letteratura economica; c) proporre una verifica empirica, basata sull articolo di Modigliani, Jappelli e Pagano (1985), su un campione di dati relativo all ultimo trentennio in Italia.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Vincenzo Galgano Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5944 click dal 04/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.