Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Localizzazione congiunta con vincoli strutturali degli eventi sismici del Mar Tirreno meridionale

Viene analizzata la sequenza sismica di Termini Imerese (Palermo) del 6 settembre 2002 tramite l'ausilio di dati non inseriti nel bollettino sismologico nazionale, raccolti mediante una rete sismica provvisoria installata lungo le coste siciliane e sulle isole Eolie dall'INGV, in occasione del terremoto. Dall'elaborazione dei dati si è pervenuti all' individuazione della struttura sismogenetica che ha prodotto la sequenza sismica.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 PREMESSA La sismologia, nei tempi moderni, occupa senza dubbio un posto di rilievo, soprattutto per l’aiuto che essa fornisce nella comprensione dell’assetto strutturale del nostro pianeta. È risaputo infatti, che buona parte delle nozioni riguardanti il pianeta, è il risultato degli studi sismologici e petrografici , che hanno reso almeno, in parte, meno oscura la composizione chimica e mineralogica del pianeta , nonchè il suo assetto reologico, chiaramente legato alle proprietà elastiche. I percorsi effettuati dalle onde di volume, generatesi da un sisma, sono frutto, e delle leggi di riflessione e di rifrazione, e , dei processi d’interferenza (diffrazione) delle onde con gli strati,o su scala globale con le grandi discontinuità: ciò significa, che uno studio accurato dei sismogrammi e conseguentemente, un processo iterativo di localizzazione sismica, ci mette in condizioni di trovare il modello di velocità, monodimensionale a strati piani e paralleli, sottostante la regione indagata. Da quanto detto, si evince che entrano nel sistema numerosi fattori, che per semplicità vengono trascurati, ma che sono molto importanti: infatti, le semplificazioni, legate alla formulazione di un modello di velocità monodimensionale, non si prestano a spiegare e a considerare la presenza delle eteropie di facies o di strutture interne agli strati, quali lenti. In questo modo si ottiene un modello che da orientativamente un’idea di come è strutturata la regione indagata, e quali sarebbero e dove si troverebbero le strutture che hanno generato un sisma, se gli strati soprastanti la zona focale, fossero omogenei ed isotropi, e pertanto le onde di volume nel percorrerli, mantenessero velocità costante.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Eleonora De Vita Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 904 click dal 07/04/2006.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.