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L'autotraduzione d'autore del "Ferdydurke" di Witold Gombrowicz in lingua spagnola

Questa tesi descrive, dal punto di vista contestuale prima, da quello propriamente linguistico poi, la traduzione del Ferdydurke, l'opera più famosa di Witold Gombrowicz.
Nel 2004 si è celebrato il centenario della nascita di Witold Gombrowicz, uno dei più importanti scrittori polacchi del XX secolo, la cui fama è stata limitata per molto tempo, durante la vita, a causa delle circostanze storiche, che lo portarono a vivere lontano dalla Polonia fin dal 1939, e del suo forte individualismo. In Polonia i suoi libri, messi a più riprese all’indice dalla censura, hanno continuato a circolare più o meno clandestinamente durante i decenni del regime comunista. Solo a partire dagli anni ’60 Gombrowicz è stato riconosciuto come uno dei più grandi scrittori del XX secolo; l’autore poté godere solo in parte di questi riconoscimenti, arrivati fino alla candidatura per il Nobel nel 1969, essendo scomparso proprio in tale anno.
Questo scrittore, al contrario di molti suoi connazionali, non scelse come meta del suo “esilio” Parigi o Londra, a quei tempi capitali della letteratura mondiale, bensì il Sud-America, terra “esotica”, lontana - in ogni senso - da quegli importanti centri culturali. Poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, presagendo gli ormai imminenti catastrofici eventi che avrebbero sconvolto l’Europa, si imbarcò alla volta dell’Argentina, dove sarebbe rimasto per 24 anni.
E’ questo il periodo centrale della vita di Gombrowicz. In Argentina egli “rinascerà”, ripartirà da zero, vivrà in povertà e si vedrà costretto a compromessi, a scelte in contrasto con la sua concezione di se stesso, ma scoprirà anche dimensioni prima non vissute e fortemente desiderate. Rinascerà anche come scrittore, ritrovando la forza di scrivere e spendendo tutto se stesso nell’auto-propaganda, senza venir meno, però, alla sua forte individualità e alla sua coerenza e senza scendere a patti con i tristi puristi europeizzanti.
Il Ferdydurke, il suo romanzo più conosciuto in Europa, è la sintesi di questo suo spirito: Gombrowicz - è stato detto - è l’incarnazione del Ferdydurke 2. E’ un libro che ha anticipato temi tuttora attuali, come il dominio della forma nella vita individuale e sociale, la falsità di queste forme, l’incapacità dell’uomo di sottrarsi ad esse e la necessità di essere coscienti di questo dominio.
La “battaglia del Ferdydurke”, che aveva già trovato appassionati sostenitori in Polonia, continua in Argentina con l’auto-traduzione d’autore del romanzo, un’impresa del tutto particolare che Gombrowicz porta a termine, a seguito di avventurose e travagliate vicende, nel 1947.
Questo lavoro di auto-traduzione d’autore è di particolare interesse perché si tratta di un’esperienza del tutto anomala ed inusuale. Il Ferdydurke argentino non può considerarsi una semplice versione spagnola dell’originale polacco: è un libro nuovo, scritto sulla base del testo del 1938, ma rielaborato per adattarlo ai nuovi destinatari, i lettori argentini. Il risultato è stato talmente efficace che, nonostante le critiche mosse alla correttezza di questa versione, il nuovo Ferdydurke argentino è diventato la base per la seconda edizione polacca del 1957 e per le successive traduzioni nelle altre lingue.
Per questo lavoro Gombrowicz si avvalse dell’aiuto di un gruppo di giovani artisti semi-sconosciuti, alcuni dei quali sarebbero diventati esponenti rinomati della letteratura sud-americana del XX secolo ed anche di occasionali collaboratori anonimi. E’ evidente l’interesse per un’ impresa di questo genere, svoltasi in circostanze così scomode, ad opera di un autore che non conosceva abbastanza lo spagnolo, senza nemmeno l’aiuto di un dizionario polacco–spagnolo - non esisteva ancora -, per lo più in un ambiente anomalo come la sala scacchistica di un caffè nel centro di Buenos Aires.
Le scelte stilistiche e linguistiche che scaturirono da questa particolare collaborazione meritano una analisi approfondita perché il Ferdydurke che era apparso a Varsavia nel 1938 non era un’opera facile da trasporre: già allora la lingua di Gombrowicz aveva sorpreso l’ambiente letterario polacco per la sua originalità, che stravolgeva lessico e norme grammaticali. Pertanto la trasposizione per i lettori argentini fu in realtà l’invenzione di un nuovo “ferdydurkismo” spagnolo, in virtù della quale si può affermare che con essa Gombrowicz divenne a tutti gli effetti uno scrittore argentino. Le parole di Ricardo Piglia non appaiono dunque fuori luogo quando egli definisce Witold Gombrowicz uno dei più importanti scrittori argentini del XX secolo.

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3 INTRODUZIONE Nel 2004 si è celebrato il centenario della nascita di Witold Gombrowicz, uno dei più importanti scrittori polacchi del XX secolo, la cui fama è stata limitata per molto tempo, durante la vita, a causa delle circostanze storiche, che lo portarono a vivere lontano dalla Polonia fin dal 1939, e del suo forte individualismo. In Polonia i suoi libri, messi a più riprese all’indice dalla censura, hanno continuato a circolare più o meno clandestinamente durante i decenni del regime comunista. Solo a partire dagli anni ’60 Gombrowicz è stato riconosciuto come uno dei più grandi scrittori del XX secolo; l’autore poté godere solo in parte di questi riconoscimenti, arrivati fino alla candidatura per il Nobel nel 1969, essendo scomparso proprio in tale anno. Questo scrittore, al contrario di molti suoi connazionali, non scelse come meta del suo “esilio” Parigi o Londra, a quei tempi capitali della letteratura mondiale, bensì il Sud-America, terra “esotica”, lontana - in ogni senso - da quegli importanti centri culturali. Poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, presagendo gli ormai imminenti catastrofici eventi che avrebbero sconvolto l’Europa, si imbarcò alla volta dell’Argentina, dove sarebbe rimasto per 24 anni. E’ questo il periodo centrale della vita di Gombrowicz. In Argentina egli “rinascerà”, ripartirà da zero, vivrà in povertà e si vedrà costretto a compromessi, a scelte in contrasto con la sua concezione di se stesso, ma scoprirà anche dimensioni prima non vissute e fortemente desiderate. Rinascerà anche come scrittore, ritrovando la forza di scrivere e spendendo tutto se stesso nell’auto-propaganda, senza venir meno, però, alla sua forte individualità e alla sua coerenza e senza scendere a patti con i tristi puristi 1 europeizzanti. Due anni fa ho iniziato a leggere Gombrowicz prendendo in mano il romanzo Trans–Atlantyk in preparazione ad un esame universitario; come molte altre persone prima di me, rimasi colpito dalla sua originalità e dalla freschezza della lingua. Pertanto passai alla lettura del suo romanzo più famoso, il Ferdydurke, scritto quando ancora egli viveva in Polonia, comprendendo meglio le caratteristiche di questo autore ed appassionandomi ulteriormente alla sua opera.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Andrea Rychlicki Contatta »

Composta da 215 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2242 click dal 11/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.