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Le scienze della psiche tra '800 e '900. Eugenio Medea e Carlo Besta

Informazioni tesi

  Autore: Lucia Brambilla
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Alfredo Civita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 226

la tesi esamina le problematiche delle scienze che si occupano della psiche tra l'800 e il '900, le loro connessioni con la medicina, con i problemi sociali, giuridici, istituzionali, psicologici e umani collegati alla figura del folle e segue l'evolversi della nascita della psichiatria e della neurologia nell'arco di un secolo in Europa ma in particolare in Italia. Stringendo poi il campo sulla realtà milanese, si sono approfondite e confrontate le esperienze di Eugenio Medea e Carlo Besta. Quest'ultimo rappresenta l'approccio biologico alla malattia mentale e uno dei principali rappresentanti della neurologia. Eugenio Medea, incarna invece quel filone di scienziati che considera maggiormente gli aspetti psicologici, educativi, sociologici della malattia mentale. Per quanto riguarda Medea, tra i primi studiosi di neuropsichiatria infantile e tra i fondatori dell'igiene mentale, nonchè filantropo attivo nella fonazione di scuole e centri per minori con vari handicap,va sottolineato che al momento della redazione della tesi, non esisteva una biografia completa del personaggio.La figura e il pensiero di Medea sono stati ricostruiti principalmente tramite articoli comparsi nella pubblicistica scientfica del periodo.

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1 Introduzione La psichiatria, la neurologia, la neuropsichiatria infantile e l’igiene mentale, e in parte minore, la psicologia, sono le scienze della psiche di cui si occupa questo lavoro. Mentre la psicologia vive già da tempo negli interessi dei filosofi e nella seconda metà dell’Ottocento si costituisce come disciplina scientifica, la psichiatria nasce come scienza a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento (nel cinquantennio che precede il periodo che prendiamo in esame), occupandosi della psiche malata, e nel suo formarsi risponde ad un problema oltre che medico, anche sociale e politico, quello della gestione dei matti. La neurologia solo nei primissimi anni del Novecento emergerà come specialità autonoma dal vasto campo della medicina generale, e nello stesso periodo inizia l’interesse e l’attenzione per la neuropsichiatria infantile e l’igiene mentale. Psichiatria e neurologia sono infatti due scienze che, fino ai primi del ’900, si può dire coincidano: non hanno ciascuna un’identità propria sul piano accademico, professionale e istituzionale. Dal materiale di osservazione dell’una nascono sollecitazioni per l’altra. Se però la neurologia, come specialità quale oggi la intendiamo, cresce e si sviluppa rapidamente pur senza un suo nome proprio, la psichiatria che condivide invece il suo nome con la neurologia per buona parte dell’800, stenta a trovarsi un carattere definito e specifico all’infuori delle influenze della neurologia. Questo per il clima culturale e filosofico e il carattere positivo delle scienze . Se la neurologia è spinta avanti dai progressi della medicina, la psichiatria è invece frenata da vecchie concezioni, dalle quali vuole liberarsi, e da nuove teorie scientifiche, filosofiche e antropologiche, e di più dal clima ideologico del periodo, che ne limitano l’indagine ad alcuni aspetti, ritenuti validi perché scientificamente fondati, restando così all’ombra della neurologia. Frenata inoltre dalla maggiore complessità del suo oggetto di studio, l’uomo e la sua mente, e invischiata in questioni che tanto la riguardano in questo periodo (quali le questioni giuridiche ed istituzionali) tanto la allontanano dal suo scopo principale di comprensione del folle .

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