Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Fatema Mernissi fra modernità e tradizione

La tesi svolta ha voluto analizzare le qualità artistiche e umane della scrittrice marocchina Fatema Mernissi, la quale è riuscita a compiere in maniera interessante e coraggiosa quel difficile percorso che sono chiamate ad affrontare tutte le letterate. L’attività sociale che, come si può evincere dalla prima sezione di questa tesi, le ha fatto guadagnare riconoscimenti in tutto il mondo, e il valore estetico delle sue opere, in particolare del libro La terrazza proibita, sul quale ci si è soffermati nella seconda sezione, dimostrano che la complessità e la multiculturalità sono sinonimo di valore. È risultato, pertanto, necessario definire l’autrice e la sua opera autobiografica nella loro complessità e “irregolarità”, caratteristiche queste che scaturiscono dalla tradizione ibrida sulla quale si è formata l’autrice stessa. Dall’autobiografia romanzata della scrittrice non emerge, inoltre, l’univoco “fantasma del soggetto femminile”, ma si delineano i toni screziati degli universi delle donne e degli uomini, maghrebini e non, e la necessità di dialogo tra le diversità di genere, di cultura e di religione. Fatema Mernissi, non schierandosi né a favore della tradizione, né della modernità, si pone come mediatrice tra le due condizioni, traendo da ciascuna di esse ciò che di buono hanno da offrire.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE Un tempo, la letteratura era prerogativa degli uomini. Abdessamad Dialmy 1 osserva che per secoli la letteratura dotta e l’arte in generale sono state discipline di tipo andro-centrico, rimaste fuori dalla portata del gentil sesso. 2 L’esercizio narrativo è stato tradizionalmente svolto dalle donne prevalentemente in forma orale. In quelle rare occasioni in cui è stato concesso loro il privilegio di accedere alla letteratura, si è trattato, per lo più, di una produzione confinata entro l’ambito dell’oralità: la donna aveva il compito di “raccontare” storie meravigliose e cantare litanie e ninne nanne, per trasmettere la cultura popolare, unica ricchezza di cui era considerata detentrice. 3 Eppure, nei secoli, la donna è entrata nel mondo letterario nella veste di femme sujet di scrittura. 4 Mentre, solo recentemente, 5 ha conquistato il ruolo di femme écrivaine 6 , anche se non sempre a pieno titolo. Si è trattato di un percorso lungo e difficile, in particolare per le donne del 1 Nel testo, per la citazione dei nomi, si è preferito trascrivere secondo la grafia corrente. 2 Cfr. A. Dialmy, Feminisme, islamisme, sufisme, Paris, Publisud, 1997, p. 15. 3 Ivi, p. 19. 4 Ivi, p. 20. 5 Molte sono oggi le donne impegnate nell’ambito cinematografico come attrici o come registe (Assia Djebar, ad esempio, è una scrittrice algerina fortemente impegnata nel cinema); altre ancora sono coinvolte nelle arti figurative (si pensi alla pittrice marocchina Chaïbia) o in rassegne in cui la pittura incontra la letteratura (si pensi alla rassegna pittorico-letteraria Vanishing Orient organizzata da Fatema Mernissi). 6 Ibid.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Elisa Interlandi Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3049 click dal 25/07/2006.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.