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Semiotica del falso, la contraffazione delle merci e il mercato degli status symbol.

L’elaborato si presenta come un saggio, di cui argomento principale è il “falso”. Sarà condotta un’analisi semiotica del falso, quest’analisi si muoverà secondo le linee guida di due grandi semiologi contemporanei: Umberto Eco e Roland Barthes. Prima di iniziare sarà necessario partire da come la legislazione tratta l’argomento “falso”, inteso come pirateria, imitazione e contraffazione. Le definizione date dalla normativa, serviranno come riferimento e approfondimento delle definizioni che darò semioticamente.

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3 INTRODUZIONE L’elaborato si presenta come un saggio, di cui argomento principale è il “falso”. Sarà condotta un’analisi semiotica del falso, quest’analisi si muoverà secondo le linee guida di due grandi semiologi contemporanei: Umberto Eco e Roland Barthes. Prima di iniziare sarà necessario partire da come la legislazione tratta l’argomento “falso”, inteso come pirateria, imitazione e contraffazione. Le definizione date dalla normativa, serviranno come riferimento e approfondimento delle definizioni che darò semioticamente. Il fenomeno del “falso” e più che altro della perdita del “vero” è un’argomento sociologicamente complesso, ma che accompagna la nostra società. Un’attenta analisi del filosofo Jean Baudrillard, farà strada verso “un’ordine di simulacri”, che dall’era post-industriale fino a quella virtuale, fa ormai parte dell’agire umano. La nostra cultura è da sempre guidata da status symbol dettati dai media, ma il “falso”, mette in crisi l’aura degli status symbol, che sempre più spesso vengono sostituiti con le loro imitazioni o contraffazioni complete, a questo punto penso sia importante riprendere Walter Benjamin, che partendo da un’analisi dell’arte che perde la sua aura, rimane attuale per l’analisi dell’hic et nunc dei simboli della nostra civiltà, che sono portati alla svalutazione dalla loro società stessa. Ma perché questi simboli diventano mito? A questa domanda darò risposta nell’ultima parte del saggio, riprendendo le teorie del sociologo Andrea Semprini. Egli attraverso un’analisi socio-semiotica dei loghi chiarisce la posizione del fruitore adulatore della griffe, ma anche del fruitore furbo, che pur di entrare nell’elitè dei “modaioli” falsifica ciò che egli stesso ha fatto diventare mito.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maura Zinna Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.