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Aleksej Nikolaevic Tolstoj e la fantascienza sovietica

Aleksej Nikolaevic Tolstoj (1883-1945) è conosciuto in Italia per il romanzo storico Petr pervyj (Pietro il Grande) (1930), rimasto incompleto, sul sovrano “riformatore”. Non tradotti in lingua italiana e poco noti sono, invece, i due romanzi “utopico- fantascientifici”: Aelita (1922) e Giperboloid inzenera Garina (L’iperboloide dell’ingegnere Garin, 1925), che costituiscono l’oggetto del presente lavoro. Rare sono, anche nel nostro paese, le monografie dedicate a questo scrittore.
Tolstoj trascorse alcuni anni della sua vita a Berlino, allora isola felice per i russi in esilio volontario e ponte tra Est ed Ovest, dove scrisse Aelita e preparò L’iperboloide dell’ingegnere Garin. Il mio lavoro analizza i due romanzi, cercando di capire anche il pensiero dell'autore alla luce della situazione politica di allora e del genere letterario scelto, tra l'altro, inusuale per A.N. Tolstoj.

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1 La fantascienza sovietica La letteratura fantascientifica russa nasce nella seconda metà del XIX secolo 1 , quando i rapidi progressi della scienza, lo sviluppo dell’industria e le possibilità di esplorazione della terra e dei mari infondono grandi speranze per un avvenire migliore. Il primo reale racconto di fantascienza, God 4338 (L’anno 4338) di Vladimir Odoevskij, viene pubblicato nel 1840. L’autore, che immagina l’ipotetica vita quotidiana di un futuro spostato di circa due millenni e mezzo, scrive un’opera “utopica” sotto forma di lettere. Il vero padre della fantascienza e della cosmonautica russa è senza dubbio Kostantin Ciolkovskij, scrittore di romanzi, che trattano i problemi della conquista del cosmo. Ciolkovskij, allievo del filosofo Nikolaj Fedorov, lavorò ad una sua teoria dei viaggi interstellari e creò una utopia 2 sulla trasformazione della natura e sull’amicizia interplanetaria, che ebbe una notevole influenza su tutta la futura fantascienza sovietica 3 o, per chiamarla come i russi, sulla naucnaja fantastika (equivalente del termine americano science fiction). 1 Sulla precisa datazione delle origini del genere fantascientifico esistono attualmente tre differenti tendenze. Alcuni critici vedono l’origine della SF nel mito e nelle favole, identificandola cosí con la letteratura fantastica, mentre soprattutto per la critica americana il genere nasce intorno al 1929, quando Hugo Gernsback conia il termine “science fiction” e ne dá una precisa descrizione. Infine, una terza tesi vede le origini letterarie della SF nella rapida rivoluzione industriale del XIX secolo. 2 “L’utopia è la costruzione di una particolare comunità quasi umana in cui le istuituzioni sociopolitiche, le norme e le relazioni individuali sono organizzate secondo un principio più perfetto di quello che governa la comunità dell’autore.” Cfr. Darko Suvin, Le metamorfosi della fantascienza, Bologna, Il Mulino, 1985, p.68. 3 Cfr. Claudia Scandurra, Introduzione in A. e B. Strugackij, Lo scarabeo nel formicaio,Roma, Editori Riuniti, 1988, pp. 7-8.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Daniela Marcantonio Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2097 click dal 11/05/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.