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Multidiode endolaser: nuovo approccio per la risoluzione dell'insufficienza venosa cronica superficiale. Tecnica e vantaggi

La malattia varicosa, anche all’inizio del terzo millennio, continua a rappresentare una delle patologie piu’ diffuse tra la popolazione italiana, interessando prevalentemente il sesso femminile, per motivi costituzionali e per stile di vita. La donna, infatti è esposta fin dall’ adolescenza, e per alcuni decenni della sua vita, all’azione degli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone), che hanno ripercussioni negative sulle pareti venose. In un soggetto costituzionalmente predisposto, soprattutto per ragioni familiari, tali ormoni sono in grado di accelerare la comparsa di vene varicose. La gravidanza, inoltre, rappresenta un momento predisponente primario per l’insorgenza di tale patologia, associando alla citata azione ormonale sulla parete venosa l’incremento di peso legato a tale condizione e l’aumento di volume del sangue circolante.
I disturbi provocati dalla presenza delle vene varicose sono molteplici: si va dal senso di peso e di stanchezza degli arti inferiori ai crampi notturni, dal gonfiore delle caviglie al senso di bruciore ed al prurito delle gambe.

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6 PREMESSA Aumenta, con l'autunno, il numero delle italiane che decidono di combattere le varici. Il picco è atteso, però, nel periodo invernale. Lo rivelano i dati della SICVE, la Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare. Secondo i dati provenienti dal Registro Italiano di Chirurgia Vascolare il numero massimo di interventi alle varici risulta essere in inverno, con picchi nei mesi di gennaio, febbraio, marzo. Tendono, quindi, a ridursi con un picco minimo in agosto, per poi riprendere con una forte impennata in autunno. "….Questa tendenza è spiegata dal fatto che il problema varici è ‘sentito' molto di più durante l'estate…." afferma Carlo Spartera, Direttore U.O. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, Università de L'Aquila. Oggi, accanto agli interventi di chirurgia tradizionale, per la cura delle varici troviamo procedure innovative, mininvasive, quali le tecniche di ablazione endovascolare, eco-guidata, mediante sonde laser o a radiofrequenza, che, riducendo al minimo le cicatrici chirurgiche, riescono ad indurre nella vena delle modificazioni biochimiche tali da chiuderla e, di conseguenza, escluderla dalla circolazione sanguigna.

Tesi di Master

Autore: Raffaele Salvione Contatta »

Composta da 157 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1617 click dal 27/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.