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Voci migranti in Italia: la letteratura italiana della migrazione e le sfide del Terzo Millennio

Durante gli ultimi vent'anni l’Italia è stata interessata da un costante e crescente flusso migratorio: centinaia di migliaia di individui provenienti soprattutto dalle aree più povere e emarginate del mondo sono giunti sul territorio nazionale alla ricerca di migliori condizioni di vita.
Secondo i dati del XIV Rapporto Caritas Migrantes datato ottobre 2004, le presenze straniere regolari sul nostro territorio nazionale attualmente ammontano a 2.730.000 individui: si tratta di una comunità assai eterogenea quanto a nazionalità, religione, cultura.
Le dinamiche della migrazione hanno creato una particolare forma di interazione tra la lingua italiana e il bisogno di raccontare la realtà dell’immigrazione.
Così nel 1990 compaiono nelle librerie tre testi in italiano firmati, assieme, da un immigrato e da uno o più italiani: Chiamatemi Ali di Bouchane-Miccione-Di Girolamo, Io venditore di elefanti della coppia Khouma-Pivetta, Immigrato firmato da Methnani-Fortunato.
È l’atto di nascita della Letteratura Italiana della Migrazione, ossia la letteratura scritta in italiano dai recenti immigrati nel nostro paese”(Gnisci, 1998, p.17).
Dal 1990 ad oggi il panorama è notevolmente cambiato: gli scrittori migranti hanno progressivamente acquisito maggiore consapevolezza linguistica e,contemporaneamente, si sono staccati da tematiche strattamente autobiografiche per inserirsi nel dibattito sociale e culturale del nostro paese.
Il mio lavoro vuole proporre una breve panoramica sulla storia della letteratura della migrazione in Italia, proponendo qualche spunto di riflessione sulla presenza e la portata di questa nuova dimensione letteraria nel panorama culturale italiano, e intende cercare di intuire quali possano essere le nuove sfide e i nuovi obbiettivi di questa “letteratura nascente” (Taddeo 1995) agli inizi del terzo millennio.

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5 INTRODUZIONE LETTERATURA COME LUOGO D’INCONTRO Emigrazione, immigrazione ed esilio sono stati da sempre, ed ognuno per sé, fonte di creatività letteraria. Ogni essere umano, che si sposta o che è costretto a spostarsi da uno spazio, da una storia, da una società, da una lingua a un'altra, si ricostruisce un contesto sociale per ridare dignità alla sua esistenza o per attuare il suo progetto di vita. Quest'operazione di intensa creatività esistenziale sfocia a volte nella scrittura. Per il Novecento europeo emigrazione, immigrazione ed esilio vanno annoverati tra gli impulsi che hanno concorso in modo decisivo al rinnovamento delle letterature nazionali perché ne hanno smorzato l'autoreferenzialità entro cui esse hanno rischiato di perdersi.(Chiellino 2001) Durante gli ultimi vent'anni l’Italia è stata interessata da un costante e crescente flusso migratorio: centinaia di migliaia di individui provenienti soprattutto dalle aree più povere e emarginate del mondo sono giunti sul territorio nazionale alla ricerca di migliori condizioni di vita. Al 31 dicembre 1991 gli immigrati regolarmente residenti sul territorio nazionale erano poco meno di 650.000; dieci anni dopo, alla fine del 2001 la stima era più che duplicata e contava 1.300.000 presenze. Secondo i dati del XIV Rapporto Caritas Migrantes datato ottobre 2004, che si avvale della collaborazione dei centri di elaborazione statistica dell’I.N.P.S e del Ministero degli Afferi Interni ed è considerato la fonte più attendibile per quanto riguarda l’osservazione di questo fenomeno, le presenze straniere regolari sul nostro territorio nazionale attualmente ammontano a 2.730.000 individui dei quali ben 1.289.000 provengono dall’area europea, 647.000 dall’Africa, 472.000 dall’Asia, 314.000 dalle Americhe, mentre 7000 provengono

Tesi di Master

Autore: Elisa Bressan Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12502 click dal 27/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.