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La democrazia secondo Hans Kelsen

In questo lavoro mettiamo a confronto la tesi sull'idea di democrazia sostenuta da Hans Kelsen, facendo una netta distinzione tra quelle che erano le idee giusnaturalistiche, ossia la prevalenza del diritto naturale, alle quali il giurista praghese contrappone quelle del diritto positivo e in particolare l'idea di libertà positiva, accompagnata dal principio dell'uguaglianza politica. Tesi queste, che il teorico ha adottato dalla tradizione della rivoluzione francese e che ha saputo spiegare chiaramente, attraverso le quali le quali ha gettato le basi per un'idea di democrazia indiretta, caratterizzata dal potere politico affidato alle mani della comunità.

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4 Introduzione Il questo lavoro mettiamo a confronto il modello di democrazia sviluppatosi nel solco del giusnaturalismo con quello di Hans Kelsen. La democrazia di Kelsen nasce dalla trasformazione della libertà negativa in libertà positiva, che rappresenta l’elemento primario del sistema democratico. Alla libertà positiva associa un altro valore cui però assegna una importanza minore, quello dell’uguaglianza. Nell’ideologia kelseniana libertà e uguaglianza formano un binomio inscindibile, dunque, perché l’eguaglianza è considerata da Kelsen di secondaria importanza? Semplicemente perché il teorico considera la libertà come il principio caratterizzante la democrazia in quanto identifica il bisogno-desiderio dell’uomo di essere padrone di se stesso, nasce la libertà come presupposto al desiderio umano di essere considerato come un esponente della società politica ed è quindi, l’unico valore che permette ai cittadini di prendere parte all’attività politica. Sono queste le peculiarità che attribuiscono efficacia primaria alla libertà. In quanto all’eguaglianza, Kelsen sostiene che gli individui debbano essere considerati uguali soltanto per quanto riguarda i diritti politici, e cioè gli uomini godono degli stessi diritti sono chiamati agli stessi doveri che garantisce l’ordinamento giuridico. Definita come un metodo, come una procedura che crea e realizza l’ordinamento sociale, la democrazia è il governo del popolo, proprio perché garantisce ad essi la possibilità di partecipare alla creazione e all’applicazione delle norma generali. Il sistema democratico, così come lo concepisce Kelsen, presuppone l’idea della libertà politica, allontana gli individui dal tormento dell’eteronomia, ossia dalla paura di essere dominati da un potere voluto dall’alto, come quello autocratico, ma li avvicina al potere definito “ascendente”, derivante del basso, il quale prevede la partecipazione attiva alla vita politica degli individui stessi. Si tratta di un governo che rispetta le opinioni di tutti, che delinea il primato del parlamento e del sistema proporzionale rispetto a quello maggioritario, un sistema che identifichi la tolleranza tra i vari partiti politici, quali la maggioranza e la minoranza. Il pensiero politico di Kelsen è orientato verso la forma democratica, fondata sui principi ispirati dalla Rivoluzione francese: di libertà, uguaglianza e fratellanza e tuttavia coincide con una profonda critica che egli rivolge al giusnaturalismo. Kelsen si schiera dalla parte del positivismo giuridico perché non ammette che il giusnaturalismo, la dottrina che attribuisce al diritto naturale una certa rilevanza, sia da considerarsi una teoria

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Rossella Imperio Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11921 click dal 26/04/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.