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Spazi per la musica

Il nostro studio si concentra sull’analisi tipologica, tecnico-costruttiva e distributiva degli spazi per la musica.
Attraverso un percorso graduale che procede dal Do al Si, in accordo alla scala musicale, si prenderanno in esame i diversi aspetti inerenti l’argomento. (Tavola 1)
Viene innanzitutto preso in considerazione il percorso evolutivo del rapporto architettura-musica dalle origini fino ai giorni nostri. ( Do: Tavole 2 -5)
Si passa quindi a dei cenni sulle proprietà fisico-acustiche del suono e alle relazioni tra la musica e gli strumenti musicali, poiché si ritiene doveroso, per rendere comprensibili i problemi progettuali delle sale da concerto, fare una breve trattazione sui legami Acustica – Suono – Musica – Ambiente. ( Re: Tavola 6)
Successivamente si tratterà la classificazione degli strumenti musicali, ciascuno spiegato nelle sue modalità di funzionamento, nella ricostruzione storica e nel materiale di costruzione, con una nota sugli interpreti che ne hanno fatto la sua storia. Lo studio passa in rassegna anche alcuni strumenti musicali caratteristici delle culture extraeuropee. (Mi: Tavole 7-8)
Dopo averli considerati separatamente, si analizzeranno le composizioni degli interpreti di strumenti musicali, a formare orchestre e gruppi, dal ‘600 ad oggi. ( Fa: Tavola 9).
Dopo aver classificato le tipologie degli spazi per la musica riportando per ciascuno di essi alcuni esempi significativi, il nostro studio si concentra sulla tipologia:
§ Auditorium
Nell’ambito di questo studio si analizzeranno i problemi progettuali dell’età moderna in termini di distribuzione degli ambienti, morfologia delle sale d’ascolto e acustica. ( Sol: Tavola 10)
Successivamente si passeranno in rassegna alcuni esempi canonici dei maestri dell’architettura che si sono confrontati in questo ambito, risolvendo in maniera brillante e sapiente i problemi connessi allo studio suddetto.
Si è scelto di studiare – tra le molte casistiche degli auditori – i seguenti progetti:
1. H. Sharoun – Filarmonica di Berlino, Berlino, 1963
2. F. Gehry – Disney Concert Hall , Los Angeles , 1999-00
3. A. Aalto – Finlandiatalo, Helsinky, 1962-71
4. J. Nouvel – Centro culturale a Lucerna , Svizzera , 1997
5. R. Piano – Parco della musica , Roma , 1995-2000
A conclusione del nostro studio si considera il progetto di fattibilità di uno spazio musicale a Capo Peloro, punta nord-orientale della Sicilia.

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1 Premessa Da sempre l’uomo ha sentito il bisogno di immaginare mondi artificiali in cui reinventarsi l’esistenza; questo bisogno ha trovato la sua espressione concreta - sin dalle prime presenze antropiche - nello spettacolo. Lo spettacolo ha la funzione di evocare uno spazio ed un tempo artificiali, proiettando lo spettatore in una dimensione diversa da quella in cui vive abitualmente. Il compito dell’architettura è di contribuire a creare questo slittamento dal reale all’immaginario. Per quanto diversi siano poi i tipi di spettacolo (di prosa, lirico, musicale ecc.) esiste un diaframma, visibile o non, tra spettatori ed artista; questi adotta potenti forme di espressione: il suono, l’immagine, il movimento. L’azione scenica deve poi trasmettersi, propagarsi da un soggetto all’altro attraverso apparati scenici e sonori e meccanismi che diffondano lo spettacolo in modo coinvolgente. La struttura organizzativa e tipologica di un luogo per lo spettacolo nasce dalle infinite variazioni nei rapporti fra questi tre soggetti: lo spettatore, l’artista che utilizza una delle forme comunicative, i tecnici degli apparati; a ciascuno di essi sono destinati altrettanti spazi d’azione o “elementi funzionali”. Volendo dare una classificazione degli edifici per lo spettacolo possiamo distinguere due grandi categorie:

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Pietro Romeo Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5687 click dal 23/05/2006.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.