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L'occupazione appropriativa nel T.U. 327/2001

La tesi si propone di affrontare l'analisi dell'istituto dell'occupazione appropriativa dalla sua nascita fino all'emanazione del T.U. 327/2001 e successive modifiche, tenendo conto anche degli ultimissimi orientamenti giurisprudenziali in merito! Il lavoro, infatti, fa riferimento alla sentenza 1464 del 1983 delle Sez. Un. della Cassazione con cui nasce l'istituto stesso dell'occupazione appropriativa fino alle pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 2000! Viene affrontato molto analiticamente e in maniera analitica l'art. 43 del d.lgs 327/2001 ed infine si tratta del risarcimento del danno derivante al propietario dall'espropriazione.

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4 PREMESSA L’art. 42 della Costituzione sancisce il fondamentale principio del riconoscimento e della tutela del diritto di proprietà, determinandone i modi di acquisto, di godimento e i limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale, in modo tale da renderla accessibile a tutti. La formula è così perentoria da giustificare l’interpretazione che ne è stata data in termini di vera e propria funzionalizzazione: il proprietario non può godere del bene se non nei limiti in cui tale godimento sia giustificato da un interesse generale e, viceversa, la proprietà può essere sempre compressa quando ciò sia utile socialmente. Così ragionando la proprietà non si presenterebbe più come oggetto di un diritto, posto a fondamento della libertà personale, ma come uno strumento economico-sociale, da valutare e disciplinare sulla base di un giudizio di compatibilità rispetto a fini che sono esterni all’attribuzione del diritto stesso. In questa prospettiva i limiti alla proprietà non sono più eccezionali e possono quindi essere estesi analogicamente e il giudice può operare un controllo sul modo, che non deve essere antisociale, con cui il diritto di proprietà viene esercitato. Bisogna distinguere: tra la proprietà del codice civile e quella della Costituzione. La Costituzione, infatti, mira a porre un limite, costituito dalla funzione sociale, non alla proprietà in quanto tale, ma alla proprietà di quelle categorie di beni che rivestono importanza dal punto di vista degli interessi sociali. In sintesi la funzione sociale può manifestarsi in tre direzioni: attribuzione discrezionale al proprietario di determinate facoltà di godimento; regolamentazione analitica di facoltà riconosciute; obbligo di esercitare determinate facoltà. Andando più specificatamente all’oggetto del nostro studio, bisogna sottolineare che l’art 42 Cost., al secondo comma, prevede che la proprietà

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Giuseppe Indovino Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2231 click dal 16/05/2006.

 

Consultata integralmente 18 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.