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La società vietnamita tra colonizzazione e resistenza

La presentazione della società vietnamia prima dell'arrivo dei francesi e l'influenza della cultura occidentale imposta ad una realtà del tutto diversa da quella occidentale. La resistenza prima ai cinesi poi ai francesi infine agli americani e la conseguente vittoria.

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2 INTRODUZIONE La storia culturale del Vietnam del XX secolo non può essere compresa se non all’interno del suo contesto. Questo Paese ha dovuto combattere contro la dominazione cinese, l’aggressione coloniale francese, i giapponesi; ha conosciuto poi la guerra di resistenza contro gli stessi oppressori francesi, infine la guerra contro gli Stati Uniti d’America 1 . Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Vietnam venne diviso al 16° parallelo in due zone d’occupazione. Nel Nord il 2 settembre Ho Chi Minh proclamò la nascita della Repubblica democratica; il Sud, dopo un breve periodo di occupazione inglese, tornò sotto l’amministrazione francese. La conseguenza fu il riaccendersi di rancori e odi mai sopiti, che sfociarono nella guerra contro gli invasori, fino alla clamorosa disfatta della Francia a Dien Bien Phu, nel 1954. Tuttavia, l’uscita di scena della potenza europea era destinata a generare altri contrasti. Nel luglio del 1954, alla Conferenza di Ginevra, il Vietnam fu nuovamente diviso, lungo la linea del 17° parallelo, con un governo comunista al Nord, e l’instaurazione di una dittatura apertamente anticomunista, appoggiata dagli americani, al Sud. L’inevitabile guerra che ne conseguì, e che impegnò anche direttamente il governo americano, si concluse solo nel 1975 e l’anno seguente il Paese fu riunificato sotto la direzione di un governo socialista 2 . Ogni fase della lotta per i vietnamiti era caratterizzata dall’impulso, dalla necessità di avere il pieno controllo sul proprio futuro. L’invasione francese da un lato ha acceso la resistenza popolare all’assoggettamento coloniale, dall’altro ha dotato i vietnamiti degli strumenti necessari a combatterli. La modernizzazione importata nel dominio coloniale, ad ogni livello della società, per quanto ascritta in un rigido sistema di controllo, ha reso possibile per gli intellettuali vietnamiti entrare a far parte di un mondo culturale dove termini come “democrazia” o “sovranità nazionale” trovavano anche un riscontro nella realtà delle potenze europee. Alla ricerca di collaboratori per il governo del Paese, alle giovani élite vietnamite venne richiesto di assimilare l’apporto occidentale, per cui esse furono le prime a poterlo sintetizzare 3 . Questo processo di assimilazione comportò uno sradicamento della nuove élite: i valori propri del confucianesimo, quali la devozione alla patria, la pietà filiale e la fedeltà al sovrano, si svuotarono del loro contenuto, lasciando gli intellettuali vietnamiti sospesi in una sorta di limbo. Infatti, questi principi che avevano sorretto la struttura sociale vietnamita, non avevano impedito la conquista e lo stato di asservimento successivo da parte di molti membri dell’élite tradizionale. Né impedirono l’affermazione dell’individualismo o dell’anarchia: la tradizionale fedeltà era scalzata dalla libertà 4 . Quando, nel 1925, Nguyen Ai quoc fondò a Canton l’Associazione della Gioventù rivoluzionaria vietnamita, intendeva riunire i giovani scontenti del potere coloniale e dell’opposizione che ancora si basava sull’apporto della cultura tradizionale. Questi giovani si erano formati perlopiù nelle scuole della colonizzazione e furono affascinati dalla rapidità delle trasformazioni in atto in Cina e in Giappone.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Daniela Mereu Contatta »

Composta da 78 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1527 click dal 15/05/2006.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.