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Risanamento e riforma bancaria nell'opera di Donato Menichella

Approfondire l’opera economica e finanziaria di Donato Menichella, (Biccari, 1896 - Roma,1984) significa ripercorrere molti degli eventi che segnarono il cammino della nostra economiasuccessivamente alla prima guerra mondiale: dalle crisi bancarie degli anni Venti - i cui guasti ilgiovane Menichella si trovò a fronteggiare sotto la guida dei suoi maestri - alla nascita dell’IRI,alla legge bancaria del 1936 che risolveva e superava la grave commistione stabilitasi tra banca eindustria, alla creazione della Cassa per il Mezzogiorno, da lui concepita con l’intento di porre lepremesse strutturali per lo sviluppo delle regioni più arretrate d’Italia; fino alla politica monetariadell’emergenza e della ricostruzione civile e finanziaria del Paese, allo sviluppo economico, allastabilità della lira, all’Oscar del “Financial Times” come miglior governatore centrale per il 1960.Attraverso Donato Menichella, in altre parole, è possibile studiare l’evoluzione e il rinnovamentodelle istituzioni economiche del nostro Paese, concentrati in un’unica persona. Tuttavia il nome diMenichella suona ai più sconosciuto. Personalità austera e taciturna, amava operare dietro le quin-te e non voleva che fosse fatto rumore intorno alla sua opera. A tal fine fece di tutto per essereignorato: non concesse mai interviste, non iniziò o accettò mai polemiche, né apparve mai alla ra-dio o alla televisione.Solo di recente, dopo la sua scomparsa, la pubblicità data agli atti conservati negli archivi storicidell’IRI, della Banca d’Italia e delle grandi banche commerciali, le celebrazioni per l’anniversariodella fondazione dell’IRI, della stessa Banca centrale; i dibattiti, le testimonianze e le commemo-razioni che ne sono seguiti hanno fatto giustizia di un’opera, continua e discreta, che riempie unadelle pagine più significative della nostra storia. La saggistica economica che ne è seguita consen-te oggi riflessioni più approfondite e valutazioni più consapevoli intorno all’effettività del ruolosvolto da questo grande protagonista della storia economica italiana e spiega, in particolare, comemai egli, liberista, fautore dell’economia di mercato e nemico dell’interferenza dello Stato negliaffari economici, abbia invece creato, assieme ad un grande suo maestro, Alberto Beneduce, ilmaggior esempio di capitalismo di Stato del mondo occidentale, tale da esser preso a modello, giànell’anteguerra, dai paesi scandinavi. Riproporre gli avvenimenti che si succedettero rapidamentein quegli anni, e ciò anche mediante ricerche d’archivio, consente inoltre di rievocare uno tra i piùinteressanti e controversi episodi della storia dello sviluppo economico italiano.

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Massimiliano Monaco - Donato Menichella all’IRI (1933-1946) Donato Menichella all’IRI (1933-1946): un liberista che sceglie la formula delle partecipazioni statali Nel primo centenario della nascita di Donato Menichella (Biccari, 23/1/1896 - Roma, 23/7/1984), approfondire l’opera economica del grande uomo di finanza e servitore dello Stato pugliese signifi- ca ripercorrere molti degli eventi che segnarono il cammino della nostra economia successivamente alla prima guerra mondiale: dalle crisi bancarie degli anni Venti - i cui guasti il giovane Menichella si trovò a fronteggiare sotto la guida dei suoi maestri - alla nascita dell’IRI; dalla legge bancaria del 1936, che risolveva e superava la grave commistione stabilitasi tra banca e industria, alla creazione della Cassa per il Mezzogiorno, da lui concepita con l’intento di porre le premesse strutturali per lo sviluppo delle regioni più arretrate d’Italia; fino alla politica monetaria dell’emergenza e della rico- struzione civile e finanziaria del Paese, allo sviluppo economico post-bellico, alla stabilità della lira, all’Oscar del “Financial Times” come miglior governatore centrale per il 1960. Attraverso Donato Menichella, in altre parole, è possibile studiare l’evoluzione e il rinnovamento delle istituzioni eco- nomiche del nostro Paese, concentrati in un’unica persona. Tuttavia il nome di Menichella suona ai più sconosciuto. Personalità austera e taciturna, amava operare dietro le quinte e non voleva che fos- se fatto rumore intorno alla sua opera. A tal fine fece di tutto per essere ignorato: non concesse mai interviste, non iniziò o accettò mai polemiche, né apparve mai alla radio o alla televisione (1). Solo di recente, dopo la sua scomparsa, la pubblicità data agli atti conservati negli archivi storici dell’IRI, della Banca d’Italia e delle grandi banche commerciali; le celebrazioni per l’anniversario della fondazione dell’IRI e della Banca centrale; i dibattiti, le testimonianze e le commemorazioni che ne sono seguiti, hanno fatto giustizia di un’opera, continua e discreta, che riempie una delle pa- gine più significative della nostra storia. La saggistica economica che ne è seguita consente oggi ri- flessioni più approfondite e valutazioni più consapevoli intorno all’effettività del ruolo svolto da questo grande protagonista della storia economica italiana e spiega, in particolare, come mai egli, li- berista, fautore dell’economia di mercato e nemico dell’interferenza dello Stato negli affari econo- mici, abbia invece creato, assieme ad un grande suo maestro, Alberto Beneduce, il maggior esem- pio di capitalismo di Stato del mondo occidentale (2). Ma vi è un altro grande motivo che ci induce oggi a ricordare la straordinaria vicenda umana e pro- fessionale di Donato Menichella: il debito di riconoscenza che è doveroso tributare al “silenzioso e sconosciuto Uomo del Sud”, onde rimarcare il suo inconfondibile modo di operare al servizio delle Istituzioni; riflettere sull’esempio e sull’opera di colui che con lealtà, umiltà, coraggio, competenza e abnegazione seppe porsi davvero al servizio dell’interesse generale della collettività; e per non di- sperdere l’immensa eredità morale di chi, animato da un alto senso di responsabilità e da un profon- do rigore morale, fece dell’antiretorica e della discrezione uno stile di vita. In particolare, analizzan- 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Massimiliano Monaco Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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