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La sottotitolazione come forma di traduzione filmica

La questione dell’ origine delle lingue e della traducibilità da secoli viene lungamente dibattuta. In questo lavoro essa è il punto di partenza per analizzare le forma di traduzione nel linguaggio cinematografico, e nello specifico, la forma di traduzione nota come sottotitolaggio. Nel capitolo 1, l’ attenzione è rivolta alla breve descrizione del segno linguistico secondo alcuni dei principali studiosi che ne hanno dato una definizione: da Platone (aliquid stat pro aliquo), ad Aristotele (suono-concetto-cosa), sino al modello bifacciale teorizzato da Saussure e alla semiosi per Peirce. Ai cambiamenti della nozione di segno chiaramente è corrisposto uno slittamento del modello di comunicazione: da quello lineare a quello multiplo, dove si dà conto dell’ attività interpretativa. Quest’ ultima viene descritta grazie e soprattutto alla semiotica interpretativa di Eco, che fa tesoro della nozione di interpretante di Peirce. Discuteremo di concetti come testi aperti, inferenza, abduzione, e vedremo come il processo interpretativo in fondo abbraccia e ingloba in sé l’ attività traduttiva. Nel capitolo 3 descriveremo il recente percorso della disciplina che un tempo veniva definita traduttologia, e che oggi è confluita negli studi noti come Translation Studies. Il capitolo 4 descrive le modalità più comuni di traduzione del testo filmico. Sottotitoli e doppiaggio sono le soluzioni più utilizzate e nel passare in rassegna caratteristiche, pregi e difetti di ciascuna, focalizzeremo l’ attenzione sulla prima soluzione, in quanto ha implicazioni semiotiche molto più rilevanti (dal codice parlato a quello scritto, che è piuttosto un parlato ‘mascherato’ da scritto). E vedremo alcuni esempi di traduzione filmica, come l’ originale scelta del regista francese Jean-Luc Godard ne “Il disprezzo” (Le Mèpris), dove il ruolo del traduttore è inscritto nella narrazione stessa. Nel capitolo 5 spiegheremo cosa sono i sottotitoli, come si realizzano, le tipologie, le implicazioni linguistiche e semiotiche, le strategie teorizzate da Gottlieb, uno dei maggiori teorici in quest’ ambito. Infine il caso-studio è quello della sottotitolazione ad opera del Prof. Gordon Poole di alcuni celebri film di Totò, per consentirne la fruizione ai parlanti la lingua inglese. La scena di cui confronteremo trascrizione del parlato, traduzione in inglese e sottotitoli che compaiono sullo schermo, è tratta da ‘Totò a colori’ (1952, di Steno) e rappresenta la ‘messa in pratica’ delle riflessioni teoriche sulla sottotitolazione. Con questo esperimento si è così riusciti ad esportare all’ estero il genio comico di Totò, ancora poco noto in America ed Inghilterra.

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5 Introduzione. La questione dell’ origine delle lingue e della traducibilità da secoli viene lungamente dibattuta. In questo lavoro essa è il punto di partenza per analizzare le forma di traduzione nel linguaggio cinematografico, e nello specifico, la forma di traduzione nota come sottotitolaggio. Nel capitolo 1, l’ attenzione è rivolta alla breve descrizione del segno linguistico secondo alcuni dei principali studiosi che ne hanno dato una definizione: da Platone (aliquid stat pro aliquo), ad Aristotele (suono-concetto-cosa), sino al modello bifacciale teorizzato da Saussure e alla semiosi per Peirce. Ai cambiamenti della nozione di segno chiaramente è corrisposto uno slittamento del modello di comunicazione: da quello lineare a quello multiplo, dove si dà conto dell’ attività interpretativa. Quest’ ultima viene descritta grazie e soprattutto alla semiotica interpretativa di Eco, che fa tesoro della nozione di interpretante di Peirce. Discuteremo di concetti come testi aperti, inferenza, abduzione, e vedremo come il processo interpretativo in fondo abbraccia e ingloba in sé l’ attività traduttiva. Nel capitolo 3 descriveremo il recente percorso della disciplina che un

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paola Pecoraro Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 25509 click dal 03/05/2006.

 

Consultata integralmente 26 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.