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I patrimoni destinati ad uno specifico affare: finalità applicative e confronto internazionale

Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Meloni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Aldo Pavan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

La disciplina dei patrimoni destinati costituisce una delle novità più significative della riforma del diritto societario che, al contrario della normativa precedente basata su schemi predeterminati e rigidi, si fonda sul principio della valorizzazione dell’autonomia statutaria.

Al 31 ottobre 2005 risultavano tre le società che avevano costituito patrimoni destinati per ridurre i rischi derivanti dalla gestione dell’impresa e altrettante che avevano costituito patrimoni diretti al finanziamento di un unico affare . E’ ancora presto per fare previsioni riguardo al successo dell’istituto, in quanto è normale che vi sia una fase di assestamento più o meno duratura, vista la rilevanza dei mutamenti e delle novità apportate.

Certamente il fine sperato è che, grazie ai nuovi modelli, si possa incoraggiare la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e, anche attraverso la partecipazione di più imprese a specifici affari comuni, concorrere ad un rinvigorimento e potenziamento del frastagliato sistema produttivo italiano, stimolando in tal modo la crescita economica nazionale. Tale processo potrebbe essere agevolato dalla presenza di svariate e sempre più elaborate forme di accesso alla finanza esterna, che diventano più accessibili grazie alle nuove tecniche di separazione patrimoniale e grazie anche all’opportunità di coinvolgere uno o più terzi nel finanziamento dell’operazione.

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4 INTRODUZIONE Lo scopo del presente lavoro è quello di illustrare alcune delle problematiche legate alla disciplina dei “patrimoni destinati ad uno specifico affare”, introdotta con l’approvazione del D. Lgs. n. 6/2003: in particolare ciò che preme rilevare sono le finalità dell’istituto e le esigenze che il legislatore ha cercato di soddisfare attraverso tale strumento, passando per una analisi comparativa con le esperienze degli altri Paesi. Nel primo capitolo si sviluppa una breve esposizione dei principi ispiratori che hanno portato a una riforma così vivace del diritto societario italiano, bisognoso di una nuova spinta verso il futuro, al fine di permettere alle nostre imprese di affrontare i mutati scenari internazionali che hanno evidenziato le carenze del nostro sistema giuridico ed economico, ma anche di sfruttarli al meglio consentendo un rinvigorimento della posizione italiana nel mercato globale. L’indagine continua con una articolata riflessione sulle ragioni per le quali è stato introdotto l’istituto e sui benefici legati alla scelta di adottare i patrimoni destinati ad uno specifico affare come strumento alternativo a quelli già presenti nel nostro ordinamento: benefici che avrebbero dovuto dare impulso all’utilizzazione dell’istituto, ma che probabilmente le imprese non hanno ancora saputo cogliere, visto lo scarso successo ottenuto, seppur ci si trovi solo agli esordi. Nel secondo capitolo si affronta la fondamentale presentazione dei caratteri dell’istituto: i patrimoni destinati costituiscono una considerevole eccezione alla regola generale dell’unicità del patrimonio, in rispetto della quale la società risponde delle proprie obbligazioni con i suoi beni presenti e futuri, come sancito dall’art. 2740 c.c. . In questo caso, infatti, la società destina una parte del proprio patrimonio alla realizzazione di uno specifico affare e tale patrimonio non può essere aggredito dai creditori sociali per il soddisfacimento di obbligazioni sorte al di fuori dell’affare considerato.

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Parole chiave

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cartolarizzazione
cessazione vincolo di destinazione
congruità
finanziamenti destinati
funzione strategica
informativa di bilancio
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modello operativo
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project financing
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rendiconto dello specifico affare
riforma diritto societario
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