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Processo di Barcellona: la politica spagnola

Informazioni tesi

  Autore: Claudia Cavinato
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Marco Mascia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 131

Con questa ricerca vorrei trattare in modo approfondito le idee, gli obiettivi ed i meccanismi di funzionamento del Partenariato Euro- Mediterraneo. L’interesse verso il processo di Partenariato instaurato tra l’UE e i Paesi del Sud e dell’Est del Mediterraneo (PSEM) è determinato dalla novità dell’approccio adottato nelle relazioni intessute tra le parti. La Dichiarazione di Barcellona del 1995 ha sancito l’avvio del nuovo corso storico ponendone le premesse in quanto ha rotto con un passato di relazioni di assistenza senza un progetto di insieme per passare ad un sistema dinamico di aiuto alla transizione economica.
Il più importante obiettivo concreto che la Dichiarazione ha proposto è quello dell’instaurazione di un’ area di Libero Scambio per l’anno 2010.
Proprio questa ambiziosa apertura di economie, a lungo centralizzate e chiuse, richiede una fitta rete cooperativa in numerosi ambiti-cardine della vita socio economica dei Paesi Partner Mediterranei; essa necessita inoltre di un congruo aiuto finanziario, fornito dai fondi del Programma MEDA e dai prestiti erogati dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti).
A richiedere, tuttavia, un decisivo balzo in avanti dei PSEM non è solo un atto volontaristico delle parti, ma piuttosto il nuovo quadro internazionale creatosi dall’emergenza, derivata da un lato dalle nuove tecnologie di comunicazione e dall’altro dalla concorrenza derivante dalla nascita di numerosi blocchi economici regionali, inseriti nella dinamica più generale di liberalizzazione degli scambi: si tratta di una sfida che i PSEM devono raccogliere approntando gli strumenti idonei per vincerla, visto il ruolo strategico che rivestono per l’UE, in termini di sicurezza e di economia. Il ritardo di sviluppo che viene riconosciuto ai Partner Mediterranei rappresenta una fonte di instabilità per tutta l’area del bacino mediterraneo, con problemi di pressioni migratorie, di fenomeni di intolleranza, di razzismo e di fondamentalismo religioso.
Malgrado l’UE non abbia il ruolo di mediatore nei conflitti mediorientali, attraverso il Forum assume il ruolo di facilitatore del dialogo tra le parti in conflitto, ottenendo il positivo risultato di mantenere i canali di dialogo aperti.
Dal punto di vista economico, le due sponde del Mediterraneo sono legate da intensi scambi commerciali, soprattutto in direzione nord, in conseguenza dell’apertura preferenziale dell’Europa alle esportazioni dei PSEM avviata nei decenni scorsi. Tocca ora proprio ai PSEM aprirsi verso la concorrenza internazionale dalla quale sono a lungo rimasti estranei.
Il presente lavoro esamina in modo specifico il ruolo svolto all’interno del Partenariato dalla Spagna: nell’interesse di questo stato infatti stanno sia la stabilità che lo sviluppo degli paesi del sud, e del Mediterraneo; in conseguenza di ciò, la Spagna ha cercato di realizzare le riforme economiche, sociali e politiche necessarie per tentare di avvicinare l’UE a queste popolazioni in via di sviluppo.
Ormai avviati da tempo, i temi di discussione aperti sono diversi e tra questi emergono le relazioni commerciali, l’immigrazione e il narcotraffico, anche se ultimamente il Partenariato rivolge la sua attenzione in modo particolare soprattutto verso il settore della sicurezza che, in seguito ai numerosi atti di terrorismo verificatisi negli ultimi anni, desta particolare interesse e preoccupazione.
In ultima analisi, il Partenariato ha raggiunto sicuramente alcuni positivi risultati anche grazie al contributo spagnolo; nonostante ciò da più parti si deplora la mancanza di coraggio politico da parte dei Paesi Partner: nel rafforzare il percorso intrapreso, da una parte e l’eurocentricità dei processi decisionali, dall’altra.

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3 INTRODUZIONE Con questa ricerca vorrei trattare in modo approfondito le idee, gli obiettivi ed i meccanismi di funzionamento del Partenariato Euro- Mediterraneo. L’interesse verso il processo di Partenariato instaurato tra l’UE e i Paesi del Sud e dell’Est del Mediterraneo (PSEM) è determinato dalla novità dell’approccio adottato nelle relazioni intessute tra le parti. La Dichiarazione di Barcellona del 1995 ha sancito l’avvio del nuovo corso storico ponendone le premesse in quanto ha rotto con un passato di relazioni di assistenza senza un progetto di insieme per passare ad un sistema dinamico di aiuto alla transizione economica. Il più importante obiettivo concreto che la Dichiarazione ha proposto è quello dell’instaurazione di un’ area di Libero Scambio per l’anno 2010. Proprio questa ambiziosa apertura di economie, a lungo centralizzate e chiuse, richiede una fitta rete cooperativa in numerosi ambiti-cardine della vita socio economica dei Paesi Partner Mediterranei; essa necessita inoltre di un congruo aiuto finanziario, fornito dai fondi del Programma MEDA e dai prestiti erogati dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti). A richiedere, tuttavia, un decisivo balzo in avanti dei PSEM non è solo un atto volontaristico delle parti, ma piuttosto il nuovo quadro internazionale creatosi dall’emergenza, derivata da un lato dalle nuove tecnologie di comunicazione e dall’altro dalla concorrenza derivante dalla nascita di numerosi blocchi economici regionali, inseriti nella dinamica più generale di liberalizzazione degli scambi: si tratta di una sfida che i PSEM devono raccogliere approntando gli strumenti idonei per vincerla, visto il ruolo strategico che rivestono per l’UE, in termini di sicurezza e di economia. Il ritardo di sviluppo che viene

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