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La rappresentanza

Informazioni tesi

  Autore: Pasquale Di Carluccio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Libera Università Mediterranea "Jean Monnet"
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Pietro Magno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

Lo studio dell'istituto della rappresentanza ha, da sempre, attirato l'attenzione dei giuristi per la sua complessità e problematicità.
Alcuni dei problemi teorici ed applicativi appaiono, tutt'oggi, di difficile soluzione.
La stessa giurisprudenza, nell’ affrontare le questioni di natura pratica, spesso non ha fornito una risposta esaustiva, rimettendo, di fatto, all'interprete la soluzione del caso concreto.
Il concetto di rappresentazione, la sorte del terzo coinvolto in una stipulazione«inutile», la facoltà di recesso unilaterale dal negozio stipulato con il «falsus procurator», la possibilità di respingere la dichiarazione di ratifica invalida, sono questioni che hanno costituito, nel tempo, ampio motivo di dibattito.
Nello svolgimento dell’attività giuridica, molte volte un soggetto giuridico si trova nella materiale impossibilità di compiere alcuni atti di disposizione come ad esempio la stipulazione di un contratto con persone residenti in luoghi lontani oppure atti da svolgersi in diversi paesi in breve tempo.
Pertanto è costretto a farsi sostituire da un altra persona .A tale esigenza risponde proprio l’istituto della rappresentanza,per il quale un soggetto detto rappresentante ,dotato di un certo potere conferitogli o dalla legge o dall’interessato ,svolge un’attività giuridica al posto di un altro soggetto rappresentato.
Da questo tipo di rappresentanza,che si definisce diretta ,nella quale il rappresentante dichiara di agire in nome e per conto del rappresentato,si distingue la rappresentanza indiretta,detta anche interposizione gestoria, nella quale il rappresentante dichiara di agire per conto di un altro ma in nome proprio.
Mentre nel primo caso gli effetti del negozio si verificano direttamente nella sfera del rappresentato,nel secondo ricadono sul rappresentante,che li trasferisce in un secondo momento al rappresentato con un ulteriore negozio.
Alla rappresentanza indiretta si fa ,nella pratica ricorso,quando il rappresentato,nella conclusione di un affare,non vuole fare conoscere il proprio nome alla controparte.
Non bisogna però confondere il rappresentante con il nuncius che è la persona che materialmente trasmette la dichiarazione di volontà di un altro;mentre il rappresentante partecipa con la sua volontà alla formazione del negozio,il nuncius è un semplice portavoce.
Per il compimento di alcuni negozi che riguardano molto strettamente la persona interessata come il testamento ovvero negozi di diritto familiare non è ammessa la rappresentanza,dato che la rappresentanza investe diritti di natura particolare.La rappresentanza negli altri casi può trovare fondamento o nella legge:rappresentanza legale,o nella volontà delle persone:rappresentanza volontaria.
Si ha rappresentanza legale quando il soggetto non ha la capacità di agire come nel caso dei minori o degli interdetti e la legge gli sostituisce un genitore o un tutore che agisce per lui.
Affine alla rappresentanza legale è la rappresentanza giudiziale,che è data dall’obbligo posto dalla legge al giudice,in sede di giurisdizione volontaria ,di scegliere un rappresentante(tutore,curatore)per il rappresentato incapace o impossibilitato ad agire.
La rappresentanza volontaria nasce con il conferimento tacito o espresso della procura da parte del rappresentato al rappresentante. Nella procura devono essere menzionati gli eventi limite al potere di rappresentanza.Il rappresentato può in ogni momento revocare la procura;egli ha l’onere di portare a conoscenza dei terzi la revoca ,altrimenti i negozi compiuti da questi in buona fede,cioè con la convinzione della sussistenza della procura ,rimangono validi e producono i loro effetti.
A volte può succedere che tra il rappresentante e il rappresentato si verifichi un conflitto d’interessi;quando il rappresentante agisce contro gli interessi del rappresentato,questi può chiedere l’annullamento del negozio concluso,sempre però facendo salva la buona fede del terzo;infatti il negozio è annullabile solo quando il terzo era conoscenza del contrasto d’interessi avrebbe facilmente potuto conoscere.
Un caso particolare di rappresentanza è la cosiddetta rappresentanza senza potere. Essa si verifica quando un soggetto agisce per conto di un altro senza averne avuto da questi un incarico o ecceda i limiti delle facoltà conferitegli. Normalmente il negozio concluso in queste condizioni non produce effetti nella sfera giuridica della persona per la quale si è voluto agire,ma se costui intende farlo proprio,lo può fare con apposito atto,chiamato ratifica.
Anche la ratifica come la procura può essere espressa o tacita;ma per i negozi per i quali la legge prescrive una forma determinata,la ratifica deve esser fatta in questa forma.


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III PREMESSA Lo studio dell'istituto della rappresentanza ha, da sempre, attirato l'attenzione dei giuristi per la sua complessità e problematicità. Alcuni dei problemi teorici ed applicativi appaiono, tutt'oggi, di difficile soluzione. La stessa giurisprudenza, nell’ affrontare le questioni di natura pratica, spesso non ha fornito una risposta esaustiva, rimettendo, di fatto, all'interprete la soluzione del caso concreto. Il concetto di rappresentazione, la sorte del terzo coinvolto in una stipulazione«inutile», la facoltà di recesso unilaterale dal negozio stipulato con il «falsus procurator», la possibilità di respingere la dichiarazione di ratifica invalida, sono questioni che hanno costituito, nel tempo, ampio motivo di dibattito. Nello svolgimento dell’attività giuridica, molte volte un soggetto giuridico si trova nella materiale impossibilità di compiere alcuni atti di disposizione come ad esempio la stipulazione di un contratto con persone residenti in luoghi lontani oppure atti da svolgersi in diversi paesi in breve tempo. Pertanto è costretto a farsi sostituire da un altra persona .A tale esigenza risponde proprio l’istituto della rappresentanza,per il quale un soggetto detto rappresentante ,dotato di un certo potere conferitogli o dalla legge o

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