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Salvia miltiorrhiza: aspetti botanici, fitochimici e biologici

La Salvia miltiorrhiza Bunge è un arbusto perenne che cresce nelle regioni nord-orientali della Cina. La droga è rappresentata dalla radice caratteristica per il colore rosso-mattone e dalla quale si estraggono principalmente tanshinoni (naftochinoni) e acidi polifenolici (danshensu, acido salvianolicoB, i più studiati). Viene da sempre usata per curare i disturbi dell'apparato cardiovascolare, quali angina pectoris e infarto del miocardio, è inoltre una pianta ipotensiva, ipocolesterolemizzante e ansiolitica. E' utile nei casi di fibrosi epatiche, per migliorare la funzionalità renale e nei casi di ischemia cerebrale. Recentemente si sta studiando una nuova azione: la capacità di influenzare l'assunzione volontaria di alcol, sia perchè è in grado di diminuirne l'assunzione giornaliera, sia perchè riesce a diminuire l'alcolemia, sia perchè ostacola l'acquisizione del comportamento di bevitore, sia per il suo effetto anti-ricaduta, tutto ciò costituisce un'importantissima proprietà per le applicazioni in campo umano. Non presenta particolari controindicazioni ma la farmacovigilanza ha segnalato tre casi di interazione Salvia miltiorrhiza-warfarin, che portano all'aumento eccessivo dell'effetto anticoagulante.

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1 1. Il genere Salvia Il genere Salvia appartiene alla famiglia delle Lamiaceae o Labiatae (circa 200 generi suddivisi in più di 3.000 specie; sono piante dicotiledoni appartenenti all’ordine delle Lamiales) ed è composto da almeno 900 specie più decine di cultivar costituite da ibridi. (1,2) Si tratta di un genere composto di specie a ciclo annuale, biennale, perenne, a portamento suffruticoso, sino a raggiungere nei paesi d’origine le forme arbustive. Il fusto giovane ha sezione quadrangolare. Le foglie sono opposte e decussate, possono essere intere, dentate o crenate, lanceolato- lineari, ovate o variamente divise. Le foglie dello stelo sono spesso diverse o più piccole di quelle basali. Le infiorescenze sono in verticillastri di due o più fiori in spighe o racemi (spicastri). Vi sono brattee membranose a volte più lunghe del calice e bratteole più piccole e colorate. Il calice, gamosepalo e persistente, può essere campanulato o tubulare, più o meno bilabiato, quasi sempre ricco di peli. Il labbro superiore è corto, tridentato, raramente intero, il labbro inferiore profondamente bidentato; i denti possono essere erbacei o spinulosi. La corolla, gamopetala e zigomorfa, è pentamera del tipo bilabiato, con le basi dei petali saldate in un tubo che si

Laurea liv.I

Facoltà: Farmacia

Autore: Elena Radici Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.