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Osservare chi guarda. Il medium televisivo negli studi di antropologia culturale

Informazioni tesi

  Autore: Diana Castelfranco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Pietro Clemente
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 132

Con questo lavoro ho inteso approfondire un particolare settore dell'antropologia culturale emerso pochi anni fa ed ancora molto prolifico. Come suggerisce il titolo, si tratta del rapporto che questa disciplina ha instaurato con il medium televisivo.

L'approccio antropologico fornisce infatti nuovi interessanti spunti e prospettive di analisi - sicuramente attuali - in relazione al medium televisivo e al processo di FRUIZIONE da parte degli spettatori. L'interesse verso lo spettatore (audience), visto non più come bersaglio facilmente suggestionabile, accomuna l'antropologia culturale ai più avanzati orientamenti dei media studies.
Dopo aver ripercorso le principali tappe del graduale cambiamento di prospettiva dei MEDIA STUDIES (dal "mezzo" televisivo allo "spettatore"), il mio lavoro si focalizza sulla peculiarità dell'approccio antropologico, che lentamente si è avvicinato a questo medium per analizzarne l'impatto sulla società o per sfruttarne le potenzialità a scopo documentativo.
Nel terzo capitolo a scopo esemplificativo vengono dunque affrotnati e discussi esempi relativi ad esperienze SUL CAMPO di alcuni importanti antropologi. Ciò che li accomuna è l'attenzione per i cosiddetti "circuiti minori" e per le culture e comunità "ai margini" del flusso mediale contemporaneo. I casi analizzati sono dunque relativi a Paesi in via di sviluppo o a comunità ai margini della cultura occidentale (India, Egitto, Belize...).

Nell'ultima parte della tesi (di taglio più sperimentale) invece "ritorno a casa", ovvero al circuito televisivo occidentale, effettuando uno studio sulle modalità di ricezione da parte di un gruppo di ragazzi under 26 del padre di tutti i reality show: "Il Grande Fratello".
Si tratta di un piccolo esperimento di "etnografia della ricezione" effettuato con lo scopo di applicare la metodologia antropologica anche a un ambito che ci riguarda molto da vicino e che sicuramente ha contribuito a un'ulteriore evoluzione del rapporto tra pubblico e televisione.
Che conseguenze possono avere questi programmi "interattivi" sulla definizione di audience? Che cosa rappresentano per tutti noi? Sono domande a cui - in piccolo - ho tenato di dare una risposta nell'ultimo capitolo della tesi, anche sulla base di interviste da me effettuate su un campione di ragazzi dopo la visione di una puntata del programma.

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1 Introduzione Con questo lavoro ho inteso approfondire un particolare settore dell’antropologia culturale emerso pochi anni fa ed ancora molto prolifico. Come suggerisce il titolo, si tratta del rapporto che questa disciplina ha instaurato con il medium televisivo. Gli studi sulla televisione sicuramente non mancano data l’importanza crescente ormai universalmente attribuita a questo “classico” mezzo di comunicazione di massa, ma ritengo che il contributo fornito dall’antropologia in questo settore possa fornire nuovi interessanti prospettive di analisi e spunti di discussione. L’antropologia si occupa in particolare del rapporto tra la televisione e gli spettatori, dei significati che i testi televisivi rivestono per il pubblico, le idee che questi veicolano, in poche parole, del processo di fruizione del messaggio trasmesso. Il crescente interesse che questa disciplina ha manifestato e manifesta verso il mondo dei mass media è parallelo a un’attenzione sempre maggiore – da parte dei media studies – verso lo spettatore, il fruitore del messaggio televisivo, prima ritenuto semplice bersaglio facilmente suggestionabile, privo di un qualunque potere decisionale autonomo. Nel primo capitolo ripercorro brevemente le più importanti tappe di questo graduale cambiamento di prospettiva, che è culminato in questi ultimi anni con le sempre più frequenti ed approfondite ricerche sull’audience. È a questo punto che i due binari, dei media studies e dell’antropologia, che prima scorrevano paralleli, si possono unire: i primi cominciano ad interessarsi ai fruitori del messaggio televisivo, al pubblico, alla società, mentre l’antropologia che da sempre studia l’uomo e il mondo in cui esso vive, comincia a interessarsi ai cambiamenti che l’introduzione di un medium pervasivo e popolare come la televisione può generare nella società. L’uomo-spettatore è il punto di congiunzione tra queste discipline, e studiarne le

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