Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'industria elettromeccanica modenese dal dopoguerra ad oggi. Il caso della Areilos di Soliera (prov. di Modena)

In questa tesi mi propongo di verificare, attraverso l’analisi di un caso aziendale, come si integrino concretamente i modelli di produzione classici e quelli cosiddetti post-fordisti, cercando di capire se essi siano alternativi o, piuttosto, come sostengo nelle conclusioni, integrabili.

Nella prima parte, quindi, dipingo un quadro del contesto in cui nasce e si sviluppa l’azienda in esame. Nella seconda, analizzo la storia e il funzionamento dell’Areilos S.p.A. di Soliera (Mo) e, nella terza, cerco, attraverso il paragone con tre modelli (giapponese, il distretto industriale, il fordismo), di definire il suo sistema di produzione.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione Un’indagine sulle condizioni industriali nella provincia di Modena, condotta nel 1894 dal Ministero di agricoltura, industria e commercio, rilevò che solo due delle 51 imprese addette alla lavorazione dei metalli potevano essere considerate imprese industriali vere e proprie. Mentre, una statistica industriale del 1911 censì 467 imprese. Vi fu, quindi, a cavallo dei due secoli, una considerevole espansione, che ricevette, in seguito, un ulteriore impulso dalla domanda bellica in occasione della prima guerra mondiale. Superata la fase della riconversione post-bellica, l’industria metalmeccanica modenese conobbe, negli anni 1922-26, una nuova fase espansiva. Un momento fondamentale per lo sviluppo dell’industria metalmeccanica e dell’intera economia della provincia fu la decisione della Fiat di installare a Modena nel 1928 la propria fabbrica di trattori. Sin dal suo inserimento, la Fiat Oci divenne il principale stabilimento metalmeccanico della città. Parallelamente, però, il settore industriale risentì della crisi apertasi con "quota" novanta e inaspritasi dopo il ’29. Il fondo della recessione fu toccato nel 1933, mentre gli anni dal ’34 al ’43 registrarono una fase di crescita intensa, i cui momenti più importanti furono il trasferimento da Bologna a Modena della Maserati nel ’37, l’insediamento a Carpi, nel 1940, di due stabilimenti della Marelli, l’acquisizione nel 1942 della Guerzoni e Guarinoni da parte della Fiat, che in tal modo aprì a Modena un secondo stabilimento, adibito alla costruzione di macchine utensili1. 1 A. Rinaldi, L’industria metalmeccanica nel Modenese (1945-1991), nell' "Italia contemporanea", 1996, n°203, pp. 213-236.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Irene Bitassi Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 701 click dal 08/05/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.