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La tassazione dei gruppi di società secondo la disciplina italiana: il consolidato nazionale

Il contenuto della tesi ha voluto anzitutto percorrere le principali problematiche e le difficoltà che accompagnano il riconoscimento di una soggettività tributaria e, ancor più, giuridica del gruppo di imprese.
La trattazione prosegue con l'esame delle linee essenziali di questo innovativo sistema di tassazione consolidata rivolto alle società facenti parte di un gruppo: finalità e principi, soggetti ammessi, requisito del controllo, effetti e durata dell'opzione, determinazione dell'imponibile, attribuzioni patrimoniali compensative, neutralità dei trasferimenti infragruppo, gestione delle perdite, responsabilità.
Segue un'analisi comparata tra la soluzione adottata in Italia e quelle adottate in altri Paesi dell'UE e, infine, un'esposizione sommaria del sistema di tassazione consolidata mondiale al fine di cogliere le principali differenze rispetto a quello domestico.

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1 Introduzione Il gruppo di società costituisce la concreta risposta dell’attuale realtà economica ai massicci fenomeni di crescita dell’impresa sul mercato; quando, infatti, essa estende il cerchio delle sue attività e dei suoi interessi al mercato che la circonda, le sue dimensioni e la sua organizzazione finiscono per adattarsi, quasi naturalmente, alla crescente vitalità, agli stimoli, alle opportunità che lo stesso è in grado di offrire loro. Quanto più vasto è il raggio d’azione della sua attività e l’influenza nell’ambito dei mercati nei quali l’impresa agisce, quanto più alto sarà il numero delle società che verranno a costituire quello che viene definito nel linguaggio economico- giuridico “gruppo”. E non è certo una scelta casuale il fenomeno della concentrazione di imprese, realizzato da soggetti che giuridicamente mantengono la propria individualità e che, dunque, continuano a configurarsi agli occhi dei terzi come realtà distinte e autonome, ma che di fatto si pongono sotto la direzione economica unitaria di un’unica società madre o holding. Il gruppo di società, creazione non di derivazione legislativa, ma frutto dell’autonomia privata, costituisce la forma più idonea a realizzare il frazionamento di un’unica attività economica tra più società; attraverso lo strumento della partecipazione sociale, infatti, più società possono operare in singoli settori e in mercati diversificati. Da tali premesse risultano quanto mai evidenti le ragioni che spiegano il frequente ricorso da parte delle società di medie e grandi dimensioni alla scelta del “gruppo” quale forma giuridica ed economica per lo svolgimento delle proprie attività. La prima è sicuramente la separazione dei rischi legati ai diversi settori e ai diversi mercati in cui ci si trova ad agire: la società che esercita il controllo sulle altre facenti parte del gruppo, assume il rischio nei limiti del capitale investito in ciascuna delle società controllate. L’elemento caratterizzante le società per azioni, la responsabilità limitata, viene esteso al gruppo e finisce per costituirne la tecnica e il vantaggio pratico al quale il gruppo aspira: ogni società del gruppo, quale soggetto distinto dalle altre e dunque dotato di una propria individualità nei confronti dei terzi, è responsabile solo per i propri debiti, non per quelli delle società figlie e/o sorelle.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Sonia Morina Carrubba Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5278 click dal 19/05/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.