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La pubblicità modella: il caso delle fashion dolls ''Bratz''

Penso che il termine “modella”, che titola il mio elaborato, sia un efficace espediente per tradurre la problematicità dell’argomento trattato. Riveste, infatti, un duplice significato: se da un lato “modella” richiama l’idea del modellare, riferendosi alla tanto discussa inclinazione degli spot pubblicitari di plasmare il pensiero delle audience, dall’altro lato invece questa parola è strettamente connessa al caso che ho approfondito, ovvero la comunicazione di marketing delle “Bratz”, le fashion dolls che hanno riscosso molto successo tra le giovanissime, o meglio tweens.
Le accezioni del termine modella qui descritte si intrecciano tra loro nei tre capitoli di cui questo elaborato si compone; inizialmente mi sono concentrata sulla comunicazione di marketing e sui nuovi trend che stanno nascendo per rispondere alle esigenze del consumatore, un individuo sempre più esigente e complesso con cui le imprese devono imparare a relazionarsi.
Mi sono poi dedicata ad analizzare le tecniche di marketing rivolte ai mercati più giovani, dove sicuramente la pubblicità è ritenuta la più efficace, poiché i bambini sono particolarmente attratti dal mezzo televisivo e trovano molti spot divertenti.
Oggi il target Junior è considerato come uno dei nuovi orizzonti del mercato e le aziende che studiano o comunicano ai più giovani crescono esponenzialmente. Infatti, nonostante molti considerino ancora i bambini come soggetti privi di potere d’acquisto, in realtà non solo gli Junior sono cambiati, ma è mutato soprattutto il loro ruolo e la loro influenza all’interno del nucleo familiare.
Poiché gran parte della nostra vita quotidiana è strutturata attorno ad attività commerciali, anche il mondo dell’infanzia e quello dei consumi sono strettamente legati tra loro.
Sicuramente ai bambini, essendo soggetti più vulnerabili, deve essere garantita una protezione rispetto a determinate tematiche, ma poiché questi soggetti rappresentano il futuro della nostra società, credo sia fondamentale che siano offerti loro i mezzi per comprenderla ed interagire, sentendosi parte attiva della comunità sin da piccoli.




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4 INTRODUZIONE Penso che il termine “modella”, che titola il mio elaborato, sia un efficace espediente per tradurre la problematicità dell’argomento trattato. Riveste, infatti, un duplice significato: se da un lato “modella” richiama l’idea del modellare, riferendosi ai meccanismi persuasivi e agli effetti che la pubblicità genera, dall’altro lato invece questa parola è strettamente connessa al caso che ho approfondito, ovvero la comunicazione di impresa delle “Bratz”, le fashion dolls che hanno riscosso molto successo tra le giovanissime, che il marketing definisce tweens. Le accezioni del termine modella qui descritte si intrecciano tra loro nei tre capitoli di cui questo elaborato si compone; inizialmente mi sono concentrata sulla comunicazione di marketing e sui nuovi trend che stanno nascendo per rispondere alle esigenze del consumatore, un individuo sempre più esigente e complesso con cui le imprese devono imparare a relazionarsi. Mi sono poi dedicata ad analizzare le tecniche di marketing rivolte ai mercati più giovani, tra le quali sicuramente la pubblicità è ritenuta la più efficace, poiché i bambini sono particolarmente attratti dal mezzo televisivo e trovano molti spot divertenti. Oggi il pubblico Junior è considerato come uno dei nuovi orizzonti del mercato e le aziende che studiano o comunicano ai più giovani crescono esponenzialmente. Infatti, nonostante molti considerino ancora i bambini come soggetti privi di potere d’acquisto, in realtà non solo gli Junior sono cambiati, ma è mutato soprattutto il loro ruolo e la loro influenza all’interno del nucleo familiare. Poiché gran parte della nostra vita quotidiana è strutturata attorno ad attività commerciali, anche il mondo dell’infanzia e quello dei

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Rosa Mazzapica Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.