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Transizione Economica in Polonia e Russia: un confronto.

Informazioni tesi

  Autore: Roberto Dessì
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze dell'Amministrazione
  Relatore: Fabio Cerina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

1989: crolla il muro di Berlino. Con esso, un intero sistema sociale viene spazzato via dalla scena europea. Le conseguenze non si limitano al livello sociale: crolla anche il sistema economico a pianificazione centralizzata, che lascia spazio all'economia di mercato. I paesi aderenti al "Patto di Varsavia", Russia inclusa, si trovano dinanzi alla problematica del convertire l'intero apparato economico, profondamente burocratizzato, in uno snello modello di economia occidentale: si avvia, cioè, la transizione.
Benché ogni paese parta da una situazione differente, tutti devono affrontare gli stessi problemi: iperinflazione, disoccupazione, calo della produttività, impoverimento della popolazione. L’obiettivo è,come visto, comune a tutti i paesi, ma la strategia utilizzata per arrivarvi è sempre diversa; alcuni puntano su riforme radicali ed estese, altri cercano di proteggere i settori nevralgici delle proprie economie, altri ancora si affidano completamente alla ”mano invisibile” del mercato per placare le crescenti difficoltà.
A distanza di diciassette anni, è ora possibile riconoscere “vincitori” e “vinti” di questa sfida: coloro che hanno raggiunto l’ambito traguardo dell’ingresso nell’Unione Europea, e quelli che ancora raccolgono i cocci dopo la tempesta che li ha travolti. Nel primo gruppo possiamo senza dubbi inserire la Polonia: la “tigre della transizione”, il paese che è riuscito a raggiungere, a metà degli anni ‘90, tassi di crescita pari a quelli delle rampanti economie asiatiche. Nell’altro, la Russia, depredata dagli oligarchi, affamata da politiche scellerate suggerite (o imposte) dai “giovanotti di Harvard”, in continuo deficit democratico, e dall’economia petrolio-dipendente.
Perché, quindi, questa enorme differenza di risultati? Quali le ragioni che hanno spinto la Russia sull’orlo del baratro nel 1998, mentre la Polonia viveva il suo periodo di crescita migliore? Quali le politiche realizzate dai due paesi?
Per cercare di dare una risposta, analizzeremo innanzitutto il quadro storico ed economico delle due economie, le politiche intraprese dai governi di quei paesi per operare la transizione, gli errori, ed i risultati a cui sono giunti; compareremo i due percorsi alla luce di alcune teorie economiche sui fenomeni correlati alla transizione, tracciando infine le conclusioni.

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2 Introduzione 1989: crolla il muro di Berlino. Con esso, un intero sistema sociale viene spazzato via dalla scena europea. Le conseguenze non si limitano al livello sociale: crolla anche il sistema economico a pianificazione centralizzata, che lascia spazio all'economia di mercato. I paesi aderenti al "Patto di Varsavia", Russia inclusa, si trovano dinanzi alla problematica del convertire l'intero apparato economico, profondamente burocratizzato, in uno snello modello di economia occidentale: si avvia, cioè, la transizione. Benché ogni paese parta da una situazione differente, tutti devono affrontare gli stessi problemi: iperinflazione, disoccupazione, calo della produttività, impoverimento della popolazione. L’obiettivo è, come visto, comune a tutti i paesi, ma la strategia utilizzata per arrivarvi è sempre diversa; alcuni puntano su riforme radicali ed estese, altri cercano di proteggere i settori nevralgici delle proprie economie, altri ancora si affidano completamente alla ”mano invisibile” del mercato per placare le crescenti difficoltà. A distanza di diciassette anni, è ora possibile riconoscere “vincitori” e “vinti” di questa sfida: coloro che hanno raggiunto l’ambito traguardo dell’ingresso nell’Unione Europea, e quelli che ancora raccolgono i cocci dopo la tempesta che li ha travolti. Nel primo gruppo possiamo senza dubbi inserire la Polonia: la “tigre della transizione”, il paese che è riuscito a raggiungere, a metà degli anni ‘90, tassi di crescita pari a quelli delle rampanti economie asiatiche. Nell’altro, la Russia, depredata dagli oligarchi, affamata da politiche scellerate suggerite (o imposte) dai “giovanotti di Harvard”, in continuo deficit democratico, e dall’economia petrolio- dipendente. Perché, quindi, questa enorme differenza di risultati? Quali le ragioni che hanno spinto la Russia sull’orlo del baratro nel 1998, mentre la Polonia viveva il suo periodo di crescita migliore? Quali le politiche realizzate dai due paesi? Per cercare di dare una risposta, analizzeremo innanzitutto il quadro storico ed economico delle due economie, le politiche intraprese dai governi di quei paesi per operare la transizione, gli errori, ed i risultati a cui sono giunti; compareremo i due percorsi alla luce di alcune teorie economiche sui fenomeni correlati alla transizione, tracciando infine le conclusioni.

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