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Ruolo degli omega-3 ed omega-6 nell'alimentazione umana

L’originario interesse del mondo scientifico nei confronti degli acidi grassi omega-3 ed omega-6 si deve ad alcune osservazioni epidemiologiche intraprese intorno alla metà degli anni ‘70.
Proprio in quegli anni, infatti, furono esaminate le abitudini alimentari della popolazione eschimese degli Inuit.
Gli scienziati considerarono che tale etnia era soggetta ad un’incidenza particolarmente ridotta di alcune patologie (cardiovascolari, diabete, asma bronchiale, sclerosi multipla, psoriasi). Emerse piuttosto chiaramente che questa singolare protezione nei confronti di simili malattie era correlabile al tipo di alimentazione che questi eschimesi seguivano, basata prevalentemente sul consumo di pesce proveniente dalle coste della Groenlandia e del Giappone.

Diversi anni dopo, nel 1999, venne pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet un importante studio iniziato nel 1996, in cui furono arruolati 11.324 pazienti colpiti da infarto del miocardio. Clamorosamente, lo studio dimostrò che la somministrazione ai pazienti infartuati di un farmaco costituto da acidi grassi polinsaturi omega-3 riusciva a ridurre considerevolmente la mortalità totale connessa a questa malattia.

La nostra tesi si propone di revisionare criticamente una parte rilevante della letteratura scientifica disponibile sugli acidi grassi omega-3 ed omega-6; essi se da un lato sembrano essere utili prevalentemente nella prevenzione della patogenesi dei disordini a carico dell’apparato cardiovascolare (omega-3), dall’altro paiono essere diretti responsabili della stessa (omega-6).
L’attuale letteratura scientifica afferma che un’assunzione protratta nel tempo di acidi grassi della serie omega-3 è in grado di produrre una modificazione quali-quantitativa nei lipidi corporei, responsabile di una riduzione, in taluni casi rilevante, della patogenesi cardio- e cerebrovascolare e di altre condizioni morbose. Gli effetti principali, in ogni caso, sono soprattutto legati alla protezione del sistema cardiocircolatorio e cerebrale.

Nel primo capitolo offriremo una panoramica della struttura chimica di tali acidi grassi, cercando nel contempo di enumerare le loro principali fonti alimentari.

Nel secondo capitolo prenderemo in esame le attuali conoscenze scientifiche inerenti a tali acidi grassi e tenteremo di tracciare un profilo farmacologico-clinico degli stessi.

Nel terzo ed ultimo capitolo cercheremo di riassumere il ruolo di tali acidi grassi nell’alimentazione umana e nell’odierna farmacologia clinica, sulla base delle correnti evidenze cliniche, e ne sottolineeremo i criteri prescrittivi.

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Fiumarella D. Ruolo degli omega-3 ed omega-6 nell’alimentazione umana. Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro, 2004-05. 6 INTRODUZIONE L’originario interesse del mondo scientifico nei confronti degli acidi grassi omega-3 ed omega-6 si deve ad alcune osservazioni epidemiologiche intraprese intorno alla metà degli anni ‘70 [B1;L5,7] . Proprio in quegli anni, infatti, furono esaminate le abitudini alimentari della popolazione eschimese degli Inuit [B2;L5,8] . Gli scienziati considerarono che tale etnia era soggetta ad un’incidenza particolarmente ridotta di alcune patologie (cardiovascolari, diabete, asma bronchiale, sclerosi multipla, psoriasi) [B1] . Emerse piuttosto chiaramente che questa singolare protezione nei confronti di simili malattie era correlabile al tipo di alimentazione che questi eschimesi seguivano, basata prevalentemente sul consumo di pesce proveniente dalle coste della Groenlandia e del Giappone [L5] . Diversi anni dopo, nel 1999, venne pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet un importante studio iniziato nel 1996, in cui furono arruolati 11.324 pazienti colpiti da infarto del miocardio. Clamorosamente, lo studio dimostrò che la somministrazione ai pazienti infartuati di un farmaco costituto da acidi grassi polinsaturi omega-3 riusciva a ridurre considerevolmente la mortalità totale connessa a questa malattia [L5] .

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Dario Fiumarella Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6952 click dal 24/05/2006.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.