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Schiavi dell'uomo. Gli animali nel pensiero cinese antico e nella medicina tradizionale.

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Catozzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Civiltà Orientali
  Relatore: Riccardo Fracasso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

All’origine dell’indagine che ci siamo proposti di condurre ci sono le esperienze, le testimonianze dirette e le domande che abbiamo accumulato in due viaggi di studio in Cina, ma soprattutto durante i due anni trascorsi in età adolescenziale nei pressi di un villaggio rurale, a poche ore di fuoristrada da Lanzhou.
L’idea di affrontare la questione animale nella modalità prescelta nasce dall’attenzione che hanno attirato i gruppi animalisti, e le associazioni per la protezione della fauna selvatica, sul fenomeno degli animali in via di estinzione in Cina e in Asia in generale. Con nostra sorpresa abbiamo constatato che la situazione attuale degli animali e il rapporto uomo-animale in Cina non sono affatto argomenti su cui è semplice fare luce. Durante una prima ricerca siamo stati aggrediti da testimonianze contrastanti, giudizi di parte e accuse feroci; abbiamo perciò cercato di risalire a quello che era il ruolo dell’animale nel pensiero cinese antico, sperando di scovare una sorta di ‘filo di Arianna’ in grado di non farci fuorviare da affermazioni inattendibili.
Al centro della polemica internazionale c’è soprattutto il commercio di parti di animali rari o in procinto di estinguersi, e la medicina tradizionale cinese viene additata come la maggiore responsabile del fenomeno. Gli esponenti della medicina tradizionale negano tuttavia che questa possa essere la principale causa delle uccisioni e delle torture inflitte agli animali, evidenziando la natura prettamente erboristica delle prescrizioni e la totale inutilità di ricorrere ad ingredienti tanto costosi e difficili da reperire come quelli ricavati dagli animali protetti. Abbiamo ritenuto quindi indispensabile avvicinarci, seppure brevemente, alla medicina tradizionale cinese, soffermandoci solo sulla dietetica, per comprendere il reale spazio e impiego che occupano gli animali in essa.
Per capire il presente è sempre utile guardare al passato, perciò la prima parte del lavoro prende in considerazione la percezione degli animali e del mondo animale, concentrandosi sui periodi Zhanguo (453-221 a.C.), Qin (221-209 a.C.) e Han Occidentale (206 a.C.-9 d.C.). Il mondo animale e quello naturale non erano percepiti come separati da quello umano, ed è forse per questo motivo che la nozione stessa di animale nella Cina antica non era considerata una categoria a se stante.
Di fronte alla nebulosità del soggetto, abbiamo iniziato il nostro studio affrontando la problematica terminologica.
Compresa ‘l’importanza del nominare’ correttamente gli animali, in quanto concepiti in stretto legame con la società umana, ci è parso chiaro che una distinzione netta tra gli animali come esseri viventi e animali come entità culturali era assente. L’animale aveva per gli antichi il doppio ruolo di compagno naturale nelle faccende di vita quotidiana e di creatura pregna di significati simbolici, quindi temuta ma al contempo ammirata.
Allo scopo di isolare l’argomento di indagine, la prima parte del percorso si conclude con una esposizione delle informazioni riguardo alle differenze percepite tra uomo e animale e conseguentemente tra diversi tipi di animali. La seconda parte del testo si addentra in modo più specifico nel problema attuale, delineando a grandi linee le terapeutiche fondamentali nella medicina tradizionale, in particolare la dietetica, in modo tale da definirne la centralità nella medicina e nel pensiero cinese. Si è cercato di mettere in luce la natura eterogenea della medicina tradizionale, e al tempo stesso i punti di contatto, in modo da acquisire dei parametri con cui valutare la veridicità di alcune accuse che le hanno mosso la medicina occidentale e le associazioni animaliste.
Il passaggio successivo è stato quello di portare l’indagine dal piano teorico-scientifico a quello pratico, cercando di comporre un quadro generale di come in Cina vengono percepiti gli animali domestici, intesi in senso lato, in qualità cioè di animali ‘ordinari’ legati alla quotidianità.
Per affrontare infine la problematica che ci eravamo proposti, abbiamo preso quindi in esame gli animali non domestici, fornendo una esposizione per quanto a noi possibile obiettiva, che desse voce a tutte le parti coinvolte nel difficile dibattito internazionale, e che riportasse alcuni provvedimenti o fatti importanti, tanto dai diversi punti di vista interni al paese quanto da quelli esterni, occidentali.

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3 INTRODUZIONE All’origine dell’indagine che ci siamo proposti di condurre ci sono le esperienze, le testimonianze dirette e le domande che abbiamo accumulato in due viaggi di studio in Cina, ma soprattutto durante i due anni trascorsi in età adolescenziale nei pressi di un villaggio rurale, a poche ore di fuoristrada da Lanzhou. L’idea di affrontare la questione animale nella modalità prescelta nasce dall’attenzione che hanno attirato i gruppi animalisti, e le associazioni per la protezione della fauna selvatica, sul fenomeno degli animali in via di estinzione in Cina e in Asia in generale. Con nostra sorpresa abbiamo constatato che la situazione attuale degli animali e il rapporto uomo-animale in Cina non sono affatto argomenti su cui è semplice fare luce. Durante una prima ricerca siamo stati aggrediti da testimonianze contrastanti, giudizi di parte e accuse feroci; abbiamo perciò cercato di risalire a quello che era il ruolo dell’animale nel pensiero cinese antico, sperando di scovare una sorta di ‘filo di Arianna’ in grado di non farci fuorviare da affermazioni inattendibili. Al centro della polemica internazionale c’è soprattutto il commercio di parti di animali rari o in procinto di estinguersi, e la medicina tradizionale cinese viene additata come la maggiore responsabile del fenomeno. Gli esponenti della medicina tradizionale negano tuttavia che questa possa essere la principale causa delle uccisioni e delle torture inflitte agli animali, evidenziando la natura prettamente erboristica delle prescrizioni e la totale inutilità di ricorrere ad ingredienti tanto costosi e difficili da reperire come quelli ricavati dagli animali protetti. Abbiamo ritenuto quindi indispensabile avvicinarci, seppure brevemente, alla medicina tradizionale cinese, soffermandoci solo sulla dietetica, per comprendere il reale spazio e impiego che occupano gli animali in essa.

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Parole chiave

animali
animalisti
bestie
cina
cinesi
medicina tradizionale
rapporto uomo animale
vivisezione

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