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Il ruolo delle organizzazioni non governative nei trattati per i diritti dell'uomo

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Webber
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alessandro Fodella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 342

Questa tesi esamina l’attività svolta dalle organizzazioni non governative nella promozione e protezione dei diritti umani. Partendo dalle disposizioni dei principali trattati internazionali in materia dei diritti dell’uomo, elaborati nell’ambito delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e dei sistemi inter-americano ed africano, l’obiettivo è quello di individuare quale spazio sia riconosciuto alle entità non governative, per passare poi ad un’analisi di come, all’interno di questo quadro normativo, esse concretamente agiscono per la difesa dei diritti fondamentali, evidenziando aspetti positivi e negativi di tale presenza.
Nella prima parte del lavoro, si è preso atto dell’attuale estensione del fenomeno non governativo nel panorama internazionale, della sua crescita esponenziale a partire dalla seconda metà del ventesimo secolo e delle principali cause che vengono generalmente collegate a tale espansione.
Nel secondo capitolo si è poi proceduto, sulla base dei testi normativi e della dottrina, ad individuare i caratteri distintivi delle organizzazioni non governative (Ong) rispetto ad altri attori non statali, identificandole come quella parte della Società Civile che svolge la propria attività nell’interesse della comunità, in maniera non violenta e senza scopo di lucro, e come gruppi caratterizzati dalla natura prevalentemente privata dei propri componenti e delle principali fonti di finanziamento.
Si è poi passati, nel terzo capitolo, all’analisi dello status giuridico delle Ong nel diritto internazionale alla luce dei diritti e degli obblighi stabiliti dai principali trattati in materia dei diritti dell’uomo e delle risoluzioni che disciplinano le relazioni consultive tra queste entità e le Organizzazioni Internazionali. I risultati di questo studio dimostrano come, in materia di diritti umani, nonostante siano riconosciute le fondamentali libertà generalmente connesse ad un’organizzazione, manchino delle disposizioni che istituzionalizzano il ruolo delle Ong nella protezione dei diritti fondamentali e, per contro, delle norme che impongano degli obblighi in capo a questi organismi.
Nel quarto capitolo si è messo in evidenza, attraverso lo studio di esempi concreti, come, nonostante l’assenza di un preciso quadro normativo, le Organizzazioni non governative riescano, comunque, a svolgere un’azione importante a favore della prevenzione e promozione dei diritti dell’uomo. Questo avviene per mezzo di un’attività di lobbying, esercitata in diverse fasi, dalla formazione della norma giuridica alla sua attuazione, nei confronti dei diversi attori della comunità internazionale; attraverso la raccolta, analisi e diffusione di informazioni relative al rispetto dei principali trattati internazionali in materia di diritti dell’uomo all’interno di un determinato Paese; con la mobilitazione dell’opinione pubblica e l’educazione ai diritti umani.
I diversi ruoli che le Ong possono assumere nella soluzione delle controversie relative a situazioni di violazione di questi diritti di fronte ad organi giudiziali e quasi giudiziali, sono stati oggetto di valutazione nel quinto capitolo. Questa analisi, basata sullo studio delle disposizioni in materia e dei ricorsi effettivamente presentati, ha messo in luce come tutti i sistemi si siano confrontati con la presenza di queste entità, ma anche come le risposte che ciascuno di essi ha fornito siano, in alcuni casi, radicalmente diverse.
Lo studio dell’effettività della protezione dei diritti umani offerta dalle Ong, evidenzia numerosi punti di forza legati ad una loro presenza così ampia, ma anche delle problematiche connesse all’ingresso sulla scena internazionale di attori la cui struttura non è pienamente regolamentata dal diritto, e che assumono spesso un atteggiamento critico nei confronti di quelli che rimangono i principali soggetti delle relazioni internazionali e cioè gli Stati.

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1 CAPITOLO I L’EVOLUZIONE DEL FENOMENO NON GOVERNATIVO 1. La nascita e l’espansione delle organizzazioni non governative. Le principali problematiche connesse. Il movimento contro la schiavitù formatosi in Inghilterra nel diciottesimo secolo può essere visto come l’antesignano dell’attuale fenomeno non governativo. 1 Le organizzazioni che partecipavano a questo movimento promossero il Convegno mondiale contro il commercio degli Schiavi che si tenne a Londra nel 1840. 2 Poco dopo fu fondata l’alleanza mondiale degli Young Men’s Christian Association (1855) 3 e il Comitato Internazionale della Croce Rossa (1863). 4 È però con la fine della seconda guerra mondiale e della tragica esperienza dell’olocausto che si ha una crescita e una maggiore visibilità delle Organizzazioni non governative. 5 Un importante passo avanti per 1 Il termine Organizzazione non governativa verrà abbreviato con Ong. La maggior parte degli autori ritiene che sia questa la prima forma di Ong comparsa. Il primo movimento contro la schiavitù fu fondato nel 1783 da un gruppo di Quaccheri. Esso poi si allargò formando la Society for the Abolition of the Slave Trade. L’ufficiale creazione dell’Anti-Slavery Society avvenne nel 1840. Si veda al riguardo ARCHER P., Action by Unofficial Organization on Human Rights, in LUARD E., (a cura di), The International Protection of Human Rights, New York, 1967, p. 162. RECHENBERG H.H.K., Non-Governmental Organizations, in Encyclopedia of Public International Law, Amsterdam, 2000, p. 614. KOREY W., NGOs and the Universal Declaration of Human Rights, “A Curious Grapevine”, New York, 1998, pp. 118-119. Questo autore definisce il movimento contro la schiavitù come il prototipo delle attuali Ong. In realtà non c’è accordo su quale debba considerarsi la prima forma di Organizzazione non governativa comparsa. Secondo BEIGBEDER Y., The Role and the Status of International Humanitarian Volunteers. The Rights and Duty of Humanitarian Assistance, Dordrecht, 1991, p. 81 la prima Ong aveva origini cristiane ed era “Les Soeurs de la Congrégation de Notre Dame”, fondata a Montreal, in Canada, nel 1653. 2 Questa organizzazione riuscì, attraverso un’intensa attività di lobbying, a convincere Austria, Francia, Gran Bretagna, Prussia e Russia a concludere un trattato che riconosceva il diritto di ciascuno Stato a fermare, in alto mare, le navi di qualsiasi compagnia che conducesse commercio di schiavi. Si veda TURLEY D., The Culture of English Antislavery: 1780-1860, Londra, 1991, pp. 47-81. 3 La World Alliance of the Young Men’s Christian Association, fondata a Ginevra nel 1955, riunisce i Consigli Nazionali degli YMCA, ed è considerata come la prima Ong internazionale. Si veda BEIGBEDER Y., The Role and the Status of International Humanitarian Volunteers. The Rights and Duty of Humanitarian Assistance, Dordrecht, 1991, p. 81. Si visiti il sito dell’associazione http://www.ymca.int/index.php?id=15 (Ultima visita il 31 gennaio 2006). 4 L’International Committee of the Red Cross fu creato nel 1863 a Ginevra. BINDSCHEDLER R.D., Red Cross, in Encyclopedia of Public International Law, Amsterdam, 2000, p. 57. 5 BENVENUTI P., The Nature and Features of International Non Governmental Organizations, in Italian Yearbook of International Law, 1978/79, pp. 84-102. Si veda anche MARTENS K., Mission Impossible? Defining Nongovernmental Organizations, in Voluntas: International Journal of Voluntary and Nonprofit Organizations, Vol. 13, N. 3, settembre 2002, p. 271. POSTER M., Foreword: human rights and non- governmental organizations on the eve of the next century, in Fordham law review, Vol. 66, novembre 1997,

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Parole chiave

attori non statali
diritti umani
organizzazioni non governative
società civile
soluzione delle controversie

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