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Beni culturali e paesaggistici: profili giuridici

Informazioni tesi

  Autore: Angelica Covino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi del Sannio
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Tammaro Chiacchio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

Alla luce dell'importanza capitale assunta, a livello comunitario, internazionale e nazionale, dalla tutela, valorizzazione e fruizione dei beni culturali e paesaggistici, la tesi si propone di riassumere i punti salienti dell'evoluzione normativa della materia in oggetto, con particolare attenzione verso il Codice dei beni culturali e del paesaggio (entrato in vigore il 1°maggio 2004) e l'opera di pianificazione regionale e di rilascio o diniego dell'autorizzazione paesaggistica alla stregua della nuova disciplina.

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1 Introduzione La storia italiana ha avuto il merito di distribuire capillarmente la produzione di beni mobili e immobili, tanto che il territorio nazionale e regionale è un unicum nel suo genere: un impasto di arte, natura e cultura che può considerarsi un vero e proprio paesaggio culturale, espressione della identità nazionale italiana, che necessita di valorizzazione e protezione da parte dello Stato e delle sue appendici. Volendo fare il punto della situazione si può affermare che «La tutela dei beni culturali va vista sotto un triplice ordine di motivi, da un lato garantire il godimento del bene da parte del pubblico, da un altro conservare antiche memorie, la cui alterazione, manomissione o distruzione comporterebbe la privazione per la collettività di beni artisticamente o storicamente rilevanti, dall’altro ancora salvaguardare il patrimonio storico e culturale dalla cui distruzione ne deriverebbe, senz’altro, un danno all’economia e alla ricchezza dello Stato di appartenenza» 1 Questo percorso di preservazione è seguito dalle numerose campagne di sensibilizzazione, in cui l’elemento motore dell’agire collettivo è rappresentato proprio dall’obiettivo di rendere fruibile un monumento o una piazza, di ricostruire insomma i luoghi concreti e simbolici nei quali si riconosce una comunità. Si può dire, dunque, che il concetto di diritto diffuso ai beni culturali, si leghi alla immagine di dovere diffuso, ossia all’insieme di responsabilità e comportamenti dei singoli cittadini che sono 1 W. Cortese, I Beni Culturali e ambientali-Profili normativi, Padova, Cedam, 1999, p. 25.

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