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Orientamenti europei in tema di capitale sociale

Lo sviluppo dell’Mercato Interno, l’integrazione dei mercati di capitali, la presenza di nuove tecnologie nell’informazione e comunicazione, l’allargamento dell’Unione Europea ed i recenti scandali finanziari hanno evidenziato esigenze nuove che le attuali regole comunitarie sul capitale sociale non sembrano essere in grado di soddisfare adeguatamente. Inoltre, alcune recenti pronunce della Corte di Giustizia delle Comunità Europee sulla libertà di stabilimento delle società di capitali hanno indotto la dottrina e le istituzioni comunitarie ad interrogarsi su tali regole: queste sono conformi agli obiettivi dell’Unione Europea? È efficiente un sistema di norme imperative che sanciscono obblighi informativi e vincoli di comportamento per le società o sarebbe meglio che la produzione di tali obblighi e vincoli sia lasciata al mercato? Ammettendo la necessità di un sistema di norme imperative, è efficiente che tale sistema sia costruito attorno al concetto di capitale sociale? A quali funzioni dovrebbe assolvere il capitale sociale?
Alla luce di tali interrogativi l’Unione Europea ha dato avvio ad un procedimento di riforma della legislazione comunitaria in materia societaria. Il presente lavoro si propone come obiettivo principale l’esame della disciplina sul capitale sociale dalla prospettiva comunitaria, tracciandone le linee di evoluzione dalla Seconda Direttiva ai recenti orientamenti dell’Unione Europea e al dibattito dottrinario sull’efficienza del sistema del capitale sociale.

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III INTRODUZIONE Il capitale sociale pu apparentemente rappresentar e una nozione piuttosto intuitiva. Concretamente esso rappresenta una cifra pura e semplice, divisibile per due, per tre, per mille, fino all infinito; ma si tratta di una cifra inerente ad una realt economica di cui condensa la complessit e l a manifesta al momento della determinazione delle funzioni che gli sono proprie. Pur riferendosi ad una realt economica complessa, il capitale sociale Ł stato disciplinato negli ordinamenti degli Stati dell Europa continentale, a partire dalla seconda met del XIX secolo, sopratutto al fi ne di apprestare una tutela agli interessi dei creditori sociali contro gli abusi della responsabilit limitata da parte dei soci. La funzione di garanzia del capitale sociale, volta ad assicurarne l integrit ed effettivit , rappresenta il leitmotiv delle norme sulla sua formazione e sul suo mantenimento ed Ł cos radicata nella cultura giuridica dell Europa continentale che, con la nascita della Comunit Eur opea, Ł stata naturale la sua acquisizione tanto alla normativa primaria, quanto a quella secondaria con la Direttiva 77/91/CEE del 13 dicembre 1977 sulla salvaguardia e le modificazioni del capitale sociale (cd. Seconda Direttiva). Negli ultimi anni lo sviluppo del Mercato Interno, l integrazione dei mercati di capitali, la presenza di nuove tecnologie nell informazione e comunicazione, l allargamento dell Unione Europea e d i recenti scandali finanziari hanno evidenziato esigenze nuove che le attuali regole comunitarie sul capitale sociale non sembrano essere in grado di soddisfare adeguatamente. Inoltre, alcune recenti pronunce della Corte di Giustizia delle Comunit Europee sulla libert di stabilimento delle societ di capi tali hanno indotto la dottrina e le istituzioni comunitarie ad interrogarsi su tali regole: queste sono conformi agli obiettivi dell Unione Europea? ¨ efficiente un sist ema di norme imperative che sanciscono obblighi informativi e vincoli di comportamento per le societ o sarebbe meglio che la produzione di tali obblighi e vincoli sia lasciata al mercato? Ammettendo la necessit di un sistema di norme impe rative, Ł efficiente che tale

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Riccardo Turrini Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.