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Principio di laicità e diritto penale nell'interpretazione della Corte Costituzionale

All’interno del nostro ordinamento giuridico sussistono alcuni principi che sono essenziali alla sua stessa sopravvivenza; ci riferiamo, ad esempio, alla democrazia, all’uguaglianza, alla libertà, alla laicità. Negli ultimi anni dottrina giuridica e politica hanno attribuito sempre più considerazione alla questione della “laicità dello Stato” con un approccio che, però, ha spesso determinato un abuso del termine, portando i più ad individuare nella laicità un elemento cardine dell’ordinamento giuridico senza, tuttavia, delinearne i contenuti o le caratteristiche.
Un ordinamento si può qualificare come laico ma, nei fatti, mortificare tale valore dando rilevanza pratica ad un fenomeno confessionale particolare ed incidendo sull’esercizio della libertà religiosa individuale e collettiva come, pur in assenza di una qualifica formale, può considerare nei fatti la laicità come un valore effettivo e ad esso ispirare norme e comportamenti rilevanti per l’esercizio delle libertà connesse con il fenomeno religioso. La nostra Costituzione, a differenza di quanto accade in altri Paesi europei , non contiene un’esplicita definizione del principio di laicità. Esso si deduce da un’interpretazione sistematica degli articoli della Costituzione concernenti il fattore religioso operata dalla dottrina e, soprattutto, dalla giurisprudenza della Corte costituzionale che è pervenuta al suo riconoscimento giuridico nel 1989 con la sentenza n° 203, nella quale ha attribuito alla laicità dello Stato il valore di “principio supremo dell’ordinamento costituzionale italiano”, in altre parole, valore di principio avente valenza superiore a quella di altre norme di rango costituzionale.

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4 P R E M E S S A All’interno del nostro ordinamento giuridico sussistono alcuni principi che sono essenziali alla sua stessa sopravvivenza; ci riferiamo, ad esempio, alla democrazia, all’uguaglianza, alla libertà, alla laicità. Negli ultimi anni dottrina giuridica e politica hanno attribuito sempre più considerazione alla questione della “laicità dello Stato” con un approccio che, però, ha spesso determinato un abuso del termine, portando i più ad individuare nella laicità un elemento cardine dell’ordinamento giuridico senza, tuttavia, delinearne i contenuti o le caratteristiche. Un ordinamento si può qualificare come laico ma, nei fatti, mortificare tale valore dando rilevanza pratica ad un fenomeno confessionale particolare ed incidendo sull’esercizio della libertà religiosa individuale e collettiva come, pur in assenza di una qualifica formale, può considerare nei fatti la laicità come un valore effettivo e ad esso ispirare norme e comportamenti

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Davide Vincenzo Cirillo Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

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Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.