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Giustino Fortunato, medioevalista

Scopo del presente lavoro è di illustrare un aspetto della poliedrica personalità di Giustino Fortunato che ha destato sempre meno interesse rispetto a quello del meridionalista. La sua figura è ben conosciuta per la attività di parlamentare e di scrittore, mentre sono rimaste per lungo tempo nell’ombra le sue ricerche storico-giuridiche condotte dallo studio di Rionero in Vulture sulle fonti documentarie della Basilicata relative al medioevo. L’autore invece fin dagli anni giovanili mostrò spiccata attitudine per la ricerca storica, raccolse ed interpretò documenti, né trascurò le testimonianze archeologiche ed epigrafiche. È in tali fonti documentarie che trova puntuale riferimento il contesto delle vicende economiche e sociali della Basilicata nei secoli dodicesimo-quattordicesimo.

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Introduzione Giustino Fortunato è stato, senza dubbio, uno dei maggiori ed anche dei più noti interpreti della questione meridionale. Rispondendo nel 1904 alla domanda se vi fosse e che cosa fosse la questione meridionale, Giustino Fortunato si esprimeva così: C’è fra il Nord e Sud della penisola una grande sproporzione nel campo delle attività umane, nell’intensità della vita collettiva, nella misura e nel genere della produzione e quindi, per gli intimi legami che corrono tra il benessere e l’anima di un popolo, anche una profonda diversità fra le consuetudini, le tradizioni, il mondo intellettuale e morale. Il Sud abbraccia, insieme con le province napoletane, le isole di Sicilia e di Sardegna, perché, se fra esse esistono non poche differenze quantitative i molti problemi che formano l’intera questione, sono sostanzialmente identici. 1 Dotato di notevole senso pratico egli analizzò, con estremo realismo, le condizioni effettive in cui versava l’Italia ed in particolare il Mezzogiorno dei suoi tempi, ponendo in evidenza quanto fallaci fossero le opinioni correnti al riguardo, e quali gravi pericoli potessero ad essa derivare da una guida politica ignara delle reali condizioni esistenti. L’errore, secondo il Fortunato, consiste nel prescindere o nel non valutare, in giusta misura, l’ambiente naturale in cui gli uomini si formano e vivono, e la reazione incessante reciproca dell’uomo e della natura che spiega tante delle diverse condizioni e funzioni dell’uno e dell’altra, in cui si concreta appunto l’itinerario storico delle singole realtà. Riportiamo testualmente le sue parole: La storia del mezzogiorno, nei tanti così ineguali suoi rapporti con la storia generale d’Italia è inintelligibile per poco si prescinda dalla geografia che sola può risolvere i molti dubbi intorno ai fatti più caratteristici di casa nostra. 2 Questo fu il costante impegno che caratterizzò tutta la sua opera sia dentro che fuori le aule parlamentari. Grazie non solo alla sua cultura, ma anche alla sua diretta esperienza, Fortunato individuò ben presto i pericoli maggiori che 1 G. Fortunato, Il Mezzogiorno e lo Stato Italiano, vol. 1, Firenze, 1927, p. 53. 2 Ivi, p. 54.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elvio Russo Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1189 click dal 06/06/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.