Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il ruolo dell’Unione Europea e delle Regioni Italiane nelle Politiche di internazionalizzazione

Il lavoro proposto, dal titolo “Il ruolo dell’Unione Europea e delle Regioni italiane nelle politiche di internazionalizzazione”, mira ad analizzare le politiche di internazionalizzazione, o meglio di europeizzazione, degli enti regionali che, per motivi sia economici che politici, sono attori primari nell’esecuzione di tali politiche.
L’elaborato è composto da tre capitoli.
Il primo, “Inquadramento dell’internazionalizzazione e dei suoi attori”, partendo da una originale definizione dell’internazionalizzazione, punta a fissare l’ambito di azione della tesi, dando una definizione dell’internazionalizzazione non come mera politica di omologazione ma bensì come adozione di politiche che puntino alla valorizzazione delle diversità locali nonché allo sviluppo di sistemi di relazioni sul territorio utili agli attori locali affinché non guardino esclusivamente al proprio territorio nella definizione delle proprie politiche.
Nella seconda parte del capitolo vengono analizzate le nuove competenze regionali conseguenti alla legge di riforma costituzionale del 2001, con la quale viene introdotto un generale cambiamento di governance nella gestione del paese.
Nel secondo capitolo, che ha come titolo “Il ruolo Dell’Unione Europea”, partendo dal principio solidaristico e considerate le disparità economiche tra i vari stati membri dell’Unione, vengono illustrati i diversi programmi comunitari adottati (Obiettivo n. 1-2-3, FESR, FES, SFOP, FEAOG-orientamento ed altri), aventi tutti come obiettivo l’incremento della competitività regionale, la crescita nel numero e nella qualità dell’occupazione e lo sviluppo equilibrato delle zone urbane e rurali. Vengono poi riportati i risultati conseguiti e le priorità della politica regionale per il periodo 2007-2013 (convergenza, competitività, cooperazione).
Nel terzo e ultimo capitolo, “Il ruolo delle Regioni italiane”, viene ricordato il patto dei “Quattro Motori”, stipulato nel 1988, che rappresenta il primo esempio di internazionalizzazione di regioni europee, le quali hanno nelle politiche di internazionalizzazione obiettivi come: l’acquisizione di un ruolo di rilevanza politico-istituzionale; lo scambio di esperienze, buone prassi, informazioni; realizzazione di programmi e progetti nell’ambito della programmazione comunitaria e/o di organismi internazionali; sostegno all’internazionalizzazione della propria economia.
Infine vengono esaminati il ruolo del Ministero degli Affari Esteri e i diversi canali d’accesso delle regioni nell’ambito decisionale europeo: Comitato delle Regioni, Consiglio dell’Unione, uffici regionali di collegamento e le consultazioni con i governi.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 CAPITOLO I Inquadramento dell’internazionalizzazione e dei suoi attori 1.1 L’internazionalizzazione “Una nazione può fare a meno di un erario, ma non di amici”: delle tante definizioni che si possono attribuire al concetto di internazionalizzazione, questa è una delle più originali ed interessanti. L’autore è uno dei precursori della ricerca e del dialogo tra mondi diversi: il gesuita Matteo Ricci (Macerata, 1552 - Pechino, 1610), matematico, astronomo, pittore vissuto in Cina. Oggi più che mai, l’internazionalizzazione deve essere intesa come dialogo, per superare le minacce del mercato globale non chiudendosi a riccio nel proprio spazio, ma dilatando e approfondendo la collaborazione con paesi e aree geografiche estere. Deve essere vista come un’opportunità e una fonte di ricchezza economica culturale, istituzionale e sociale. Il termine è spesso utilizzato dalle aziende come sinonimo di export, ma non lo è perché non riguarda solo lo scambio commerciale, ma riguarda la costruzione di sistemi di relazioni sul territorio in tutte le sue componenti. Non è globalizzazione, se questo termine è inteso come fenomeno di omologazione, ma è il suo opposto, è uno strumento per la valorizzazione delle diversità locali. Si tratta di guardare all’internazionalizzazione come un processo complessivo, in grado di promuovere una cultura dell’integrazione; una valida alternativa all’impervia, e spesso cieca, strada della competizione a tutti i costi. Ed è proprio su questa linea che l’Unione Europea auspica una politica di collaborazione tra le varie Regioni dei vari stati dell’Unione stessa.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Manuel Zito Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4684 click dal 08/06/2006.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.