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Somministrazione di lavoro e appalto

Nel cap. I, il lavoro si apre con una disamina degli obiettivi e delle condizioni economico sociali che hanno condotto il legislatore all’introduzione nel nostro ordinamento del lavoro interinale e successivamente della somministrazione di lavoro.
Nel secondo capitolo, dopo l’analisi generale delle condizioni che hanno portato alla decisione di riformare nuovamente il mercato del lavoro italiano, si affronta per la prima volta, in modo specifico, il fenomeno dell’interposizione, in senso lato, dalla l. 1369/1960 alla legge delega n. 30/2003, con un commento dettagliato degli artt. 1-11 della l. 196/1997.
Il cap. III interviene, invece, ad analizzare il nuovo lavoro interinale o somministrazione di lavoro nel confronto con l’istituto dell’appalto , analizzando forse uno degli aspetti più importanti della riforma Biagi del mercato del lavoro.
Il contratto di somministrazione di lavoro viene poi analizzato in tutti i suoi elementi costitutivi necessari e particolare attenzione è riservata ai casi in cui la legge riserva o vieta la possibilità di costituire un valido rapporto di somministrazione tra Agenzia e impresa utilizzatrice.
Da sottolineare è anche il rapporto che si instaura tra Agenzia e prestatore di lavoro nonché tra prestatore e impresa utilizzatrice. Ovviamente si tenta di trattare tutti gli aspetti, anche previdenziali e sindacali,di questo rapporto di lavoro che determina un traslazione del potere direttivo dal datore effettivo all’utilizzatore, con tutti i problemi che ne conseguono.
Segue poi l’elencazione delle nuove fattispecie di somministrazione illecita, fraudolenta e irregolare, sorte dalle ceneri della l. 1369/1960.
Il capitolo studia la nuova figura dell’appalto, i rapporti e le differenze con la somministrazione di lavoro, con un breve accenno alla certificazione dei rapporti di lavoro, che consentirà di distinguere figure di appalto genuino dalla mera somministrazione di manodopera.
Per concludere interessante è la proposta di intravedere nella somministrazione di manodopera un strumento di flessibilità in uscita, posta la rigidità del nostro mercato del lavoro proprio in uscita a fronte, invece, di un livello di flessibilità in entrata ben maggiore.
Il cap. IV fa riferimento ai nuovi soggetti intermediari, ovvero le Agenzie per il lavoro, che a differenza dei soggetti predecessori potranno esercitare contemporaneamente sia attività di intermediazione che di somministrazione. Nei paragrafi del capitolo in esame si cerca di evidenziare come le nuove Agenzie per il lavoro si propongano come centri polifunzionali per l’impiego.
L’ultimo capitolo, ovvero il quinto, si propone come uno strumento di indagine storico comparatistica volto a confrontare la fattispecie della somministrazione di lavoro con istituti analoghi in Gran Bretagna e in Francia.
Sempre nel cap. V si pone in essere una disamina particolareggiata della proposta di direttiva da parte della Commissione Ce sul mercato del lavoro e che è destinata ad influire ampiamente sul nostro mercato del lavoro, nonché sui due mercati presi a confronto: quello francese e quello britannico.

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VII Prefazione Il diritto del lavoro è un settore dell’ordinamento giuridico in continua evoluzione e largamente sensibile agli influssi che provengono dall’esterno. Il fenomeno della globalizzazione, l’espansione di nuovi mercati, la ristrutturazione del modello organizzativo aziendale, il fenomeno delle esternalizzazioni, fanno da cornice e, allo stesso tempo, da impulso alla necessità di porre in essere una riforma del mercato del lavoro. La riforma Biagi del mercato del lavoro (dal nome del suo ideatore prof. Marco Biagi) è stata oggetto in dottrina di diverse e spesso contrastanti classificazioni: buona riforma, cattiva riforma, riforma giusta o sbagliata, riforma che cambia poco o molto. Forse l’angolo di visuale con cui ci si deve porre è quello di osservatore distaccato, obiettivo, tanto da poter concludere che sicuramente la riforma Biagi è opinabile nei suoi contenuti, ma su di un punto è possibile convenire: si tratta di una riforma necessaria. La esigenza di intervenire nuovamente sulla normativa posta alla base del mercato del lavoro è stata richiesta da più parti: Commissione Europea, Associazione dei datori di lavoro, forze politiche, ma soprattutto dalla pressante domanda di flessibilità che è derivata dallo stesso mondo del lavoro. Le concezioni del lavoro di stampo “fordista” sono state da tempo abbandonate per fare posto ad una organizzazione sempre più elastica e cangiante delle strutture aziendali, in modo tale da poter dare concreta risposta alle irrefrenabili dinamiche di un mercato oramai non solo europeo ma globalizzato.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Paolo Amato Contatta »

Composta da 302 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.