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Progettazione e realizzazione di un'enciclopedia multimediale sugli usi, i costumi e le tradizioni della Locride

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Loccisano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Reggio Calabria
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria dell'informazione
  Relatore: Domenico Ursino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 201

La Locride, ovvero quell’area della Provincia di Reggio Calabria che va da Bova a Monasterace e che, partendo dal Mar Jonio arriva fino all’Aspromonte, è una zona con usi e costumi omogenei, sovente diversi da quelli delle zone limitrofe, e particolarmente affascinanti, dal momento che risentono fortemente dell’influsso della Magna Grecia.
Il desiderio di far conoscere tali costumi ad un pubblico vasto, soprattutto ai giovani, è stata la scintilla della presente tesi.
La Locride ha alle spalle una storia antichissima, la cui conoscenza ci
permette di comprendere meglio le origini delle secolari tradizioni che
sopravvivono ancora oggi, nonostante l’inarrestabile marcia del progresso.
Nella prima metà del Ventesimo secolo, i paesi della Locride soffrivano la fame; l’emigrazione era l’unica carta che gli uomini di allora si potevano giocare per aiutare le proprie famiglie ad andare avanti.
Quel clima di incertezza assoluta e la mancanza di sostegno da parte dello Stato causarono la nascita di un aberrante fenomeno sociologico che, purtroppo, è tuttora presente: la ‘ndrangheta. La maggior parte degli italiani pensa, immediatamente, a questa piaga sociale non appena ascolta il termine “Locride”. Ma questa zona non è solo “‘ndrangheta”. I luoghi che la caratterizzano sono di incomparabile bellezza: le fantastiche spiagge bagnate dall’azzurro Mar Jonio
sono state tutte premiate con la “bandiera blu d’Europa” che attesta il loro fascino e la loro pulizia. A distanza di pochi chilometri vi sono gli splendidi paesaggi montuosi che permettono ai turisti di trascorrere, in tranquillità, intere giornate immersi nella natura incontaminata.
La gente del posto deve fare di tutto per valorizzare questi fattori, per far sì che si senta parlare della Locride non solo per quanto avviene a livello di cronaca, ma per la bellezza dei propri paesaggi e per la particolarità dei suoi usi e dei suoi costumi. Negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo: i vari enti, le associazioni culturali e i giovani sperano di poter recuperare il loro passato ricco di storia, cultura e tradizioni.
È qui che entra in gioco l’informatica e il mondo dei computer: negli ultimi decenni le nuove tecnologie informatiche hanno apportato radicali cambiamenti nel modo di vivere delle persone. Attualmente il computer assume le vesti di compagno di vita di ciascuno di noi, essendo diffuso in tutti i contesti della vita quotidiana. Con l’affermarsi dell’informatica si assiste, di pari passo, al diffondersi della multimedialità, un mondo nuovo dalle mille possibilità che permette l’elaborazione di informazioni di varia natura, quali immagini, immagini in movimento, suoni e voci, testi, integrandole con effetti assolutamente nuovi ed affascinanti.
Il binomio multimedialità e CD-ROM ha riscontrato, negli ultimi tempi,
enormi consensi. Il CD-ROM multimediale viene usato ormai comunemente per presentare attività o progetti, per fare pubblicità, per presentare pubblicazioni e per esposizioni virtuali. La sua realizzazione consta di due fasi fondamentali: progettazione ed implementazione. La prima è una fase sostanzialmente teorica volta a schematizzare i contenuti; la seconda si occupa della realizzazione via software del progetto precedentemente formulato su carta.
Questa tesi si colloca in tale contesto; infatti, essa illustra la progettazione e la realizzazione di un CD-ROM multimediale sugli usi, i costumi e le tradizioni della Locride con il fine di supportare, ed eventualmente incrementare, il flusso turistico in quest’area della Calabria, presentando la storia dei luoghi e descrivendone le caratteristiche più importanti come le arti, i mestieri, la gastronomia e le feste.

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Introduzione La Locride, ovvero quell’area della Provincia di Reggio Calabria che va da Bova a Monasterace e che, partendo dal Mar Jonio arriva fino all’Aspromonte, è una zona con usi e costumi omogenei, sovente diversi da quelli delle zone limitrofe, e particolarmente affascinanti, dal momento che risentono fortemente dell’influsso della Magna Grecia. Il desiderio di far conoscere tali costumi ad un pubblico vasto, soprattutto ai giovani, è stata la scintilla della presente tesi. La Locride ha alle spalle una storia antichissima, la cui conoscenza ci permette di comprendere meglio le origini delle secolari tradizioni che sopravvivono ancora oggi, nonostante l’inarrestabile marcia del progresso. Tutta l’area conobbe nell’età Magno-Greca il massimo splendore e una floridezza economica e culturale che tardò ad estinguersi, le cui tracce permasero a lungo dando vita a profonde radici culturali. Il fulcro di quella splendida civiltà era Locri Epizephiri, una delle città più fiorenti dell’epoca ellenica, tanto da essere chiamata da Platone “fiore dell’Italia per nobiltà, per ricchezza e gloria delle sue genti”. Una fortunata serie di circostanze ha permesso agli archeologi di effettuare, su vaste aree, un’imponente opera di scavi che ha riportato alla luce importanti resti. Questi, insieme alle notizie tramandate dalle fonti letterarie, hanno consentito agli storici di acquisire informazioni rilevanti riguardo l’epoca Magno-Greca. Successivamente vi fu l’avvento dei Romani sotto i quali l’intero comprensorio si avviò ad un lento decadimento, con la conseguente perdita della propria autonomia. Tuttavia, la vera “decadenza” dell'area si ebbe nell'Alto Medioevo, periodo di grave riflusso economico dell'intera penisola, caratterizzato dalle frequenti incursioni arabe che causarono la risalita delle popolazioni dai centri costieri verso le colline dell’entroterra, dove, per difendersi dagli attacchi corsari, diedero origine a nuovi centri fortificati. Da tali periodi bui l’intero Mezzogiorno, e quindi anche la Locride, non riuscì mai a riprendersi, né fu aiutato a farlo. Le varie calamità naturali (terremoti e alluvioni) e i conflitti bellici fecero sprofondare la zona in una profonda crisi che colpì, in particolar modo, il settore economico. Nella prima metà del Ventesimo secolo, i paesi della Locride soffrivano la fame; l’emigrazione era l’unica carta che gli uomini di allora si potevano giocare per aiutare le proprie famiglie ad andare avanti. Quel clima di incertezza assoluta e la mancanza di sostegno da parte dello Stato causarono la nascita di un aberrante fenomeno sociologico che, purtroppo, è tuttora presente: la ‘ndrangheta. La maggior parte degli italiani pensa, immediatamente, a questa piaga sociale non appena ascolta il termine “Locride”.

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