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Stragi naziste in Italia, l'occupazione e la violenza dei tedeschi

Informazioni tesi

  Autore: Marco Ferrero
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Fabio Levi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

In questa tesi ho analizzato il tema delle stragi naziste in Italia, durante lo svolgimento della seconda guerra mondiale approfondendo 5 casi particolari. Ho analizzato poi il tema relativo all' occupazione dell'Italia e il suo sfruttamento da parte dei tedeschi.

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3 INTRODUZIONE Nel corso degli ultimi dieci-quindici anni in Italia si è assistito al riemergere dell’interesse riguardo al fenomeno delle stragi avvenute sul territorio italiano, con la conseguente proliferazione di nuovi lavori sull’argomento. Il consistente lasso di tempo trascorso ha consentito di storicizzare gli eventi, ossia di analizzarli in maniera più critica e con maggiori strumenti interpretativi. Con il processo a Priebke per la strage delle Fosse Ardeatine - avvenuto solo a metà degli anni ’90, vale a dire circa 50 anni dopo la fine della guerra - l’interesse per questa parte di storia è ulteriormente cresciuto. Le domande alle quali questo lavoro si propone di rispondere sono varie: perché avvenne l’occupazione tedesca in Italia? I tedeschi pianificarono l’operazione con largo anticipo? Attraverso quali modalità avvenne? Perché i tedeschi - e non solo - commisero tante violenze nei confronti dei civili? Insomma, quali furono i motivi che portarono al passaggio dell’Italia da “alleato” ad “alleato occupato” della Germania? Le risposte a questi quesiti, come vedremo, richiedono l’analisi di vari fattori e comunque – visti i limiti di questo lavoro – solo in parte vi si potrà rispondere. È comunque possibile partire da una considerazione fondamentale: la Germania si servì dell’Italia per fini essenzialmente utilitaristici. L’8 settembre, infatti, servì ai tedeschi da pretesto per poter legittimare l’invasione dell’ex-alleato (di fatto già avvenuta subito dopo il 25 luglio), attuando, anche grazie in seguito all’aiuto della Repubblica sociale, i loro piani di sfruttamento economico e di manodopera. Questi piani erano stati preparati da tempo dai vertici del Reich, che, come dimostra la rapida ed efficace presa del controllo del paese, non furono affatto sorpresi dal cambio di rotta italiano. L’occupazione fu poi caratterizzata da una particolare violenza dovuta a molteplici fattori: l’odio anti-italiano di matrice razziale (come ha sostenuto lo storico tedesco Schreiber); il mutamento di atteggiamento e di considerazione che ebbero i tedeschi verso gli italiani e le loro capacità; il presunto tradimento rappresentato dall’armistizio; il tipo di difesa -

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