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Il legame tra successo sportivo ed economico nel settore del calcio: i casi Juventus FC ed Ascoli Calcio 1898

Il lavoro presentato parte dall’analisi delle caratteristiche economiche che ha assunto il gioco del calcio sviscerando quelli che possono essere i più significativi cambiamenti a livello normativo ed a livello economico tenendo sempre d’occhio il modello verso cui tende questa nuova “industria del calcio”. Importante è focalizzare da subito i diversi modelli gestionali (associazioni e poi società per azioni) su cui sono ricadute le scelte dei club, talvolta per esigenze di economicità e talvolta per imposizione normativa; saranno quindi analizzati gli elementi caratterizzanti il panorama competitivo non solo a livello locale, ma anche a livello europeo, dato che il calcio è senza dubbio lo sport maggiormente praticato nel vecchio continente.

Sono presenti, inoltre, spunti per l’analisi della gestione di una società di calcio vagliandone tutti quegli elementi che sono alla base della condotta gestionale: analisi delle strategie, dei fattori critici di successo e di rischio, valutazione degli elementi positivamente e negativamente correlati con la gestione, richiami agli aspetti rilevanti della contabilità di una squadra di calcio. Il fulcro dell’analisi è il legame tra successo sportivo ed economico che spesso risulta determinante, per non dire essenziale, per la riuscita di una buona politica gestionale di un club: il successo nell’ambito sportivo si ripercuote positivamente anche su quello finanziario della squadra ed allo stesso modo le vicissitudini societarie di carattere economico, spesso influenzano il buon gioco e si assiste, così, ad un pericoloso “inquinamento”, anche se in realtà non può essere matematicamente comprovata una relazione tra gestione economica e sportiva.
Tale inquinamento può avere dei risvolti negativi ma allo stesso modo positivi, provvedendo ad innescare un circolo virtuoso o vizioso, a seconda dei casi, che ha un’influenza forte sulla gestione della società oggetto.
Il lavoro va a considerare gli aspetti distintivi di natura economico-finanziaria dei club per poter analizzare se esiste questo legame, dandone prova con una serie di analisi di tipo statistico circa le relazioni tra variabili di tipo economico (spesa per trasferimento dei giocatori, spesa per ingaggi, ricavi) e variabili legate all’alea sportiva (successo sportivo, posizione raggiunta in campionato).

La parte finale del lavoro è occupata dal trasferimento in termini pratici dell’analisi teorica compiuta, attraverso la presentazione dei casi di studio Juventus FC ed Ascoli Calcio 1898.

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Introduzione 1 Introduzione Nel linguaggio manageriale lo sport agonistico è usato come metafora della competizione di natura economica e, in effetti, molte sono le similarità tra i due campi, ma spesso gli aspetti economici dello sport sono stati considerati con sufficienza come se fossero aspetti marginali. Nel calcio come negli altri sport, si è sempre saputo ed accettato pacificamente che dietro la costruzione dello spettacolo ci fosse un “giro” di denaro che faceva e fa funzionare bene tutto il meccanismo, ma, un po’ per il voler credere (o illudersi) che la cosa più importante sia il gioco, un po’ per non rischiare di offuscare la passione sportiva con sterili analisi numeriche, si è teso ad ignorare l’influenza dominante che il denaro può avere su quello che una volta era un semplice gioco. Da parte degli stessi club, infatti, il continuo crescendo di interessi ha fatto perdere di vista dei valori importanti come quello del semplice divertimento, rimpiazzato da logiche di lucro, sogni di guadagni finanziari. Per questo, oramai, di quell'antico spirito goliardico ne rimane ben poco. Il business che si è sviluppato attorno al mondo del pallone ha finito per spostare l’attenzione dall’aspetto sportivo a quello economico ed è divenuto tanto grande che sempre più uomini d’affari vi hanno colto opportunità di guadagno non indifferenti (anche se spesso sono rimaste opportunità non colte), le quali unite alla volontà di voler combinare a tutti i costi risultati sportivi ed economici, ha innescato una spirale autodistruttiva. A ben guardare, comunque, questa tendenza al lucro è stata importata dall’estero dove una mentalità economica ha trovato espressione profonda nella gestione di una squadra di calcio come fosse una qualsiasi impresa commerciale: in Inghilterra, ad esempio, già da molti anni i club si danno battaglia anche su campi finanziari oltre che sportivi, creano e sfruttano un brand ad alto impatto economico, adottano modelli gestionali molto vicini alle normali società commerciali perchè, in fondo, è questo che le squadre stanno diventando. Tra politiche di marketing, merchandising, campagne pubblicitarie e sponsorizzazioni ultramiliardarie, delle vecchie società che vivevano per la gioia dei tifosi più che per le tasche dei presidenti, non ce ne sono più. Le società calcistiche, infatti, oggi sono delle vere e proprie società per azioni con tanto di azionisti e stakeholders, la cui gestione richiede una dose di “managerialismo” sempre maggiore, tanto che guidare una società di calcio sta diventando sempre più come gestire una qualsiasi altra impresa con l’eccezione, naturalmente, per il tipo di attività svolta.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Romolo Liguori Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5541 click dal 19/06/2006.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.