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Filosofia come autobiografia: la vita in cammino di María Zambrano

La tesi si occupa della confessione in e di María Zambrano, filosofa spagnola che ha vissuto tutto il Novecento. Analizza il modo in cui la pensatrice ha teorizzato la confessione, una forma di sapere concreto e operativo tipica dell’Occidente nelle epoche di crisi. Un sapere in relazione, che si traduce in un metodo capace di unire, di riconciliare tra loro filosofia e vita; un sapere di cui una persona (ma anche un’ epoca storica) ha bisogno in un particolare momento della sua vita per riscattare il passato. Per ricostituirsi, rinascere attraverso la memoria che porta a vedere in modo nuovo quanto si è vissuto. Chi si confessa quindi non si racconta con l’intento di esibirsi ma per chiarire la propria vita, in modo da offrire all’altro la possibilità di rifare su di sé lo stesso percorso e di superare, attraverso quella verità che nasce nell’interiorità e si rende evidente nella condivisione, la frammentarietà della propria esistenza.
Ma nello stesso tempo la tesi analizza anche la personale confessione di María Zambrano che, nelle sue numerose opere, si racconta - e racconta la sua epoca - cercando con il lettore questa stessa condivisione.
Nell’introduzione si è cercato di inquadrare il tema della confessione nel pensiero di Zambrano, un pensiero che rifugge da ogni sistematicità e da una dimensione puramente razionale per recuperare il sentire e l’interezza dell’uomo, per rivendicare alla ragione quella dimensione di passività che si traduce nell’accogliere, attraverso la pietà, tutto ciò che è altro. E’ un pensiero che si affida ad un tipo di scrittura capace di comunicare con il lettore, come è quello della confessione, una scrittura che caratterizza anche altri generi intermedi tra filosofia e letteratura: le guide, le epistole, i trattati.
Nei sei capitoli del lavoro viene sviluppata, con continui rimandi teoretici, l’analisi di altrettanti nuclei della vita di María Zambrano così come lei l’ha confessata nelle sue opere: gli anni dell’infanzia, il rapporto appassionato e contrastato con la filosofia, la passione politica, il legame con la Spagna, l’esperienza drammatica ma irrinunciabile dell’esilio, la dimensione degli affetti. Il passaggio, assolutamente naturale, armonico, dal piano biografico a quello teoretico, è la migliore dimostrazione del modo della pensatrice spagnola di concepire la filosofia: un pensiero di cui la vita ha bisogno, in grado di offrirle una verità che possa trasformarla senza umiliarla.

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4 4 Introduzione. «La vita ha bisogno della parola; se fosse sufficiente vivere, non si penserebbe, se si pensa è perché la vita ha bisogno della parola, della parola che sia il suo specchio, della parola che la rischiari, della parola che la potenzi, che la innalzi e al tempo stesso dichiari il proprio fallimento» 1 . Così María Zambrano inizia un’intervista intitolata emblematicamente “Quasi un’autobiografia” nella quale, dopo aver dichiarato la sua difficoltà a parlare di sé e auspicato un Cervantes che la riveli a se stessa allo stesso modo in cui lo ha fatto con Sancho, ricostruisce il senso della sua vicenda di donna e di pensatrice anche attraverso alcune pennellate, episodi che definisce insignificanti e rivelatori allo stesso tempo. La scelta di occuparsi del tema dell’autobiografia, di confessioni proprie ed altrui, è per María Zambrano una conseguenza diretta del proprio modo di intendere la filosofia. Non un sistema, chiuso nel suo rigore di pensiero puramente razionale, ma un cammino di vita che dia voce all’interezza della persona, anche nei suoi aspetti più umili e trascurati e nella materialità del corpo, verità operante che possa dare unità alla confusione e dispersione di ogni vita senza cancellarne la ricchezza, senza sacrificarne l’intensità che si nutre anche di contraddizioni. Ne consegue che la realtà non può essere analizzata solo alla luce dei principi di una logica fredda e astratta, incapace di comprendere il logos che scorre nelle viscere, di ritrovare la sostanza e il calore di tutto quello che gli uomini sentono e patiscono nella loro vita 1 María Zambrano, A modo de autobiografia, in “Compluteca”, Alcala de Henares, 1989, tr. it. di Elena Laurenzi, Quasi un’autobiografia, in «Aut aut» 279 (1997) da p. 125 a p. 134, la citazione è a p. 125.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicoletta Daldoss Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.