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L’aspirazione dell’amministrazione al risultato. Il percorso verso l'efficienza

La presente tesi ha per oggetto uno degli aspetti che ha caratterizzato il processo di riforma delle pubbliche amministrazioni iniziato più di quindici anni fa e che possiamo considerare ancora in corso: l’efficienza e il raggiungimento del risultato.
Il lavoro si divide essenzialmente in due parti ed in tre capitoli: nella prima parte è trattato il nuovo modello di amministrazione di risultato (2° capitolo), il relativo significato elaborato in proposito dai numerosi autori che hanno dedicato al risultato e all’amministrazione di risultato parte del loro lavoro; si è cercato, così, di dare una definizione a tale formula che può essere considerata rivoluzionaria di gran parte del pensiero riguardante l’amministrazione pubblica intesa sia in riferimento alla sua organizzazione, ma, soprattutto, alla sua funzione, ai suoi obiettivi e all’attività che essa svolge e a come la svolge. La trattazione dell’amministrazione di risultato è preceduta da una discussione sulla nozione di efficienza che affonda le sue radici nel principio costituzionale di buon andamento della pubblica amministrazione sancito dall’art. 97 della Costituzione (1° capitolo). E’ a quest’ultimo principio che viene dedicata la parte iniziale della tesi, nel ricordo dei lavori avviati per la redazione della Carta costituzionale che posero tale principio in una posizione marginale, quasi un opzione dell’attività della pubblica amministrazione. Nella seconda parte è rappresentato l’esempio di un’amministrazione pubblica sotto il profilo dell’efficienza e del risultato: l’amministrazione universitaria. Vengono affrontati i temi dell’organizzazione, degli strumenti adottati e dei progetti realizzati, o in corso di realizzazione per il raggiungimento dell’efficienza, del nuovo sistema dei controlli e della valutazione. Attraverso tale percorso si è cercato di riflettere su come l’università può essere valutata, di quali risultati si può parlare quando si discute di un’istituzione che, forse più di tante altre, può essere considerata lontana da “principi aziendalistici”.

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3 Introduzione Negli ultimi quindici anni le pubbliche amministrazioni sono state al centro, e lo sono tutt’oggi, di un processo di riforma e cambiamento che ha riguardato sia i modelli organizzativi che il modo di pensare e di gestire i rapporti con l’esterno e all’interno. In poche parole, tutta l’organizzazione pubblica. Numerosi interventi legislativi si sono susseguiti nel tempo con un obiettivo unico e preponderante: migliorare e rinnovare le pubbliche amministrazioni, tanto che la formula “riforma della pubblica amministrazione” è diventata uno slogan. Un vero e proprio processo di ammodernamento della pubblica amministrazione iniziato negli anni novanta come una rivoluzione che sta trasformando il sistema amministrativo italiano per renderlo più efficiente e in linea con i sistemi amministrativi delle pubbliche amministrazioni degli altri Stati europei. Le riforme degli anni novanta, fino a quelle più recenti, investono organizzazione, azione, pubblico impiego e dirigenza, controlli, amministrazione locale e distribuzione delle attribuzioni tra i soggetti pubblici. Si afferma la distinzione tra politica e amministrazione, si affermano i principi di accesso, partecipazione, trasparenza, pubblicità, efficacia, economicità, efficienza, qualità, responsabilità, snellimento, privatizzazione, si discute di nuova dirigenza, managerializzazione, valutazione e nuovi controlli interni ed esterni sui risultati, decentramento ecc. E’ emerso, così, un nuovo rapporto tra pubblico e privato e tra cittadini e pubblica amministrazione. Il cittadino, che prima doveva “subire” le scelte della pubblica amministrazione come un “suddito” della stessa, confinato in una posizione di soggetto passivo, è oggi diventato soggetto attivo, che partecipa e interviene al procedimento amministrativo per il raggiungimento di una soluzione concordata dello stesso. Si è passati, così, da un atteggiamento di supremazia della pubblica amministrazione ad un’amministrazione per accordi; la pubblica amministrazione deve adeguarsi alle esigenze dei cittadini e della collettività e fornire un servizio pubblico il più corrispondente possibile a tali esigenze. In questo processo di riforma hanno svolto un ruolo determinante anche lo sviluppo delle tecnologie informatiche, la semplificazione amministrativa e la comunicazione pubblica. Per capire, è sufficiente tornare indietro di dieci o più anni, pensare ai modi in cui operava la pubblica amministrazione, ai tempi, alla carta che regnava sovrana e incontrastata, alla mancanza di una rete di informazione capillare, veloce, alla totale carenza di strumenti informatici. Non si può negare l’importanza delle pubbliche amministrazioni per il ruolo essenziale che svolgono nella vita di ciascun individuo e dell’intera collettività; ogni giorno, delle centinaia di azioni che compiamo, molte di queste le svolgiamo grazie alla pubblica amministrazione perché è troppo onnipresente per affermare il contrario.TP 1 PT Gli scritti in proposito sono molteplici, le discussioni sul rinnovamento sono numerose arricchendo notevolmente la letteratura giuridica, economica e sociologica. Molti concetti ora entrati nell’organizzazione delle pubbliche amministrazioni erano, prima, riferimenti e obiettivi delle sole aziende private che operano in una situazione di elevato interesse verso il miglioramento indispensabile per il loro buon funzionamento e per il raggiungimento del risultato. Le pubbliche amministrazioni, però, non sono equiparabili alle imprese che svolgono la loro attività in una situazione di mercato che diviene parametro di riferimento per il conseguimento degli obiettivi preposti e del TP 1 PT CAMMELLI M., La pubblica amministrazione, Bologna, 2004, p. 7.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Simona Labieni Contatta »

Composta da 103 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.