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Il ruolo del sistema motorio nella comprensione del linguaggio scritto

Informazioni tesi

  Autore: Maria Diletta Poti'
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Lucia Riggio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 111

Nell'area F5 è stata scoperta una classe di neuroni con proprietà motorie e con caratteristiche visive del tutto peculiari (Gallese et al., 1996, Rizzolatti et al 1996): i neuroni specchio. Questa particolare classe di neuroni si attiva in risposta ad una certa azione sia quando essa è osservata sia quando è eseguita.
Anche nell' uomo esiste un sistema di neuroni specchio che è organizzato in maniera somatotopica (Buccino et al., 2001; Wheaton et al, 2004; Sakreida et al., 2005).
I neuroni specchio sono implicati nella comprensione dei gesti altrui, nell¡¯apprendimento per imitazione e sono coinvolti nella comprensione del linguaggio.
Il linguaggio è una capacità esclusiva dell'uomo. I modelli psicolinguistici individuano tre livelli di linguaggio: il livello fonologico, semantico-lessicale e sintattico-grammaticale.
In questa sede verrà analizzato il livello semantico-lessicale che si riferisce alla conoscenza del significato delle parole o alle informazioni che vengono espresse nelle frasi.
Diversi studi hanno evidenziato che il sistema dei neuroni specchio è implicato nell`acquisizione del linguaggio (Rizzolatti e Arbib, 1998) e più recentemente nella comprensione del linguaggio (Purverm¨¹ller et al., 2001).
Questo lavoro parte da uno studio combinato TMS e comportamentale (Buccino et al., 2005) i cui risultati mostrano una modulazione del sistema motorio durante l'ascolto di frasi di contenuto motorio. L'aspetto innovativo di questa tesi è verificare se il sistema motorio sia modulato anche durante la lettura di frasi di contenuto motorio in cui il processamento semantico è indispensabile per la corretta esecuzione del compito sperimentale. Per verificare questa ipotesi sono stati condotti due esperimenti (campione: 20 soggetti per esperimento, di nazionalità italiana e destrimani) di tipo comportamentale utilizzando come variabile dipendente il tempo di reazione.
Nel primo esperimento gli stimoli erano ottanta: 20 frasi di contenuto astratto proposte due volte, (es. amava la moglie), venti che indicano un movimento in cui è implicata la mano (es. lanciava la palla) e le restanti venti movimenti di piede (es. saliva la cima). Compito del soggetto era di rispondere solo alle frasi di contenuto motorio (RT go/no-go) rendendo necessaria la decodificazione semantica della frase per risolvere il compito.
Per ogni partecipante è stata calcolata la mediana dei tempi di reazione in relazione alle frasi di mano e di piede. Sulle mediane ¨¨ stato effettuato un t-test per dati appaiati ad una coda. Il livello di significatività, è stato fissato ad ¦Á=0.05 in tutte le analisi di entrambi gli esperimenti. L'analisi svolta mostra che le frasi di mano portano a risposte più lente rispetto alle frasi di piede (p<0.03); con una differenza dei tempi di risposta tra le frasi di mano (698 ms) e le frasi di piede (671 ms) di 27 ms.
Nel secondo esperimento oltre ai suddetti stimoli (frasi di mano, piede e astratte) sono stati aggiunte venti frasi di contenuto motorio implicanti movimenti della bocca (es. mangiava la mela) per un totale di centoventi frasi. Anche in questo esperimento il soggetto doveva rispondere solo alle frasi di moto, rendendo in tal modo necessaria un¡¯elaborazione semantica delle singole frasi.
Per ogni partecipante è stata calcolata la mediana dei tempi di reazione in relazione alle frasi di mano, di piede e di bocca. Sulle mediane ottenute è stata svolta un'analisi della varianza (ANOVA), con il tipo di frase (azioni coinvolgenti la mano, il piede e la bocca) come fattore entro i soggetti. Dall'analisi svolta non si rilevano differenze statisticamente significative (p= 0.507) tra le frasi di mano (719 ms.), di piede (713 ms.) e di bocca (707 ms.), evidenziando anche in questo caso risposte pi¨´ lente nelle frasi di mano.
Per evidenziare una possibile differenza tra i risultati dei due esperimenti è stata eseguita un'ulteriore Analisi della varianza tra il primo e il secondo esperimento omettendo le frasi di bocca del secondo esperimento. E' stato considerato il tipo di frase come fattore entro i soggetti e l'esperimento (1 vs 2) come fattore tra i soggetti. Dall'analisi svolta emerge che l'unica fonte significativa è il fattore principale Frase (p < 0,04).
Lo scopo della presente tesi era di confermare la modulazione del sistema motorio oltre che durante l'ascolto, anche durante il processo di lettura di frasi di movimento in relazione alla mano, al piede e alla bocca. L'analisi statistica dei dati ha mostrato in entrambi gli esperimenti che i tempi di reazione della lettura di frasi che implicano un movimento della mano sono più lenti rispetto ai tempi di reazione delle frasi di piede e di bocca. I dati sperimentali consentono di affermare che la comprensione semantica di frasi d¡¯azione porti ad un coinvolgimento del sistema motorio, che è specifico dell'effettore coinvolto nell'azione letta, a riprova di una probabile simulazione interna dell¡¯azione stessa.

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Capitolo 1 -IL LINGUAGGIO- Il linguaggio è la “facoltà dell’uomo di comunicare ed esprimersi per mezzo di suoni articolati, organizzati in parole, atte a individuare immagini e a distinguere rapporti secondo convenzioni implicite, varie nel tempo e nello spazio” (Dizionario della lingua italiana G. Devoto, G. Oli, 1995). Il linguaggio umano assume specifiche caratteristiche non riscontrabili in altre forme comunicative e si articola in: • Forma: è composto da un numero limitato di suoni che si succedono in ordine prevedibile che ne segnala il contenuto. Nel mondo si parlano diverse lingue, ognuna impiega un numero limitato di suoni rispetto a quelli che un essere umano potrebbe emettere, e non tutte le lingue utilizzano il medesimo gruppo di suoni. I suoni che compongono il linguaggio sono propriamente detti “fonemi” e rappresentano le più piccole differenze di suono che un uomo è in grado di distinguere ( ad es. i suoni d e t ). • Contenuto: il linguaggio differisce dalla semplice comunicazione mediante segni in quanto possiede un contenuto emotivo rafforzato da mezzi differenti di comunicazione linguistica , quali il tono della voce , i gesti e la mimica facciale; in particolare nel linguaggio umano si individuano due ulteriori livelli strutturali: 1. Morfologia: la combinazione dei diversi fonemi per creare le parole; 2. Grammatica : insieme di regole che consente di combinare diverse parole per costruire le frasi.

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