Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il bestiario nella leggenda aurea: santi e animali tra agiografia e folklore

La tesi si propone di analizzare il rapporto tra santi e animali all’interno della Leggenda Aurea. L’intento del lavoro è di focalizzare l’attenzione sul simbolismo nella leggenda agiografica, esaminandone l’aspetto inerente alla commistura di elementi cristiani e folklorici per quanto riguarda il rapporto tra santi e animali in alcune vite tratte dalla Leggenda Aurea, la raccolta agiografica compilata nel XIII sec. dal domenicano Jacopo da Varazze. Attraverso l’analisi del bestiario ricavato dal testo, comparato con altri bestiari medievali, e tramite il confronto tra i temi folklorici che emergono da tale analisi e quelli propri della tradizione popolare, si delinea un percorso di lettura del testo agiografico che verte sulla considerazione che l’universo di simboli in cui si trovava immerso l’uomo medievale, se da un lato rimandava ad una divinità imperscrutabile ed onnipresente, dall’altro era saldamente ancorato ad una dimensione atavica dell’immaginario collettivo.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE Il XII secolo non vede solo un momento di rinascita culturale e l’affermarsi dei primi centri comunali cittadini, ma segna anche, per certi versi, un punto d’arrivo della cultura medievale. A partire dall’XI secolo, con la graduale ripresa dell’attività commerciale, inizia in Europa un processo di sviluppo economico che porterà alla formazione di un ceto mercantile che difficilmente riuscirà ad inserirsi nella rigida gerarchia sociale propria del feudalesimo, creando cosi un conflitto acuito dalle sempre maggiori pretese autonomistiche dei centri urbani in continua espansione. Questa tensione che investe gli antichi modelli feudali, non mancherà di esprimersi anche sul versante culturale e filosofico con il sorgere delle prime università (favorendo così l’espansione della cultura laica) e di una concezione nuova della ragione e della natura che vedrà nei maestri di Chartres i suoi principali interpreti. Tutto l’apparato filosofico formatosi nell’Altomedioevo viene riletto in una luce nuova (sotto la spinta della diffusione in Occidente dei testi aristotelici nel XIII sec) si sviluppa un’idea della natura come nuovo oggetto di indagine della ragione, sottolineando l’importanza, per l’uomo di fede, di ricercare le cause e i meccanismi che portano alla formazione delle cose. In un quadro di questo tipo, si inseriscono le esperienze dei vari movimenti riformatori che fioriscono nel XIII secolo e contribuirono non poco alla lotta del Papato contro le eresie che sempre più numerose sorgevano in ogni parte d’Europa. Nel Duecento, la Chiesa usciva da

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sarah Katooki Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5828 click dal 04/09/2006.

 

Consultata integralmente 6 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.