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L'Inglese nei quotidiani italiani

Informazioni tesi

  Autore: Cristina Gatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Rosa Pugliese
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100


Il presente lavoro analizza l’apporto dei termini inglesi all’italiano scritto di alcuni quotidiani italiani e ne valuta la dimensione lessicale, semantica e l’uso, che tali anglicismi hanno assunto nel linguaggio della stampa. La ricerca si basa principalmente sull’interrogazione di due corpora in formato elettronico: La Repubblica e CORIS/CODIS.
Il primo corpus, creato dalla Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (SSLMIT) dell’Università Di Bologna, comprende tutti gli articoli del quotidiano nazionale italiano La Repubblica dal 1985 al 2000, per un totale di circa 380 milioni di parole.
Il corpus CORIS/CODIS (Corpus di Riferimento dell’Italiano Scritto), elaborato dal Centro Interfacoltà di Linguistica Teorica e Applicata (CILTA) dell’Università di Bologna, costituisce un corpus generale di riferimento dell’italiano scritto, ben dimensionato e rappresentativo. Esso raccoglie testi autentici e ricorrenti nell’uso, in formato elettronico per un totale di circa 100 milioni di parole ed è affiancato dal progetto CODIS, Corpus Dinamico dell’Italiano Scritto. Quest’ultimo è suddiviso in diversi sottocorpora che consentono allo studioso di circoscrivere la ricerca solo agli ambiti d’interesse. Per quanto riguarda il presente studio, si è scelto il sottocorpora “STAMPA” costituito da circa 20 milioni di parole.
In aggiunta ai menzionati due corpora si è provveduto inoltre all’elaborazione, in formato elettronico, di un corpus originale di italiano scritto, non annotato, contenente tutti gli articoli del quotidiano italiano l’Avvenire dall’anno 2001 all’anno 2004 per un totale di circa 75 milioni di parole.
Nel primo capitolo del presente studio si descrive il prestito linguistico come fenomeno di contatto tra lingue. In particolare, nella prima parte si discute l’influenza dell’inglese nella lingua italiana, delineando le posizioni di alcuni linguisti nei confronti di tale fenomeno. La seconda parte definisce il prestito linguistico, come uno degli eventi più produttivi nell’arricchimento di una lingua, ed elenca alcune tra le più diffuse classificazioni tipologiche operate dagli studiosi che si sono dedicati allo studio dell’interferenza e dei suoi derivati. Una terza ed ultima parte descrive brevemente le caratteristiche del linguaggio giornalistico.
Il secondo capitolo, incentrato sulla Linguistica dei corpora, definisce la materia ed evidenzia le reazioni e polemiche nate durante lo sviluppo di questo ramo della ricerca. Inoltre esso precisa la natura di un corpus e le sue peculiari caratteristiche e potenzialità.
Il terzo capitolo inizia descrivendo i corpora adottati per la ricerca, spiegando anche le ragioni di tale scelta. Segue, la descrizione di tutte le fasi dello studio e degli strumenti utilizzati. Inizialmente si delinea il percorso seguito per la creazione della lista dei 101 prestiti analizzati, suddivisi in sostantivi semplici, composti, aggettivi e verbi. Successivamente, si descrive il processo di interrogazione dei 101 termini inglesi all’interno dei tre diversi corpora (La Repubblica, CORIS/CODIS e Avvenire), attraverso l’utilizzo di repertori lessicografici e del software WordSmith versione 3.0. In questa fase abbiamo esaminato la frequenza e l’uso di ciascun elemento all’interno dei corpora e verificato se essi erano parte di composti o erano solo prestiti integrali. Allo stesso tempo, abbiamo eseguito un confronto tra i dati ottenuti dai corpora ed i repertori lessicografici italiani ed inglesi, tra i quali abbiamo utilizzato per la lingua italiana il Grande dizionario italiano dell’uso 2003, curato da Tullio de Mauro, e edito dalla casa editrice di Torino UTET, e per la lingua inglese l’Oxford Advanced Learner’s Dictionary 2005, edito dalla casa editrice Oxford University Press. Nei casi in cui le informazioni ottenute dai dizionari cartacei non erano sufficienti abbiamo compiuto ricerche usando vocabolari ed enciclopedie online.
È stato così possibile analizzare ognuno dei 101 prestiti, accertare il loro livello di diffusione in italiano, verificare gli eventuali cambiamenti sia di tipo grafico sia semantico e controllare la presenza di veri o falsi anglicismi, di neoformazioni o di prestiti recenti non ancora registrati nei dizionari.
In ultimo, il terzo capitolo, mostra il processo di elaborazione, per ogni singolo prestito, di una scheda, (Appendice B), la quale contiene tutte le informazioni riguardanti il termine in esame e le annotazioni sul suo comportamento.
Il quarto ed ultimo capitolo, contiene tutte le schede, disposte in ordine alfabetico, dei 101 prestiti analizzati, un commento dei risultati ottenuti e dei casi più rilevanti.



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10 Introduzione Il presente lavoro è una ricerca, a carattere semantico-lessicale, sull’utilizzo di “prestiti integrali” dall’inglese nei quotidiani italiani, per individuare il significato ed i contesti d’uso degli anglicismi più frequenti. Si è deciso di focalizzare l’attenzione sui quotidiani italiani, poiché la stampa in generale rappresenta un mezzo di comunicazione in cui confluiscono diversi sottocodici -politico, economico, scientifico, finanziario- di cui il giornalista si serve per trasmettere notizie di diversa provenienza. Il quotidiano è perciò uno strumento di trasmissione aperto a tutti gli influssi linguistici ed è luogo di scambio tra lingua parlata e scritta. Il linguaggio dei giornali italiani attinge anche a termini inglesi, a causa dell’intenso contatto culturale e linguistico con la tradizione angloamericana. Se, infatti, in passato il francese, secondo una tradizione ben documentata, ha fornito i modelli per le repliche italiane, oggi il ruolo di lingua di prestigio è svolto dall’inglese che è pertanto fonte preziosa e inesauribile di modelli per la formulazione di prestiti linguistici, di innovativi processi di formazione della parola e di neologismi. L’analisi è condotta su tre diversi corpora giornalistici risalenti a tre diverse fasce temporali, al fine di seguire il percorso evolutivo della lingua italiana: 1- corpus La Repubblica, annate di pubblicazione 1985-2000, circa 380.000.000 milioni di parole; 2- CORIS/CODIS iniziato nel 1998, in particolare il sottocorpora STAMPA composto di circa 20.000.000 milioni di parole; 3- le pubblicazioni delle annate dal 2001 al 2004 della testata giornalistica italiana Avvenire per un totale di 75 milioni e 230 mila parole. Questo tipo di ricerca rientra in un ramo di recente sviluppo della linguistica chiamato corpus linguistics o linguistica dei corpora. L’uso dei corpora nello studio del linguaggio consente di fare osservazioni oggettive, ottenere in altre parole dati empirici che potranno, per esempio, essere usati in lessicografia, nella compilazione dei dizionari, nella sociolinguistica, nell’insegnamento. In particolare, lo studio della lingua ha tratto innumerevoli vantaggi

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