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Sviluppo di metodi in flusso per la determinazione di traccianti ambientali in matrici reali

La ricerca si è rivolta allo sviluppo di metodiche in flusso per la determinazione di traccianti ambientali in campioni reali provenienti sia da aree fortemente antropizzate (città di Firenze) e mediamente antropizzate (Appennino, Alpi) che da aree remote (continente antartico).
Nell’ambito dello studio delle fonti principali dell’aerosol atmosferico in vari ecosistemi, sono stati considerati parametri chimici usati come traccianti ambientali (fonte fotochimica e fonte crostale).
In un primo momento sono stati affrontati H2O2 e HCHO, traccianti di origine fotochimica. In particolare è stato sviluppato un metodo spettrofluorimetrico per la determinazione di HCHO anche a concentrazioni inferiori a 1 g/l.
In seguito sono stati messi a punto un metodo spettrofluorimetrico per la determinazione dell’Al ed un metodo spettrofotometrico per la determinazione del Fe, tuttora in via di ottimizzazione.

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1 1-INTRODUZIONE Questa ricerca è volta allo sviluppo di metodiche in flusso per la determinazione di traccianti ambientali in campioni reali provenienti sia da aree fortemente antropizzate (città di Firenze) e mediamente antropizzate (Alpi ed Appennini), che da aree remote (continente antartico). Per la posizione geografica, le caratteristiche fisiche, la distanza dalle fonti di inquinamento e la quasi totale assenza di perturbazioni antropiche, l’Antartide costituisce un luogo privilegiato per la conoscenza globale del pianeta. Le calotte glaciali antartiche rappresentano la maggiore concentrazione di acqua dolce del mondo e regolano da circa 15 milioni di anni il bilancio termico della Terra, costituendo la sorgente fredda del sistema termodinamico globale. L’Antartide esercita quindi una profonda influenza sul clima dell’emisfero meridionale e globale, sulla circolazione atmosferica, sulla temperatura e la circolazione profonda degli oceani, interferendo indirettamente con tutti gli ecosistemi marini e terrestri. Le calotte glaciali (ice sheet) della Groenlandia e soprattutto dell’Antartide sono veri e propri archivi naturali del clima poiché conservano le originali caratteristiche chimico-fisiche dell’aerosol atmosferico memorizzato nelle precipitazioni nevose accumulatesi anno dopo anno (Lorius and Oeschger, 1994). Attraverso il loro esame è possibile ricostruire le condizioni climatiche per le epoche passate, i cambiamenti della composizione atmosferica e i bilanci di massa delle calotte antartiche. Nei ghiacci sono conservate inoltre polveri di eruzioni vulcaniche vicine e lontane, particelle di origine terrestre (pollini, sostanze inquinanti, ricadute di esplosioni nucleari, ecc.) ed extraterrestre (es. meteoriti). Mediante perforazioni sono stati studiati i mutamenti avvenuti nel corso degli ultimi 500.000 anni, evidenziando la stretta interdipendenza tra variazioni di temperatura e variazioni dei così detti “gas serra” (CO 2 e CH 4 ) e della circolazione atmosferica, a sua volta connessa con la circolazione oceanica. Tutte queste informazioni, unite a quelle ottenibili da altri settori di ricerca (geologia, biologia, ecc.), permettono di procedere nella comprensione dei meccanismi delle glaciazioni e, più in generale, dei cambiamenti climatici che hanno caratterizzato la storia recente del pianeta.

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Dipartimento di Sanità Pubblica e Chimica Analitic

Autore: Ombretta Largiuni Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 471 click dal 25/07/2006.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.