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''The East is full of secrets''. La visione dell'Oriente nei testi di viaggio di Gertrude Bell

La tesi analizza i testi di viaggio "Persian Pictures" e "The Desert and the Sown" scritti da Gertrude Bell in viaggi compiuti in Medio Oriente tra il 1899 e il 1916. Collegando l'analisi letteraria della letteratura da viaggio inglese in epoca tarda vittoriana con, da un lato, la prospettiva antropologica volta ad analizzare l'orientalismo e, dall'altro, quella poststrutturalista volta ad un'indagine retroattiva sul femminismo, la trattazione fa emergere vicinanze e dissonanze fra i lavori dell Bell e quelli di uomini e donne contemporanei e offre un quadro generale sulla visione dell'Oriente nell'Inghilterra tardo vittoriana.

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6 INTRODUZIONE Il viaggio è da sempre uno spazio in cui si intrecciano a vari livelli identità e alterità e la letteratura di viaggio, a sua volta, può essere considerata come espressione concreta di quest’esperienza e delle sue conseguenze, ma è anche, al contempo, un genere letterario soggetto a canoni a cui la descrizione di quell’alterità è sottoposta. Attraverso questa trattazione ho potuto approfondire tematiche di mio interesse personale ed evidenziare le situazioni contingenti che contribuiscono a creare il tipo di sguardo con cui il viaggiatore guarda al mondo e a sé stesso. Il tema della presente trattazione è un’indagine volta ad analizzare l’immagine dell’Oriente trasmessa dai testi di viaggio di Gertrude Bell, scrittrice inglese a cavallo del Novecento che viaggiò intensamente in Medio Oriente. Scrittrice, traduttrice letteraria dal persiano, ottima conoscitrice di arabo e turco, Gertrude Bell oltre che nota archeologa divenne ben presto un’esperta preziosa per l’Impero Britannico che si affacciava alla prima guerra mondiale contro un Impero Ottomano oramai in decadenza. Tuttavia, la presente trattazione si concentrerà prevalentemente su due testi cronologicamente lontani dal diretto coinvolgimenti dell’autrice con l’Arab Bureau, in quanto più che al ruolo politico svolto dall’autrice in un preciso contesto storico, si è voluto dare risalto alla copiosa presenza nelle sue opere di elementi corrispondenti alla diffusa visione dell’Oriente nell’epoca tardo vittoriana e quella edoardiana ed evidenziare eventuali differenze. Ne risulta come la visione della Bell non figuri come particolarmente dissimile dal contesto culturale da cui nasce: rientra a ragione fra gli autori che Edward Said, nel suo Orientalismo, considera promotori di un’immagine distorta di un indefinito quanto esteso territorio noto come Oriente. Immagine che Said, come si vedrà, considera appositamente costruita dall’Impero coloniale.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Bertazzon Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.