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La Corporate Governance per imprese ad alta leva finanziaria, peculiarità nel rapporto azionisti-creditori

E’ facilmente constatabile che nella realtà aziendale i soggetti agiscono in condizioni di incertezza, vista l’informazione non perfetta circa gli andamenti delle variabili interne ed esterne dell’impresa.

Tale situazione di “incertezza” deriva sia dalla mutevolezza e complessità dell’ambiente, sia dalla condizione di razionalità limitata dei soggetti stessi.

A causa di tali condizioni, nel momento di stipulare un qualunque tipo di contratto, le variabili che influiscono sull’incertezza tra le due controparti assumono una rilevanza non marginale.

I meccanismi di Corporate Governance dovrebbero, almeno in linea teorica, prevenire e tentare di correggere ex-ante tutte le possibili forme di contrasto tra le controparti[...]In senso stretto, il termine CG è solito riferirsi al sistema di strumenti e meccanismi da porre in essere affinché gli azionisti non coinvolti nella gestione possano valutare l’operato dei soggetti amministratori al fine di proteggere il proprio investimento, ovvero in maniera da favorire l’allineamento degli interessi del soggetto economico con quelli degli azionisti.

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Sommario 1 Sommario L’impresa, nella sua accezione più allargata se non altro, rappresenta il punto di convergenza di molteplici interessi. Anche per questo la sua esistenza non ha importanza solo dal punto di vista privatistico, ma anche pubblicistico. La possibilità di instaurare un insieme di relazioni tra le varie classi di portatori di interessi è perciò un fatto positivo e creatore di valore. L’impresa diviene quindi un punto d’incontro. Il vantaggio della cooperazione, al fine della creazione di valore destinato a tutti i partecipanti, deve tuttavia essere considerato insieme ad una caratteristica insita nella natura umana: il raggiungimento dei propri interessi. Ammettere, perciò, che l’impresa sia il fulcro intorno al quale si crea cooperazione tra le varie classi di interessi, significa anche prevedere la possibilità che tali interessi entrino in conflitto tra loro per la gestione del potere. Il conflitto di interessi non porta mai alla creazione di nuovo valore, ma anzi al sostenimento di una serie di costi a carico spesso delle parti contrattualmente meno potenti. Il raggiungimento del potere all’interno dell’organizzazione aziendale è l’obiettivo che accomuna tutti gli stakeholders dell’impresa. La proprietà, i dipendenti, le organizzazioni sindacali, l’autorità tributaria, i finanziatori esterni, i clienti, i fornitori: queste sono solo alcune delle classi che convergono nella gestione dell’attività e che, inevitabilmente, entrano in conflitto al fine di raggiungere il maggior livello possibile di potere e garantirsi il più alto valore aziendale. La gestione strategica e operativa dell’attività viene distribuita tra i singoli gruppi di stakeholders in relazione alle diverse forme e dimensioni che l’azienda può assumere. Mentre, infatti, in una piccola impresa la gestione del potere spetta all’imprenditore-proprietario, in quanto questi è colui che rischia ed è quindi la persona maggiormente motivata alla creazione del profitto, in una impresa di più grandi dimensioni la distribuzione del potere risulta essere la conseguenza dei conflitti tra i diversi gruppi di portatori di interesse. Lo scopo di questo studio è l’analisi degli specifici conflitti di potere che nascono nelle Società per Azioni che ricorrono all’indebitamento, tra i detentori dei diritti di proprietà (gli azionisti) e i detentori dei diritti di credito (cioè i finanziatori esterni). La ricerca è anche finalizzata ad esaminare fino a che punto i conflitti di potere possono intensificarsi, con particolare attenzione al caso in cui l’impresa si trovi in situazione di crisi finanziaria o insolvenza. Quando la singola impresa o l’intero gruppo entra in crisi, i flussi di cassa derivanti dalla gestione ordinaria (operativa) non sono più sufficienti a rimborsare debiti ed interessi ed il valore di mercato del debito, in presenza di un’equity ormai azzerato, supera quello delle attività.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Riccardo Cases Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2320 click dal 18/07/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.