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Ferrara medievale: il modello digitale del terreno.

Il progetto sviluppato nella presente tesi nasce dalla esigenza di quotare con accuratezza ed omogeneità di origine gli scavi archeologici effettuati nella città di Ferrara.

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Università degli Studi di Ferrara - Facoltà di Ingegneria 1 INTRODUZIONE Il progetto sviluppato nella presente tesi nasce dalla esigenza di quotare con accuratezza ed omogeneità di origine gli scavi archeologici effettuati nella città di Ferrara, adeguatamente a quanto già fatto in altre città italiane. In seguito ad alcuni importanti ritrovamenti archeologici e sulla base di un progetto risalente ai primi anni 90, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della città di Ferrara, ha manifestato al Comune l’esigenza di disporre di un piano quotato di adeguata precisione per l’attuazione di un progetto C.A.R.T. (Carta Archeologica Rischio Territoriale). Il Comune di Ferrara in considerazione delle proprie esigenze di carattere tecnico, ha richiesto la collaborazione dell’Università degli Studi di Ferrara per la realizzazione di un Modello Digitale del Terreno (D.T.M.) della parte storicamente e altimetricamente più interessante della città, ovvero quella pre-rinascimentale; tale area si estende, all’intero della cinta muraria, a Sud del Corso della Giovecca e Viale Cavour. Nelle intenzioni dei promotori, il C.A.R.T. si propone come uno strumento non solo scientifico ma anche istituzionale mirato ad una più corretta ed efficace programmazione territoriale. Una delle finalità prioritarie del C.A.R.T. è quella di tentare una mediazione fra esigenze che per molti versi sono apparse inconciliabili, elaborando un sistema che possa essere utilizzato in maniera realmente operativa dalle pubbliche amministrazioni in fase di redazione di P.R.G. In questo modo C.A.R.T. vuole essere uno strumento di vera e propria tutela “preventiva” che permetta da un lato alla Soprintendenza di non dovere intervenire sempre e solo in condizioni di emergenza e, dall’altro, alle amministrazioni comunali e in genere a quanti operano sul territorio,di programmare gli interventi avendo a disposizione una mappa dei rischi possibili aggiornata e istituzionalmente “garantita”. Disponendo quindi della quota assoluta della superficie fisica del terreno in prossimità dei siti archeologici, sarà possibile, da parte della Soprintendenza, realizzare sezioni longitudinali della città, sul modello di quelle elaborate ad esempio a Faenza (fig. 1), nelle quali verranno indicate le stratigrafie e i profili altimetrici relative ai vari periodi storici, che risultano dalle indagini effettuate (carotaggi, penetrometrie, ecc.).

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Diego Trentini Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.