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Progettare strade sicure. Analisi dei principi di design delle rotonde e dei loro effetti sul comportamento di guida

Attualmente la rotonda è una delle soluzioni più diffuse e adottate con più frequenza per gestire le intersezioni stradali. La creazione di rotonde è diventata un intervento prioritario nel gestire la sicurezza soprattutto in ambito urbano, dove si concentra il maggior numero di incidenti stradali. L’adozione di misure in favore della sicurezza, però, presuppone che si sia in grado di riconoscere e valutare le condizioni di rischio e di intervenire su di esse. In questo ambito si sono eseguiti molti studi volti ad analizzare il fenomeno dell’incidentalità stradale e l’approccio predominante è quello di individuare nei comportamenti di guida a rischio la causa principale. Il mancato rispetto delle regole del codice della strada da parte dei conducenti è visto come il primo fattore responsabile degli incidenti stradali. La strada stessa, però, può indurre i guidatori ad adottare determinati comportamenti e occorre considerare non solo modalità di intervento mirate ad educare al corretto e cosciente uso della strada ma progettare un sistema che scoraggi azioni contrarie alla sicurezza e che faciliti l’adozione di comportamenti aderenti al codice della strada. L’approccio teorico della Cognizione Distribuita rappresenta il framework teorico della tesi ed è la chiave interpretativa dell’analisi dell’attività di guida. Questa, al pari di altre attività è un processo mentale che si basa su un equilibrio fra l’utilizzo di risorse interne ed esterne alla mente. Tutto ciò che fa parte dell’ambiente in cui l’attività di guida si svolge, influenza e modifica le modalità di elaborazione delle informazioni e, di conseguenza, il comportamento dei guidatori. La conoscenza delle regole del codice della strada, l’inclinazione più o meno forte al rispetto di tali regole e il grado di abilità nella guida non sono gli unici fattori a determinare il comportamento. Un ruolo fondamentale è svolto dall’ambiente esterno e dalle informazioni in esso presenti. Queste sono in grado di influire sulla genesi delle condizioni di rischio e, quindi, svolgono un ruolo fondamentale nel determinare il livello di sicurezza complessivo delle infrastrutture stesse. Da tali considerazioni deriva la necessità di attribuire maggiore importanza, nella progettazione delle infrastrutture per il trasporto stradale, alle caratteristiche geometriche e funzionali quale mezzo per prevenire i comportamenti a rischio e migliorare i livelli di sicurezza.

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Progettare strade sicure. Analisi dei principi di design delle rotonde e dei loro effetti sul comportamento di guida L'introduzione e lo sviluppo delle rotonde nella progettazione urbanistica Attualmente la rotonda è una delle soluzioni più diffuse e adottate con più frequenza per gestire le intersezioni stradali. In molti Paesi europei, in particolare in Francia, in Inghilterra, in Svizzera e in Olanda, le prime realizzazioni risalgono agli anni ’60 ma negli anni ’70 diventano sempre più frequenti e preferite rispetto a qualsiasi altra tipologia di intersezione. In Italia, invece, l’adozione delle rotonde inizia nei primi anni ’90 fino ad arrivare, negli ultimi anni, in alcune cittadine, all’eliminazione di tutti i semafori. Anche la città di Siena, la cui area urbana sarà oggetto di analisi e studio sul campo, manifesta un fortissimo interesse per le rotonde. I motivi che hanno determinato la scelta, sempre più diffusa, di gestire le intersezioni con le rotonde dipendono dalla possibilità di conseguire un duplice obiettivo: fluidificare il traffico ed elevare il livello di sicurezza. In alcuni Paesi europei quali Francia, Inghilterra, Svezia e Norvegia, l’utilizzo delle rotonde ha permesso di raggiungere ottimi risultati in termini di abbattimento del numero di incidenti stradali e della loro gravità. La creazione di rotonde è diventata, così, un intervento prioritario nel gestire la sicurezza soprattutto in ambito urbano, dove si concentra il maggior numero di incidenti stradali. L’adozione di misure in favore della sicurezza, però, presuppone che si sia in grado di riconoscere e valutare le condizioni di rischio e di intervenire su di esse. In questo ambito si sono eseguiti molti studi volti ad analizzare il fenomeno dell’incidentalità stradale e l’approccio predominante è quello di individuare nei comportamenti di guida a rischio la causa principale. Il mancato rispetto delle regole del codice della strada da parte dei conducenti è visto come il primo fattore responsabile degli incidenti stradali. La strada stessa, però, può indurre i guidatori ad adottare determinati comportamenti e occorre considerare non solo modalità di intervento mirate ad educare al corretto e cosciente uso della strada ma progettare un sistema che scoraggi azioni contrarie alla sicurezza e che faciliti l’adozione di comportamenti aderenti al codice della strada. L’approccio teorico della Cognizione Distribuita rappresenta il framework teorico della tesi ed è la chiave interpretativa dell’analisi dell’attività di guida. Questa, al pari di altre attività è un processo mentale che si basa su un equilibrio fra l’utilizzo di risorse interne ed esterne alla mente. Tutto ciò che fa parte dell’ambiente in cui l’attività di guida si svolge, influenza e modifica le modalità di elaborazione delle informazioni e, di conseguenza, il comportamento dei guidatori. La conoscenza delle regole del codice della strada, l’inclinazione più o meno forte al rispetto di tali regole e il grado di abilità nella guida non sono gli unici fattori a determinare il comportamento. Un ruolo fondamentale è svolto dall’ambiente esterno e dalle informazioni in esso presenti. Queste sono in grado di influire sulla

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Manuela Lembo Contatta »

Composta da 242 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3217 click dal 21/07/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.