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Il referendum popolare nella costituzione della V Repubblica francese

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Mazzella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Raffaele Feola
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 68

La tesi parte dall' esposizione dell' istituto di democrazia diretta del Referendum prima nella legislazione svizzera (1874) poi in quella francese (1944) ed in quella italiana (1948); racconta della " calda estate del '46" in cui nacque con un referendum la Repubblica italiana ed infine entra nel vivo narrando la nascita della IV Repubblica in Francia ( 1944) il rifiuto della " Repubblica dei partiti" di de Gaulle, la caduta della IV Repubblica dopo 12 anni e 24 governi ed il ritorno al potere di de Gaulle con la nascita della V Repubblica (1958).Con la costituzione della V Repubblica il Referendum diviene uno strumento essenziale di democrazia diretta e di esercizio della sovranità da parte del Presidente della Repubblica che può sottoporre a Referendum " tutti i progetti di legge relativi ai poteri pubblici" ( art.11).
La tesi narra la nascita della Carta della V Repubblica.Il ruolo di Michel Debrè. I 5 Referendum del Generale de Gaulle.La sua sconfitta e l' abbandono della Presidenza al Referendum del 1969.Viene altresì raccontato come gli italiani non amarono nè de Gaulle nè il gollismo con gli sferzanti giudizi di Pietro Nenni e Augusto Guerriero.
Ma a conferma della validità dell' impianto costituzionale della V Repubblica incentrato sui grandi poteri del Presidente della Repubblica e sull' art.11 la tesi racconta dei due Referendun di Mitterrand ( 1988 e 1992) soprattutto quello del 1992 di approvazione del trattato di Maastrich.Infine il parallerismo con la democrazia italiana.il dibattito in corso della riforma della Costituzione del 1948.La necessità di modificare il nostro art.75 sul referendum popolare e fare in modo che il referendum sia anche in Italia deliberativo e non abrogativo assegnando il compito o al Presidente della Repubblica o al Primo Ministro.

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4 Introduzione L’Italia il 2 giugno 1946 scelse la Repubblica ed abolì la Monarchia. Il popolo italiano esercitò la propria sovranità attraverso un Referendum per la prima volta nella sua storia poiché «non sembrano costituire precedenti storici in senso proprio del Referendum i plebisciti svoltisi al momento dell’unificazione nazionale e concernenti i singoli atti di annessione degli Stati preunitari al Regno di Sardegna e successivamente a quello d’Italia 1 ». Il Referendum è un istituto di democrazia diretta «con il quale il popolo si pronuncia, direttamente, su determinate questioni della vita costituzionale 2 ». «Il referendum ha avuto origine nella Svizzera fin dalla costituzione dei cantoni primitivi di Uri, Scwitz, Unterwalden, Glavis, Zug, Appenzell ed è stato poi accolto nelle due costituzioni federali del 1848 e del 1875 3 ». «La democrazia diretta ha un’importanza essenziale per il sistema politico svizzero: è la ragion d’essere di uno Stato la cui stessa denominazione ufficiale – Confederazione – indica trattarsi di una comunità quasi giurata di cittadini democratici e oggi finalmente di cittadine democratiche», scrive Oswald Sigg 4 . Ed un altro storico svizzero, Dieter Fahrni 5 , sottolinea la grande conquista dei liberali di 1 Raffaele Feola, Il Referendum nel sistema politico italiano, Jovene Editore, 2001. 2 Alfonso Tesauro, Istituzioni di Diritto Pubblico, Utet 1973. 3 Alfonso Tesauro, op. cit. 4 Oswald Sigg, La Svizzera politica, Pro Helvetia, 1996. 5 Dieter Fahrni, Storia della Svizzera, Pro Helvetia, 1995.

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