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I licenziamenti invalidi ed i regimi sanzionatori

La normativa in tema di licenziamenti individuali.
I licenziamenti individuali illegittimi.
L'impugnazione del licenziamento.
Stabilità obbligatoria e reale.
In recesso nel contratto a termine.
La normativa in tema di licenziamenti collettivi.
Il regime di invalidità per i licenziamenti collettivi e le sanzioni.

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CAPITOLO PRIMO LA NORMATIVA IN TEMA DI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI 1. L’evoluzione della disciplina Un’autorevole dottrina 1 ha sottolineato il carattere “alluvionale” della formazione del diritto del lavoro in Italia, inteso come stratificazione di leggi diverse nell’ispirazione. Questa caratteristica è particolarmente evidente in materia di licenziamenti: questi vengono infatti per la prima volta disciplinati legislativamente con il r.d.l. 18 novembre 1924, n.1825 (poi convertito nella legge 18 marzo 1926, n.562, c.d. “legge sull’impiego privato”) il quale introduce il principio della libera recedibilità di entrambe le parti dal contratto a tempo indeterminato (salvo l’obbligo del preavviso o in mancanza dell’indennità sostitutiva) e la possibilità della risoluzione immediata per giusta causa (senza preavviso) determinata da una “mancanza così grave da non consentire la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto” (art.9, co.2). Tali principi rispecchiano i principali orientamenti interpretativi affermati già dalla giurisprudenza probivirale (istituita nel 1893) e dalla dottrina: il Codice civile del 1865 infatti non conteneva alcuna specifica disciplina del contratto di lavoro, ma solo quella generale della locazione delle opere e dei servizi (art.1570 e ss.). Gli orientamenti accolti dalla legge sull’impiego privato vengono poi definitivamente confermati dal Codice civile del 1942 che, con l’art.2118, riconosce la regola della libera recedibiltà (recesso ad nutum) per ognuna delle parti del rapporto di lavoro sancendo che “Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso”. La norma, di chiara ispirazione liberale, pone sullo stesso piano datore e prestatore di lavoro; riconosce dunque ad entrambi la facoltà di risolvere il rapporto con il solo obbligo del preavviso. Il successivo art.2119 c.c., riproducendo quasi testualmente l’art.9, co.2 della l.562/26, prevede espressamente la possibilità del c.d. “licenziamento in tronco” per giusta causa, 1 GIUGNI “Il diritto del lavoro negli anni ‘80” in GDLRI 1982, 373

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Rossella Seragnoli Contatta »

Composta da 262 pagine.

 

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Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.