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Le associazioni religiose, culturali e politiche del mondo indù nella Greater London, fra tradizione ed identità nazionale

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Momentè
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Enrico Fasana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 293

La presenza indù a Londra si manifesta nella formazione di collettività che poco hanno a che fare con la comunità, base della società organica. Le collettività di individui lavorano per sé, contribuendo alla definitiva perdita del sistema organico, basato invece sul principio della relazione-funzione e della complementarietà gerarchizzata degli individui, considerati non in sé ma in relazione alla loro funzione per l’esistenza e la legittimità del sistema. L’individualismo indù non è nel mondo, ma si identifica solo rinunciando al mondo, quindi nei rinuncianti – sadhu, sannyasi. In Gran Bretagna non è possibile parlare di relazione-funzione, perché spesso le celebrazioni non avvengono e perché il sistema britannico è basato sulla competitività – homo economicus – che si caratterizza negli indù nella formazione di associazioni basate sull’appartenenza castale, piuttosto che regionale o religiosa. L’impossibilità di esportare il sistema organico a Londra è ambientale. Ciò che è sistematico in India come, ad esempio, essere riconosciuto in quanto figlio di, piuttosto che secondo il mestiere di famiglia, non è presente a Londra, dove si tende a perdere l’appartenenza familiare, avvicinandosi i giovani ad altre ideologie.
Le associazioni che sono nate nel tempo sono prettamente basate sul principio dell’unità nell’uguaglianza, che è agli antipodi dell’organizzazione gerarchica indù basata sull’unità nella diversità. Sono emersi differenti approcci nel confronto tra sistema britannico ed Induismo. Le motivazioni che portano alla nascita d’associazioni il cui fine è la difesa e la valorizzazione della singola casta vanno, inoltre, ricercate nella caduta dei principi alla base del sistema organico nella loro trasposizione a Londra.
Tale sistema è assente nella Greater London per l’impossibilità ambientale a ricostituirlo. Infatti, anche dove la collettività indù è numerosa essa non diventa mai una comunità organica. Si realizza un insieme d’individui uniti dall’appartenenza alla stessa casta, uniti nell’uguaglianza. L’associazionismo di casta è la concretizzazione dell’agonia del mondo organico, che è, invece, costituito da complementarità tra loro gerarchizzate, dove esistono soprattutto relazioni di vita, dove ogni elemento, essere animale, vegetale, umano e divino, ha una sua sistemazione ponendosi non come individuo, ma solo com’essere rapportato agli altri. Nella società indiana l’essere si definisce in funzione dell’appartenenza al tutto, non esiste giacché individuo, ma poiché si muove in funzione dell’esistenza e della legittimità del sistema. In questo, ogni casta è, quindi, complementare all’altra, come ogni parte del corpo umano è interdipendente e necessaria alle altre; in questo senso anche i bramini, sacerdoti depositari della parola sacra, trovano ragione d’essere fin tanto che esistono le caste lavoratrici, che garantiscono la loro sopravvivenza.
In Gran Bretagna, come nell’India urbanizzata, le distinzioni di casta e le lealtà sono molto poco rispettate; esistono, però, delle materie in cui il sistema organico e la gerarchia castale è, in qualche modo, ancora rispettata, come per quanto riguarda le regole concernenti l’endogamia, ossia il costume che vieta ogni matrimonio al di fuori del proprio gruppo d’appartenenza, esse sono talvolta seguite nel Regno Unito.
Gli aspetti del tradizionale sistema castale in India, quali il complesso scambio di servizi e l’obbligo di praticare il consueto mestiere proprio della casta d’appartenenza, non sono sopravvissuti nel contemporaneo contesto urbano britannico; ciò è il risultato della competitività del sistema britannico, in contrapposizione con la relazionalità dovuta alla celebrazione delle funzioni presente in India.

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10     PREMESSA    Le motivazioni che mi hanno  indirizzato verso  lo studio della diaspora  indiana  in  Gran Bretagna e delle successive dinamiche associative sono state molteplici. Oltre  ad un  innato  interesse verso  lo  studio dei processi  integrativi,  fondamentali  sono  state  le  lezioni del  corso di Storia  ed  Istituzioni dei Paesi Afro‐Asiatici  tenute dal  professor  Fasana  ed  i  numerosi  pareri  illuminanti  assorbiti  durante  gli  incontri.  Devo  ringraziare  il  professor  Fasana  per  avermi  concesso  di  usufruire  della  sua  sterminata  biblioteca  personale  a Milano,  e  per  avermi  dedicato  tempo  prezioso  spiegandomi alcuni concetti che si sono rivelati chiave per lo sviluppo della ricerca.  Ciò  mi  ha  fornito  il  bagaglio  culturale  necessario,  da  utilizzare  al  meglio  nel  momento in cui mi sono trasferito a Londra  nell’anno accademico 2002‐2003, grazie  all’assegnazione della borsa Socrates‐Erasmus, della durata di dieci mesi. Seguendo i  corsi al Royal Holloway and Bedford College – University of London – ho avuto il piacere  di  conoscere  ed  apprezzare  la  disponibilità  e  capacità  della  prof.a  Sarah Ansari,  docente  di  Twentieth  Century  World  History,  e  del  marito  K.Ansari,  docente  di  Ethnicity,  Identity and Settlement  in Modern Britain. Attraverso  le discussioni emerse  nel corso dei seminar, fortemente caratterizzanti l’Università britannica, sono emerse  nozioni utili alla ricerca da me eseguita.   I mesi  trascorsi  a  Londra  sono  stati  fondamentali,  permettendomi,  tra  l’altro,  di  visitare numerosi  templi  tra cui due Swaminarayan di cui  il primo mandir aperto a  Londra, presso  la casa della signora Benarse. Le discussioni avute con  i pandit dei  templi,  che  ormai  sono  chiamati  priest,  e  con  semplici  adepti, mi  hanno  aiutato  molto  nella  comprensione  dell’organizzazione  organica  indiana,  e  del  complesso  tentativo  di  instaurare  tale  sistema  anche  in  Gran  Bretagna.  Ringrazio,  inoltre,  Krishan  den  Khosla,  bramino  e  custode  del  tempio  dei  Valmiki  a  Southall  per  la  collaborazione e le utili chiarificazioni sul ruolo della casta ai nostri giorni.  Ho potuto consultare numerose  fonti anche a Londra;  in particolare alla biblioteca  della  SOAS  –  School  of  Oriental  and  Asian  Studies,  nonché  alla  Bedford  Library,  all’interno del Royal Holloway.   Ricordo  inoltre con simpatia  le discussioni con numerosi  ragazzi, british‐indians di  terza  generazione,  quasi  tutti  Punjabi,  che  frequentavano  le mie  stesse  lezioni  a  Londra.  Vorrei ringraziare i miei genitori che si sono sempre dimostrati comprensivi con me  e  disponibili  nell’assecondare  ed  incentivare  il  mio  desiderio  di  viaggiare,  soprattutto  se  finalizzato  alla  ricerca,  come  nel  caso  di  Londra  nel  2002  e  nuovamente nella capitale britannica a partire da Ottobre 2004  tramite  la borsa di  studio MOVE, presso il Nehru Centre, ala culturale dell’Indian High Commission.        Trieste, 7 Giugno 2004 

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